Sinodo e caso Charamsa. Incidenze, coincidenze, si trema, si trama

Sinodo e caso Charamsa. Incidenze, coincidenze, si trema, si trama

Jorge Luis Borges, Leonardo Sciascia, possono aiutare chi è laico, tendenzialmente anticlericale, a comprendere quello che accade e si agita  in queste ore in Vaticano? Forse si. Borges e Sciascia erano cultori di un particolare genere: quello le coincidenze, e con una particolare attenzione  per le incidenze. “Coincidenze e incidenze” era il titolo di una rubrica curata da Sciascia per “l’Ora” di Palermo… E il Vaticano? Andiamo a piazza del Popolo, a Roma; una Golf grigia si allontana “inseguita” da una quantità di flash di fotografi e cine-operatori. A bordo di quell’automobile, una coppia; due uomini, fanno sapere che si vogliono bene, vivono insieme;  affari loro, diranno in molti, contenti loro, contenti tutti: ognuno ha il diritto di dividere il suo letto con chi gli pare, se non fa danni al prossimo. E’ un elementare principio liberale.

Non è però così semplice se la coppia è formata da uno spagnolo, Eduardo; e da polacco, Krzysztof; non è così semplice se il polacco Krzysztof si chiama anche Charamsa, è docente di teologia in diverse università pontificie, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale vaticana, oltre che docente alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Non è così semplice perché Charamsa è il primo monsignore ad avere avuto l’ardire di uscire allo scoperto annunciando la sua omosessualità, e ad aver alluso alla presenza di una nutrita lobby gay al di là del Tevere. Cose vaticane, problemi per i credenti cattolici? Si, certo, ma fino a un certo punto.

Perchè il Vaticano da sempre influenza e incide, e di questi tempi più che mai, basta vedere cosa mette in cantiere la diplomazia vaticana in questi mesi, a Cuba, negli Stati Uniti, in Russia, in Medio Oriente e in Cina… Una diplomazia che non riguarda solo i credenti cattolici. Con il Vaticano dobbiamo farci i conti tutti. E poi questo pontefice che viene da un paese quasi alla fine del mondo…un Pontefice che inizia il suo pontificato con gesti emblematici, mezzo francescano, mezzo gesuita, rompiscatole per intero: abolisce la pena di morte, formalmente ancora vigore in Vaticano; introduce il reato di tortura; auspica l’abolizione dell’ergastolo…sul terreno sociale prosegue sul solco aperto dal Concilio Vaticano II, quello aperto da Papa Giovanni XXIII e proseguito da Paolo VI, e in qualche modo chiude il cerchio.

Dove la chiesa cattolica resta ferma, nonostante le sollecitazioni, prudenti ma ferme, di Papa Bergoglio? Proprio sul terreno della sessualità, dell’affettività, il matrimonio, i rapporti di  coppia. Su questo terreno la Chiesa cattolica apparentemente è immobile, mentre il mondo si muove, muta; gli stessi credenti cattolici sono sempre più “altrove”. Non è un mistero che su questo in Vaticano le spaccature sono verticali, ci sono correnti conservatrici, che si richiamano, per intenderci, all’emerito Camillo Ruini e agli effettivi monsignor Angelo Scola e Carlo Caffarra, in Italia; e gli agguerriti porporati nord americani, tedeschi, francesi… Ecco le “coincidenze”. L’uscita di Charamsa, per ora sospeso da tutti gli incarichi e solennemente rampognato dalle gerarchie, alla fine aiutera’ o danneggerà Bergoglio e quello che Bergoglio intende fare, le aperture che promette di attuare? L’uscita di Charamsa, dice lo studioso di cose cattoliche Vito Mancuso, per quanto fragorosa, alla fine lo aiutera’. Vedremo.

Di certo per molti osservatori si è trattato di un attacco per surriscaldare ancor di più gli animi e creare ulteriori spaccature sui temi in discussione al Sinodo straordinario sulla famiglia. Un attacco da tempo pianificato, si sussurra. “Se queste persone pensano di mettere in difficoltà il Papa e il Sinodo, sono dei grandi ingenui”, dice il cardinale Giovanni Lajolo, presidente emerito del Governatorato Vaticano. “Queste persone omosessuali agiscono contro il comandamento di Dio, sarà Dio a giudicarle, come dice giustamente il Papa, ma il loro atto è peccaminoso e non giustificabile. Il Sinodo non può esser condizionato, dirà qual è il modo migliore per accogliere gli omosessuali, indicherà delle vie pastorali, ma la dottrina non si cambia”. Si “parlano”, si mandano messaggi: linguaggi espliciti e cifrati, atteggiamenti clamorosi e felpati. Coincidenze e incidenze. Si trema, e si trama. Oltretevere molto si muove, e si muoverà ancora.

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