Democrazia e partecipazione. A confronto sindacati di diversi paesi europei

Democrazia e partecipazione. A confronto sindacati di diversi paesi europei

“Cambiare per radicarci ancora di più nel territorio e nei posti di lavoro”. È questo l’asse portante della discussione della due giorni di seminario, che si è aperto oggi promosso dalla Fp nazionale sul tema: “Il sindacato e la crisi-da fenomeno organizzativo a organizzazione della rappresentanza”. Un’iniziativa che la categoria del lavoro pubblico della Cgil promuove, a una settimana esatta dalla Conferenza d’organizzazione, per ragionare sui diversi modelli organizzativi assunti (o in via di assunzione) da sindacati di diversi paesi europei.

“Da tempo, di fronte a una crisi economica e sociale di portata storica, la Cgil e noi come categoria, ci interroghiamo sui cambiamenti necessari da assumere per quanto riguarda le modalità di organizzazione e funzionamento”, spiega Fabrizio Rossetti, segretario nazionale della Funzione pubblica Cgil e responsabile d’organizzazione della categoria, che anticipa così alcuni dei temi che affronterà nella relazione introduttiva al seminario. Una discussione che sfocia nel bisogno e nella scelta di spostare il peso sul territorio secondo l’asse “democrazia e partecipazione”.

“Questo – precisa ancora Rossetti – è stato negli ultimi tempi il mantra della nostra discussione, che si è posta quattro obiettivi: il rilancio politico organizzativo, anche attraverso un rinnovamento della formazione sindacale; l’innalzamento del livello di partecipazione e l’ampliamento degli spazi democratici; la tutela individuale come scelta strategica di quel cambiamento delle nostre modalità di funzionamento; la comunicazione sindacale punto centrale di una rinnovata organizzazione”. Punti che Rossetti analizzerà oggi nel dettaglio, entrando anche nel processo di autoriforma della Fp che fa del “mantra” di cui sopra la pratica concreta e quotidiana del sindacato.

Ma la crisi ha dispiegato i suoi effetti non solo sul panorama italiano. Da qui il confronto che in questa due giorni si svilupperà con esponenti sindacali europei. Così, dopo la relazione introduttiva di Rossetti, si conoscerà il “bilancio organizzativo” di Unison, il sindacato britannico dell’industria e dei servizi pubblici, nelle parole di Liane Venner; il modello svedese attraverso i racconti di Jeanette Forslund e Anders Jonsson, di Kommunal. A tirare le fila, e a dare un punto di vista confederale alla discussione, l’intervento del segretario nazionale Cgil, con la responsabilità dell’organizzazione, Nino Baseotto. Domani (venerdì 11 settembre) verrà fatto il punto sull’esperienza spagnola nelle parole di Julio Lacuerda e Francisco Cabezos, rispettivamente di Fsp Ugt e Fsc Ccoo. La parola quindi all’esponente di Epsu, Richard Pond, che offrirà ai partecipanti un intervento sul tema delle prospettive europee. A chiudere i lavori il segretario generale della Funzione pubblica Cgil Rossana Dettori.

“Sarà un confronto utile, oltre che interessante – conclude Rossetti –, per conoscere le scelte politiche e le forme organizzative assunte, o da assumere, per attraversare la crisi e renderci capaci ancora di più di svolgere l’immenso compito della difesa di chi lavora, di chi non ha più o non trova un’occupazione”. Per quanto riguarda nello specifico la categoria, la prospettiva è la stessa individuata all’atto della sua fondazione: “Come ci spiegava Luciano Lama 35 anni fa nel corso del suo intervento al congresso fondativo della Fp: voi siete i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici, di un settore fondamentale per la vita del paese. Dovete esserci per partecipare. E noi – conclude Rossetti – ancora oggi vogliamo tener fede a quell’impegno”.

 

 

 

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