I ribelli siriani accusano i russi di aver lanciato 20 bombe su di loro. Kerry si fida di Lavrov?

I ribelli siriani accusano i russi di aver lanciato 20 bombe su di loro. Kerry si fida di Lavrov?

Centinaia di soldati iraniani sono arrivati in Siria negli ultimi giorni per unirsi presto alle forze governative e agli alleati libanesi di Hebzollah in una straordinaria offensiva di terra sostenuta da incursioni aeree russe. Lo rivela l’Agenzia di stampa internazionale Reuters, in base a fonti libanesi. “Le incursioni aeree russe saranno accompagnate da avanzate sul terreno dell’esercito siriano e dei suoi alleati”, ha detto una delle fonti, molto informata degli sviluppi politici e militari del conflitto civile siriano. “È possibile che le prossime operazioni terrestri si concentreranno su Idlib e Hama”, ha concluso la fonte. Si tratta di due avamposti conquistati dai cosiddetti ribelli siriani che si oppongono al regime di Assad. E pertanto le operazioni sul terreno avranno come obiettivo la riconquista dei territori perduti dal presidente Assad. “Le avanguardie delle forze terrestri iraniane sono già arrivate in Siria: militari e ufficiali soprattutto. Non si tratta di consiglieri”, ha rivelato la fonte della Reuters, “ma di soldati ben equipaggiati e armati. Presto ne seguiranno altri”. Anche gli iracheni parteciperanno alle operazioni militari. L’Iran ha mobilitato le milizie sciite per combattere assieme con le forze governative di Assad.

L’offensiva russa contro i ribelli: 20 bombe su un campo di addestramento

Giovedì 1 ottobre le forze aeree russe hanno colpito di campi di addestramento dei gruppi ribelli, guidati dalla CIA. Hassan Haj Ali, capo del gruppo ribelle di Liwa Sequor al Jabal ha detto alla Reuters che il campo nella provincia di Idlib è stato colpito con 20 missili in due distinte operazioni. Haj Ali, ex ufficiale dell’esercito siriano, fuggito dopo l’elezione del presidente Assad, ha detto che alcune guardie della struttura sono state ferite nell’attacco. “La Russia si è messa a sfidare tutti e dice che non c’è alternativa a Bashar”, ha affermato Haj Ali alla Reuters. Secondo l’ex ufficiale, i jet russo sono stati identificati dai membri del suo gruppo che una volta facevano parte delle forze aeree siriane. Il suo gruppo fa parte del “Free Syrian Army”, il libero esercito siriano, che ha raccolto ufficiali e militari fuggiti dall’esercito dopo la presa del potere di Bashar. Oggi, è un’alleanza larga di gruppi ribelli senza comandi centrali e strutture di controllo. La CIA ha creato un programma segreto di addestramento per i gruppi ribelli siriani, considerati moderati dagli stati occidentali, che sostennero l’insurrezione contro Assad. Haj Ali ha rivelato alla Reuters di aver partecipato all’addestramento con ufficiali americani in Qatar e in Arabia Saudita.

La conferma delle incursioni aeree russe contro i campi di addestramento dei ribelli viene dal senatore John McCain, il quale giovedì ha rivelato che il libero esercito siriano, sostenuto dagli Stati Uniti, era stato colpito duramente. E si teme che dopo questi attacchi, i militari dei gruppi ribelli possano essere schiacciati da un lato dall’offensiva di Assad e dei russi, e dall’altra dall’avanzata delle milizie jihadiste e del Fronte di Al-Nusra.

La Russia non si unisce alla coalizione anti Isis, e agisce indisturbata

Intanto, l’agenzia di stampa nazionale russa, la Ria, fa sapere al mondo che la Russia non intende affatto unirsi alla coalizione che combatte contro lo Stato islamico, e guidata dagli Stati Uniti. A sua volta, il segretario americano agli Esteri, John Kerry, ha affermato di essere pronto a salutare con favore l’azione militare russa in Siria solo se diretta contro le milizie del Califfato. Dopo un vertice con l’omologo russo Lavrov, Kerry ha detto “siamo ovviamente d’accordo che l’obiettivo comune sia l’Isis. Ma siamo preoccupati dal fatto che questo non stia accadadendo”. Kerry e Lavrov concordano sul fatto che i comandi militari russi e statunitensi debbano assumere colloqui per una sorta di “deconflittualità” proprio per garantire che le forze aeree non si scontrino inavvertitamente mente conducono le proprie campagne aeree. Lavrov, nonostante le accuse dei ribelli siriani, ha anche aggiunto che gli ufficiali russi e Usa “s’incontreranno presto e stabiliranno canali di comunicazione per evitare incidenti in volo”.

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