Clima. Mobilitazioni della Coalizione italiana Clima. Chiede al governo italiano un accordo equo e ambizioso

Clima. Mobilitazioni della Coalizione italiana Clima. Chiede al governo italiano un accordo equo e ambizioso

A 36 giorni dal grande appuntamento planetario di Parigi, denominato COP21, la Coalizione italiana Clima si mobilita perché, grazie alla pressione dell’opinione pubblica e delle organizzazioni della società civile, si riesca a strappare un accordo equo e legalmente vincolante. Università, piazze, cinema, scuole, aziende, centri sportivi sono i luoghi della mobilitazione in corso questo weekend in diverse città d’Italia. Padova, Bologna, Acerra, Bari, Brindisi, Milano, Roma, Firenze, Grosseto, Chieti ma non solo. Gli appuntamenti – flash mob, mostre fotografiche, proiezioni di film, incontri pubblici, seminari e blitz di ‘guerilla gardening’ – sono coordinati dalle diverse organizzazioni che aderiscono alla Coalizione italiana clima, nata al fine di sensibilizzare i cittadini sui cambiamenti climatici e sull’importanza degli esiti della Conferenza sul clima di Parigi. Un impegno, individuale e comune che cresce in vista della Global Climate March che si svolgerà in molti Paesi il 29 novembre, alla vigilia dell’apertura dei lavori della COP21.

Per informare sulla riduzione dei gas serra necessaria a contenere almeno entro i due gradi centigradi l’innalzamento della temperatura globale e per sollecitare una riflessione quanto più partecipata possibile sulla gestione delle risorse e del territorio, la società civile si mobilita, dunque, su più fronti. E chiede al governo italiano di impegnarsi nelle trattative affinché si sottoscriva a Parigi un accordo equo e ambizioso. Purtroppo, l’ultimo round negoziale sull’accordo da approvare nella capitale francese, che si è concluso ieri a Bonn, lascia ancora aperti diversi aspetti cruciali, tra cui, in particolare, l’aiuto finanziario per l’azione climatica ai Paesi in via di sviluppo. E alle organizzazioni non governative, che finora avevano partecipato ai negoziati in qualità di osservatori, questa volta non è stata consentita la partecipazione.

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