Retata all’Anas. Dieci arresti e 31 indagati per associazione per delinquere, corruzione e voto di scambio

Retata all’Anas. Dieci arresti e 31 indagati per associazione per delinquere, corruzione e voto di scambio

Dalle prime ore dell’alba di giovedì, circa 300 Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare emesse per corruzione dal Gip del Tribunale di Roma, nei confronti di 5 dirigenti e funzionari di Anas Spa della Direzione Generale di Roma (nella foto la sede centrale nella Capitale) 3 imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche, 1 avvocato e 1 politico, già sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture. Il provvedimento cautelare è stato emesso nell’ambito dell’operazione “Dama Nera” sulla scorta degli elementi di reità, acquisiti nel corso delle investigazioni esperite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma. Le accuse sono di associazione per delinquere, corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e voto di scambio.

Disarticolata una vera e propria cellula criminale composta da funzionari e dirigenti corrotti

Disarticolata una vera e propria cellula criminale, costituita da dirigenti e funzionari “corrotti” di Anas spa i quali, secondo la ricostruzione degli investigatori, abusando dei poteri derivanti dall’incarico ricoperto nell’ambito della predetta azienda pubblica, sono riusciti ad ottenere utilità e provviste corruttive da imprenditori, titolari di società di rilievo nazionale, in alcuni casi con l’intervento di un “colletto bianco” (un avvocato di Catanzaro) e del citato esponente politico. Dei dieci arrestati sulla base di un provvedimento cautelare firmato dal gip Giulia Proto, cinque sono finiti ai domiciliari, cinque in carcere. Sono invece 31 complessivamente le persone indagate. In particolare sono finiti in carcere: Antonella Accrogliano, classe 1961 dirigente Responsabile del Coordinamento Tecnico Amministrativo di Anas Spa; Oreste De Grossi classe 1956 dirigente Responsabile del Servizio Incarichi Tecnici della Codirezione Generale Tecnica; Sergio Serafino Lagrotteria classe 1967 dirigente Area Progettazione e Nuove Costruzioni; Giovanni Parlato classe 1967 funzionario; Antonino Ferrante classe 1961 funzionario. Ai domiciliari invece sono finiti Eugenio Battaglia classe 1962 avvocato; Concetto Albino Bosco Lo Giudice classe 1963 imprenditore di origini calabresi; Francesco Domenico Costanzo classe 1962 imprenditore di origini calabresi; Luigi Giuseppe Meduri, classe 1942 già Presidente della Regione Calabria, dal gennaio 1999 all’aprile 2000, Deputato nella XIV legislatura (Margherita Ulivo) e, dal maggio 2006 al maggio 2008, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture (Governo Prodi); Giuliano Vidoni classe 1945 titolare della Vidoni Spa, con sede legale a Travagnacco.

Oltre 90 le perquisizioni eseguite dai ‘baschi verdi’ in tutta Italia

Eseguito un sequestro per equivalente delle somme corruttive allo stato accertate nei confronti di tutti i dipendenti pubblici infedeli, fino a concorrenza di 200.000 euro. Oltre 90 le perquisizioni effettuate in Lazio, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Piemonte, Veneto e Abruzzo, con il supporto anche dei Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alle sedi di Bari, Arezzo, Catanzaro, Catania, Gorizia, Cosenza, Padova, Messina, Siracusa, Udine, Torino, Vercelli e Venezia.

Il Procuratore Capo di Roma Pignatone: “Sensazione deprimente, vista la quotidianità della corruzione”

“Sull’operazione di oggi la sensazione è deprimente vista proprio la quotidianità della corruzione. La nostra principale indagata, la dirigente Anas Antonella Accroglianò, capo dell’associazione a delinquere, va in ufficio per lavorare ma il suo principale lavoro è quello di gestire il giro di corruzione”. Così il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, nel corso della conferenza stampa sugli arresti di dieci indagati coinvolti in un giro di corruzione in Anas. Sulla principale indagata, Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento Tecnico Amministrativo Anas, Pingantone ha detto: “Ha sempre la borsa aperta, tratta male chi ritarda i pagamenti e anche i suoi collaboratori che fanno male non le pratiche, ma la riscossione delle mazzette dagli imprenditori”. Lo stesso procuratore ha poi sottolineato l’importanza delle intercettazioni nelle indagini per corruzione, affermando che: “Senza intercettazioni i processi per corruzione non si possono fare”. “Sottolineo l’estraneità dell’attuale e precedente presidente dell’Anas a queste vicende”, ha concluso Pignatone, spiegando che il nuovo presidente “non ha assolutamente nulla a che vedere con la vicenda ed è parte offesa”.

Massimo supporto alla Gdf da parte del vertice di Anas

Anas sta attivamente collaborando alle indagini della Guardia di Finanza, dando il massimo supporto anche in qualità di parte offesa dai fatti oggetto di indagine, accaduti negli anni passati. Il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, esprime piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, con l’auspicio che possa arrivare velocemente a fare chiarezza sui fatti ed aiutare il vertice dell’Azienda a voltare pagina. Anas si costituirà in giudizio quale parte offesa”.

Delrio: “Massima trasparenza e pulizia. La corruzione ha tolto energie a questo paese”

“Ho parlato con il presidente Armani, e ho detto di offrire massima collaborazione”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, a margine di un evento Enel, a chi gli chiedeva in merito al blitz odierno della Guardia di Finanza su appalti Anas che ha visto tra gli arrestati anche l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri. “Come sapete la nostra linea è molto semplice – aggiunge – noi vogliamo massima trasparenza, pulizia, collaborare con le forze dell’ordine, con la magistratura. Sappiamo che la corruzione ha tolto energie a questo Paese, e quindi la lotta alla corruzione va fatta sempre”. E aggiunge: “Dopodiché aspetteremo ovviamente l’accertamento delle responsabilità, nessuno fa processi in un giorno, ovviamente. Siamo assolutamente convinti che dobbiamo collaborare fino in fondo e sostenere l’opera della magistratura e della polizia”. Per Delrio “le accuse verranno poi discusse nei processi. Noi offriremo su tutto massima collaborazione e trasparenza, parola chiave anche del nuovo codice degli appalti”.

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