Fiorentina sola in testa a +2, l’Inter rallenta, avanzano le romane, un grande Napoli affossa il Milan, Juve ok

Fiorentina sola in testa a +2, l’Inter rallenta, avanzano le romane, un grande Napoli affossa il Milan, Juve ok

Firenze sogna. Contro l’Atalanta, non era ancora concluso il primo tempo e la partita poteva considerarsi già virtualmente chiusa non solo per i due gol ma soprattutto per il predominio del gioco da parte della Fiorentina la quale, con l’Inter bloccata, al pomeriggio, dalla Samp, aveva subodorato il primato solitario, volendolo e cercandolo fin da subito. È finita con uno strameritato 3-0 che consente di godersi la vetta della classifica, contro ogni previsione e, almeno per ora, di sognare. È una Fiorentina, marca Paulo Sosa, sorprendente che ha confermato la propria forza facendo capire che l’exploit di s. Siro non è stato un caso isolato.

Un punto per l’Inter ma… Per un’ora abbondante l’Inter non era ancora uscita dall’incubo Fiorentina e, a Genova, contro una gran bella Sampdoria sembrava maturarsi ancora un’altra battuta d’arresto, in particolare dopo il gol dei blucerchiati i quali avevano via via sprecato diverse altre occasioni per mettere ko i nerazzurri. Esagerata e plateale la dichiarazione del presidente ligure Ferrero secondo il quale la sua squadra avrebbe meritato di vincere 11-1 ma, da quanto visto in campo, nessuno avrebbe avuto da ridire se la Samp avesse comunque vinto. Invece, complice un rallentamento dei padroni di casa e qualche azzeccata sostituzione di Mancini, l’Inter rimediava un prezioso pareggio che le consentiva di rimanere nella scia della Fiorentina.

Gervinho super e la Roma vola. Rieccola la Roma votata all’attacco (11 reti nelle ultime tre partite) che passa alla grande a Palermo grazie alla ritrovata vena di Gervinho, che mette a segno una doppietta ma, soprattutto, dà l’impressione di essere tornato sui livelli del primo anno in giallorosso, facendo impazzire la difesa di un frastornato Palermo. Vittoria da oro colato questa in terra siciliana per l’undici di Garcia che, di forza e prepotenza, si conferma in alto loco, cancellando le aspre polemiche per la sconfitta in Bielorussia.

Milan-Napoli 0-4!  Molto atteso l’esito di quest’incontro fra due squadre aspiranti alla risalita verso le zone delle Coppe: il Napoli, con una prova extraterrestre ha annientato il Milan lasciando tutti inebetiti sia per la propria indiscussa forza, sia per aver evidenziato le gigantesche magagne di un avversario, ormai preda di una crisi dalla quale non sarà facile uscirne. Sotto gli occhi di Antonio Conte, un Lorenzo Insigne da favola ha messo la sua firma a questo colpaccio abbinandola a quella di Higuain e lanciando un significativo messaggio alle numerose squadre che la precedono in classifica. Napoli lanciatissimo, Milan a pezzi.

Risale la Juventus Dopo mezz’ora, col Bologna sorprendentemente in vantaggio, per i bianconeri sembravano essersi ripresentati gli incubi delle precedenti partite casalinghe ma, dopo il pareggio di Morata, l’atmosfera incominciava a rasserenarsi e con il vantaggio su rigore di Dybala, all’inizio della ripresa, tutto appariva risolto e la partita si chiudeva con il 3-1 siglato dal rientrante Khedira. Era importantissimo vincere per riemergere anche in campionato dopo i successi in Champions e questo scopo è stato pienamente raggiunto anche se ancora non si è vista la Juve fortissima che tutti ricordavamo; prende sempre più affiatamento l’accoppiata Morata-Dybala e questo è da considerare di buon auspicio. Per ora è troppo presto per guardare la classifica, ma vincere aiuta a vincere.

Capitombolo Torino. Quando a Torino, sponda granata, cominciavano a fare un pensierino per un ulteriore allungo in vetta, ecco che gli uomini di Ventura ci lasciano le penne con il fanalino di coda Carpi che conquista la sua prima vittoria in serie A e blocca seccamente le loro aspirazioni.

Lazio terza Con il tris di vittorie consecutive (due reti a partita) la Lazio regola il Frosinone a dieci minuti dal termine grazie all’azzeccato ingresso di Keita pur senza eccellere e balza prepotentemente al terzo posto. C’è mancato poco che la matricola ciociara uscisse indenne dall’Olimpico di Roma dopo quello di Torino e qui sarebbe stata una grossa soddisfazione nei riguardi di Lotito che tanto ne aveva biasimato la promozione nella massima serie. I biancazzurri di Pioli non appaiono ancora sui brillanti livelli dello scorso torneo, però, dopo un po’ di sofferenze iniziali, adesso sembrano avviati sulla retta via. Intanto sono in zona Coppe.

Le altre. Con il Sassuolo, sconfitto ad Empoli a 2′ dal termine, non ci sono più squadre imbattute; la formazione di Di Francesco ha perso l’imbattibilità che durava in scia dallo scorso campionato da 11 giornate; l’assenza di Berardi si è fatta sentire e all’Empoli è bastato un gol per vincere e risollevarsi dopo due sconfitte consecutive. In Udinese-Genoa, finita 1-1, di particolarmente rilevante, e in negativo purtroppo, si segnalano i 25 punti di sutura affibbiati alla testa di Di Natale dopo uno scontro aereo, pagando un prezzo troppo alto per il gol del vantaggio messo a segno dall’intramontabile Totò.

Anche il derby veneto fra Chievo e Verona è finito con un 1-1 maturato, fra tante polemiche, grazie ad un gol in evidente fuorigioco, visto da tutti tranne che dall’assistente di linea interessato e dall’arbitro. Ma anche questo fa parte del gioco del calcio e, alla stessa, identica maniera, prima o poi, sbagliano tutti gli attori in campo, giocatori e componenti della squadra arbitrale, ovviamente influenzando il risultato finale.

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