Fca. Marchionne sconfitto dai lavoratori Usa. Bocciato il” suo” contratto . La marcia indietro del sindacato Uaw

Fca. Marchionne sconfitto dai lavoratori Usa. Bocciato il” suo” contratto . La marcia indietro del sindacato Uaw

Si racconta che Marchionne si sia infuriato quando ha appreso la notizia che i lavoratori della Fca Usa avevano bocciato l’accordo sul contratto di lavoro siglato a metà settembre con il sindacato dell’auto, Uaw (United auto workers). Proprio lui in prima persona aveva condotto la trattativa che riguarda 40 mila lavoratori e doveva essere una specie di “linee guida” per i contratti in tutte le aziende Usa dell’auto. La bocciatura è stata sonora, il 65% dei lavoratori ha detto no. Si dice anche che non solo abbia preso la bocciatura come una offesa personale dato che lui si è sempre vantato di aver salvato il loro posto di lavoro. In tutto il mondo, in Europa e specie in Italia, giornali “ amici” e non hanno diffuso foto di Marchionne con i “ suoi” sorridenti operai. Renzi Matteo ha più volte richiamato la bontà della “ricetta Marchionne “, vantando la grande amicizia con il manager che in tutte le occasioni veste con magliette girocollo, detta ormai legge anche a Confindustria pur avendo rotto i rapporti con la organizzazione degli industriali. Il premier richiama le politiche di Marchionne quando intima ai sindacati di abbandonare la strada dei contratti nazionali, attacca il diritto di sciopero, altrimenti deciderà l governo . Quando attacca il sindacato, la Fiom in particolare, Maurizio Landini che ne è il segretario generale, indica a modello il “ metodo Marchionne “, la pace sociale.

Un duro colpo alla strategia dell’ ad col girocollo.

Il no all’accordo è un colpo duro per i Marchionne boys il quale,sono le prime notizie filtrate dagli Usa, se la prende con Landini e la Fiom che avrebbero qualcosa a che vedere con questo voto dei lavoratori. La realtà è che i lavoratori hanno affermato un diritto primario, la consultazione sugli accordi sindacali ed hanno espresso una valutazione di cui la Uaw non potrà non tenere conto. L’accordo siglato prevedeva aumenti salariali sia per i vecchi lavoratori che per i giovani , ancora in modo differenziato. Proprio la diversità dei salari era stata la chiave della politica di Marchionne, del “ salvataggio” delle fabbriche Chrysler Automobiles e dell’accordo siglato con la Fiat da cui è nata Fca.

I problemi relativi all’organizzazione aziendale e alle condizioni di lavoro

Ma sono venuti al nodo i problemi relativi alla organizzazione del lavoro e delle condizioni di lavoro in cui operano i dipendenti delle aziende. Problema che riguarda da vicino, proprio come la Fiom Cgil pone in evidenza anche per le aziende italiane, a partire dai turni massacranti , dalle condizioni ambientali in fabbrica, cui si aggiungono i diritti sindacali, la discriminazione contro la Fiom che pure è risultato il primo sindacato nelle elezioni per le rappresentanze sindacali.

La “ sorpresa” dei dirigenti della Uaw il sindacato dei lavoratori dell’auto

Come hanno preso la bocciature i dirigenti della Uaw? Intanto   con un senso di sorpresa. Non pensavano proprio che i lavoratori si sarebbero “ ribellati” Ma hanno fatto , come si dice, buon viso a cattiva sorte. “Non riteniamo la bocciatura dell’accordo una sconfitta. Riteniamo il voto dei nostri membri parte del processo” ha detto il presidente del United Auto Workers (Uaw), Dennis Williams richiamando ildiritto dei lavoratori a pronunciarsi. Il Uaw rappresenta i 40.000 lavoratori delle aziende Fca americane .

La “ delusione “ dell’azienda in una nota si dice scritta dall’ad

Fca Us – la divisione americana di Fiat Chrysler Automobiles – si dice invece”delusa” che i membri del sindacato americano dell’auto Uaw “abbiano votato per non ratificare l’accordo di principio” sul contratto. Comunque auspica “ di proseguire il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori. Poi la nota,si dice scritta direttamente da Marchionne, riassume la “strategia aziendale” e pone come obiettivo centrale dell’accordo sul contratto la “ competitività della azienda”. Insomma salario, diritti , organizzazione del lavoro subordinati alle scelte e alla decisioni dell’ ad di Fca, Marchionne appunto. Si parla di un giusto equilibrio, di un “bilanciamento fra i due obiettivi.

Fca:riprendiamo il dialogo ma per realizzare i nostri obiettivi

L’accordo di principio-afferma la nota- era stato studiato per garantire la forza e la competitività di Fca Usa, offrendo allo stesso tempo stabilità alla nostra forza lavoro e opportunità per crescita futura e investimenti in un mercato sempre più complesso”.La conclusione di Fca, auspica il proseguimento del dialogo ma, puro stile , la compagnia deciderà, come sempre, sulla base del raggiungimento dei nostri obiettivi”. Puro stile dell’uomo solo al comando”. Questa volta al manager col girocollo è andata male. I lavoratori gli hanno dato un sonoro schiaffo. Ci pensi anche Renzi.

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