Ignazio Marino: “In Campidoglio abbiamo trovato macerie. Era stata distrutta la credibilità, la forza e l’autorevolezza di Roma”

Ignazio Marino: “In Campidoglio abbiamo trovato macerie. Era stata distrutta la credibilità, la forza e l’autorevolezza di Roma”

Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino è intervenuto alla Giornata della Trasparenza in Campidoglio. L’intervento del Sindaco è stato un vero e proprio monito al malaffare che per anni albergava stabilmente proprio sul Colle Capitolino. Chiaro il riferimento a ‘Mafia Capitale “la giornata di oggi è di estrema importanza per la vita di questa città. Proporre una ‘Giornata della Trasparenza’, qui in Campidoglio, significa tante cose. La principale è relativa al compito, alla missione, al mandato a cui siamo stati chiamati. Le inchieste della magistratura, le ispezioni del Mef, da noi richieste appena ci siamo insediati, la Commissione prefettizia e quella dell’Autorità Nazionale Anticorruzione hanno certificato una situazione che non finiremo mai di denunciare. Qui in Campidoglio abbiamo trovato le macerie. La precedente amministrazione aveva avuto la capacità, in pochi anni, di distruggere la credibilità, la forza, l’autorevolezza della città di Roma, ridotta a terreno di caccia per interessi perversi.

Dobbiamo guardare avanti e ricostruire imparando la lezione dalla cruda realtà

Dobbiamo guardare avanti, dobbiamo guardare alla ricostruzione dalle macerie, imparando la lezione che ci arriva dalla cruda realtà. La lotta alla corruzione –ha detto ancora Marino-è un percorso culturale che deve cominciare dai primi anni di scuola. Mi verrebbe da dire che l’alunno che copia i compiti è destinato a un futuro, da questo punto di vista, quanto meno opaco. La scorciatoia, la furbizia, la insopprimibile voglia di ricorrere all’aiuto di qualcuno per risolvere qualsiasi cosa, per facilitare la realizzazione di un obiettivo, pubblico o privato, è, da sempre, considerato come un tratto tipicamente italico. Si tratta di una mentalità, diffusa, che va scardinata alla radice – ha continuato il primo cittadino – Bisogna da una parte combattere la corruzione, diffusa e criminale, che si annida all’interno della Pubblica amministrazione, e dall’altra ricostruire un senso civile, di una correttezza morale come base dell’agire quotidiano perché l’Italia diventi finalmente un paese normale, dove le cose pubbliche funzionano, perché il nostro mandato è quello di migliorare la qualità della vita delle persone e la corruzione non va in quella direzione”.

Un piano triennale per la trasparenza e l’integrità

Poi il Sindaco ha parlato del varo di un piano nel breve- medio periodo contro la corruzione. Dobbiamo, come cittadini e come istituzione, dare il nostro contributo alla formazione di una coscienza collettiva che risponda, solo ed esclusivamente, all’onestà e alla trasparenza. Noi stiamo facendo la nostra parte. Con l’approvazione del ‘Piano Triennale di Prevenzione della corruzione e del ‘Programma triennale per la trasparenza e l’integrità’ abbiamo cominciato un nuovo cammino. Il ‘Piano Triennale di Prevenzione della corruzione’ e il ‘Programma triennale per la trasparenza e l’integrità’, approvati dalla Giunta, rappresentano il nostro faro, il vademecum del buon amministratore. Vanno nella direzione – ha aggiunto il primo cittadino – di una ricostruzione della corretta e, aggiungo, imprescindibile, mentalità richiesta a chi lavora nella Pubblica amministrazione. Guardare solo all’interesse collettivo, all’interesse di tutte le donne e gli uomini della nostra comunità. Senza guardare in faccia a nessuno”.

Sabella (Legalità Roma Capitale): “Roma non è una città mafiosa, ma corrotta”

Dopo il Sindaco da registrare l’intervento dell’Assessore alla Legalità e magistrato antimafia in aspettativa Vincenzo Sabella: “Roma non è una città mafiosa ma una città corrotta. A Roma la corruzione è un fenomeno su cui si è fatto tanto, ma ancora troppo poco. Da tangentopoli ad oggi tutta questa soluzione di continuità non l’ho vista. Non ho visto soluzioni di continuità nell’importo complessivo delle mazzette, nel senso che è rimasto più o meno tale e quale in Italia. La differenza è che si sono spostate dalla politica all’amministrazione e sono diventate tante di più. È per questo fondamentale affinare le possibilità di rendere più complicata la vita ai criminali. Questo è quello che dobbiamo fare come amministrazione. Abbiamo riscontrato in Italia 3 miliardi di euro di danni erariali non causata da corruzione, ma da illegittimità degli atti Andare a costruire meccanismo che permettono alla illegalità di infiltrarsi è quanto di peggio possa fare un’amministrazione. Dobbiamo fare in modo – ha aggiunto Sabella – che corrompere e farsi corrompere in questo Paese non sia conveniente. Oggi ancora, purtroppo, lo è considerando il rischio limitato che si corre”.

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