A Marino più di 25 mila chiedono di non dimettersi. A Renzi in 15 mila “Non toccare Marino”. La “vetrina” di Crozza. I veleni di Orfini Matteo

A Marino più di 25 mila chiedono di non dimettersi. A Renzi in 15 mila “Non toccare Marino”. La “vetrina” di Crozza. I veleni di Orfini Matteo

Ci vuole un comico come Maurizio Crozza per dirne quattro a Renzi Matteo che manda a casa il sindaco di  Roma, il quale non è indagato, non è rinviato a giudizio, non è condannato mentre nel suo partito ci sono fior di indagati, rinviati a giudizio, condannati, immortalati  da una immagine nel corso di “Crozza nel paese delle meraviglie”. E proprio a Renzi si sono rivolti con una lettera, “Marino non si tocca”, personalità del mondo della cultura, del giornalismo, giuristi, sottoscritta da quindicimila persone e in poco più di un giorno 25 mila cittadini hanno chiesto a Marino di non dimettersi e la raccolta di firme continua su Charge.org.

Scaricabarile del commissario Pd. È stato lassessore Sabella ad  imporre  le dimissioni

Nel frattempo Matteo Orfini, indicato dai media come il protagonista numero uno di questa brutta vicenda annuncia, quasi  a discolparsi, che è stato l’assessore Sabella ad imporre a Marino le dimissioni. Una notizia inedita, visto che proprio il commissario della federazione romana e presidente Pd era stato indicato come  il  più accanito accusatore del sindaco, addirittura avrebbe superato il premier, che non ha mai visto di buon occhio il sindaco. La velenosa dichiarazione contro il sindaco conclude così: “Una infinita serie di errori hanno definitivamente compromesso autorevolezza e credibilità  del sindaco verso la città. E perché le ultime inquietanti vicende – a cui ancora oggi non è stata data una spiegazione, e scaricare la responsabilità  sui propri collaboratori evidentemente non lo è – hanno finito per incrinare la fiducia nei suoi confronti. Vicende che non possono essere sminuite se un uomo della legalità come Alfonso Sabella ha ritenuto di dover far sapere che avrebbero impedito la sua permanenza in giunta qualora il sindaco non si fosse dimesso. Spero prima o poi arrivino risposte chiare”. Abbiamo riportato solo una parte della dichiarazione, velenosa e insieme comica. Sarebbe interessante conoscere questa “infinita serie di errori” di cui Orfini non aveva mai parlato. Pare voler dire, in uno stile che non vogliamo definire, io non c’entro niente, chiedete a Sabella.

Ma di quale “città” parla il commissario Dem? Con chi parla?

Sarebbe interessante sapere qual è “la città” di cui parla il commissario del Pd romano. Forse quella  raccontata dai media da tempo protagonisti di una campagna contro il sindaco che di errori potrà  averne fatti, ma in realtà ha colpito i poteri fori, “micropoteri forti” li ha chiamati Fabrizio Barca che sono anche editori di giornali. Una dichiarazione che fa il paio con i “festeggiamenti”, i brindisi in casa di Lorenza Bonaccorsi, parlamentare Pd, aspirante candidata sindaco, magari in coppia con Marchini, lo sconfitto da Marino. Scrive il Messaggero: “A suggellare il game over rispetto al sindaco a casa dell’ultrà renziana Lorenza Bonaccorsi, con vista sul Vaticano, c’è stata una festa della liberazione da Marino a base di riso cantonese e vino bianco, con ospite buona parte dell’ala renziana doc dei parlamentari”. Replica la Bonaccorsi buttandola sul sentimentale: “Chi ora vuole spargere veleni su veleni fa solo male alla città. Io alla mia città tengo molto. Roma è la mia vita, la mia grande famiglia”.

Sabella: un testimone che ricorda tutto nei minimi particolari è difficile da trovarsi. Io non ne ho mai trovati

Si dà il caso che colui che a detta di Orfini avrebbe imposto a Marino le dimissioni  partecipando al programma di Mentana, La7, non ha mancato non solo di esprimere  la solidarietà al sindaco ma ha sottolineato il positivo lavoro da lui svolto, le numerose, importanti iniziative e lo ha definito “un baluardo contro mafia capitale”. Non solo a fronte della“testimonianza” di un oste presso il cui ristorante Marino avrebbe cenato con la moglie pagando con la carta di credito del comune, il famoso vino da 55 euro, ha esclamato rivolto a Mentana: “Un testimone così, che ricorda tutto per filo e per segno, non l’ho mai trovato in un processo”. Ci mancava l’accusa di Orfini a Sabella, cui non crediamo, a rendere ancora più torbida questa vicenda.

Il vicesindaco Causi parla dei meriti che si riconosceranno al sindaco

Anche il vicesindaco Marco Causi  si dice “convinto che Ignazio Marino potrà affrontare il procedimento relativo alla sua carta di credito e sono convinto che ne uscirà a testa alta e più serenamente senza la responsabilità di sindaco. Sono convinto che i meriti che si riconosceranno a Marino saranno enormemente superiori agli errori che pure potrebbe aver fatto”. Allora che va cercando l’Orfini?

15 fotografie di indagati, rinviati a giudizio, condannati sottosegretari e parlamentari del Pd

Torniamo così a Maurizio Crozza, il comico che spesso ha preso di mira proprio il sindaco Marino, il quale si è rivolto al premier mostrando 15 fotografie di sottosegretari, parlamentari del Pd indagati, rinviati a giudizio o condannati ed ha detto: “Renzi un po’ da fare ce l’avrebbe: hai fatto dimettere Marino, nemmeno indagato, per 4 ricevute sospette. Matteo stupiscimi! Matteo fammi sognare! Dai, prendi nota, perché nel PD di persone che hanno avuto qualche problemino con la giustizia, tra indagati e rinviati a giudizio, da far dimettere nei hai un po’, sai?”. Poi ha ricordato anche il governatore della Campania,  Vincenzo De Luca un recordman fra rinvii a giudizio e condanne.

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