Tsipras tra vittorie e sfide, vecchie nuove. Il debito e la crisi migratoria su tutte

Tsipras tra vittorie e sfide, vecchie nuove. Il debito e la crisi migratoria su tutte

Alexis Tsipras giura da primo ministro nella tarda serata di lunedì 21 settembre, mentre il giorno successivo seguirà il giuramento dei ministri, dopo la straordinaria e convincente conferma elettorale di domenica 20. Il risultato di domenica è di fatto un trionfo personale di Tsipras, che a dispetto di tutti i pronostici e di tutti i sondaggi della prima, della seconda e dell’ultima ora, ha sostanzialmente confermato i voti del 25 gennaio 2015, nonostante la formazione da una costola di Syriza di Unità popolare, che tuttavia non ha superato la soglia di sbarramento per l’ingresso in Parlamento, fissata al 3%.  Syriza ha conquistato nella tornata elettorale del 20 settembre 145 seggi, e il 35,5%, compresi i 50 seggi che spettano maggioritariamente al partito primo classificato, sui 300 del Parlamento greco. Perciò, si riproporrà inevitabilmente la medesima coalizione col partito centrista e nazionalista Anel che ha governato la Grecia per sette mesi. Per quanto riguarda le altre formazioni politiche, non è cambiato molto dal 25 gennaio: Nuova Democrazia si conferma una forza di centro che non riesce a raggiungere il 30%, Alba Dorata era data in ripresa, e in effetti guadagna qualche deputato, purtroppo, buona affermazione dei socialisti del Pasok e risultato catastrofico per Unità Popolare di Lafazanis, che non elegge deputati.

Le crisi che Tsipras dovrà affrontare a partire da mercoledì

La vittoria di Tsipras è venuta su un programma specifico, far diventare la rinegoziazione dei termini della montagna del debito greco una priorità assoluta. Il premier tenterà di costruire un ampio consenso tra i partiti, che ha sconfitto sonoramente, in modo da rafforzare la sua posizione nei colloqui e nelle trattative con l’eurozona. Come ha ben capito il presidente dell’Eurozona , Dijsselbloem, con la seconda vittoria schiacciante e un secondo mandato ancora più forte, proprio per l’assenza di un significativo segmento antieuro all’interno di Syriza, Tsipras si è rafforzato anche nei confronti delle istituzioni internazionali. Infatti, fonti greche di Syriza affermano: “continueremo i negoziati nel periodo che verrà, mettendo al primo posto la questione del debito come battaglia importante. Chiederemo il sostegno di tutte le forze politiche”. Naturalmente, Tsipras dovrà cercare di dare soluzione anche alla crisi dei migranti, che peggiora di giorno in giorno, soprattutto sulle isole, dove sbarcano migliaia di rifugiati. E già mercoledì dovrà partecipare al vertice straordinario dei capi di stato e di governo voluto da Angela Merkel. Lo stesso presidente del Consiglio europeo, il polacco Tusk, si è congratulato con Tsipras ed ha auspicato che con la sua leadership la Grecia possa dare soluzione alla crisi dei rifugiati. “Ho fiducia che la Grecia”, ha scritto a Tsipras, “ col  tuo nuovo governo contribuirà costruttivamente alla ricerca delle soluzioni di tutte le sfide”.

“Il governo durerà 4 anni”. Tsipras annuncia un periodo di stabilità politica

Nel suo discorso ai militanti e ai sostenitori in una piazza centrale di Atene, nella serata di domenica, Tsipras ha già annunciato un periodo di stabilità del paese dopo la quinta tornata elettorale in sei anni, dicendo che il voto del 20 gli ha conferito “un mandato chiaro come il cristallo” e che questa volta il suo governo durerà 4 anni. “Oggi in Europa, la Grecia e i greci sono sinonimi di resistenza e dignità”, ha detto Tsipras alla piazza, “Questa lotta proseguirà insieme”, ma ha anche avvertito i greci delle difficoltà che dovranno affrontare, perché “la ricostruzione dalla crisi non può avvenire magicamente, ma ha bisogno di un durissimo lavoro”. Ovviamente, Tsipras non poteva nascondere ai greci la volontà di rinnovare la coalizione con Anel, né di dover affrontare i patti siglati col terzo accordo di programma che ha portato ad Atene altri 86 miliardi di euro, contro le previste riforme di fisco, welfare e sistema pensionistico. L’accordo euro-contro-riforme sarà sottoposto alla revisione quadrimestrale, fin dal prossimo mese.

Perché Tsipras ha vinto?

Perché ha vinto Tsipras? Molti elettori hanno creduto in una seconda occasione. Un’alta dirigente dello stato confessa alla Reuters: “Ha tentato, almeno ha davvero tentato di cambiare le cose in meglio per la gente – e dovrà tentare ancora”. La signora continua: “la gente ha avuto fiducia in lui più che negli altri”. Un altro elettore greco afferma sempre alla Reuters: “rappresenta una rottura chiara col passato. Non possiamo più tornare indietro, a quei vecchi e corrotti partiti che ci hanno infilati nella crisi”. Gli analisti internazionali sono quasi tutti concordi, dalla Germania alla Francia alla Gran Bretagna (dove ora si comincia a temere l’ascesa del leader laburista Corbyn, come una sorta di Tsipras britannico), sul fatto che il quadro politico greco è adesso molto più chiaro, sia con la sconfitta netta di Nuova Democrazia, che con l’espulsione dell’ala antieuro di Syriza. L’unica opposizione antieuro in Parlamento resta quella dei neonazisti di Alba Dorata, dal momento che anche i comunisti del KKE hanno ampiamente accettato, in campagna elettorale, la necessità del terzo programma di aiuti. Il segnale che all’Europa proviene dalla Grecia, dicono ovunque, nelle cancellerie e negli editoriali, è che “dopo anni di crisi senza precedenti, la vasta maggioranza dei greci ha votato quei partiti che hanno promesso di restare nell’euro, anche se ciò dovesse implicare riforme dure e generali.

La bizzarra polemica di Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, con Tsipras

Il presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, in una dichiarazione pubblica ha chiesto perché mai Tsipras abbia scelto Anel come partner di governo, definito “partito bizzarro”. La posizione di Schulz ha scatenato l’impetuosa ira dei sostenitori di Tsipras, che su twitter gli hanno semplicemento chiesto di farsi gli affari suoi e di non interferire. Non contento Schulz ha così commentato alle agenzie internazionali: “ho chiamato Tsipras una seconda volta per chiedergli come mai desse seguito ad una coalizione con questo strano partito di estrema destra. All’inizio non ha risposto con tante parole. Al telefono è bravo. Mi ha detto cose che sembravano convincenti, ma che ai miei occhi appaiono bizzarre”. Evidentemente, Tsipras ha detto a Schulz della difficoltà incontrata coi socialisti del Pasok greco, e coi socialisto europei, che certo, in campagna elettorale non lo hanno sostenuto. Ed ora vogliono interferire? E a quale titolo?

 

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