Ankara. Attentato suicida contro manifestanti pacifisti, a tre settimane dalle elezioni turche. Sale a 97 morti e 400 feriti il bilancio

Ankara. Attentato suicida contro manifestanti pacifisti, a tre settimane dalle elezioni turche. Sale a 97 morti e 400 feriti il bilancio

Sale a 97 morti e 400 feriti il bilancio dell’esplosione di due bombe nei pressi della stazione centrale di Ankara, dove stava per iniziare una manifestazione pacifista per chiedere la fine del conflitto con i separatisti curdi del Pkk. Fonti del governo turco hanno confermato che si tratta di un attacco terroristico e hanno riferito che si stanno verificando le indicazioni secondo cui l’autore sarebbe un kamikaze. Le vittime sono per lo più manifestanti e tra i corpi c’erano molti striscioni e bandiere. Si tratta dell’attentato più sanguinoso nella storia moderna della Turchia.

Secondo la testimonianza di un reporter della Reuters, sulla scena dell’esplosione si vedono i trenta corpi coperti dalle bandiere, mentre tutt’intorno lago di sangue e brandelli di corpi umani. I manifestanti per la pace versavano in condizioni gravi a terra, nel raggio di una ventina di metri. Nessuna rivendicazione dell’attentato, ma gli analisti ritengono che si tratti di una sfida di gruppi separatisti a tre settimane dal voto delle legislative. Non va dimenticato, infatti, che nello scorso giugno i militanti del partito di opposizione curda HDP furono oggetto di un attentato.

Il premier, Ahmet Davutoglu, ha convocato una riunione d’urgenza con i vertici della sicurezza. La polizia è intervenuta con i gas lacrimogeni e spari in aria per disperdere i manifestanti che avevano attaccato un’auto della polizia dopo le esplosioni. La manifestazione, a cui erano accorse migliaia di persone, era stata organizzata dai sindacati di sinistra Disk e Kesk e dagli ordini degli ingegneri e dei medici.

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