Inter distrutta dalla Fiorentina che la raggiunge in testa. Juve e Milan ancora battute: è classifica lunga.

Inter distrutta dalla Fiorentina che la raggiunge in testa. Juve e Milan ancora battute: è classifica lunga.

Terremoto a Milano In tanti ci speravano ma in pochi ci credevano che la Fiorentina potesse fermare proprio a s. Siro la fuga dell’Inter; nessuno, poi, avrebbe potuto immaginare un risultato e due differenti prestazioni dalle proporzioni così astronomiche. Ai viola è stato sufficiente meno di mezz’ora per disintegrare – letteralmente, è il termine che rende meglio quanto visto – un’Inter disastrosa e inguardabile perché del tutto inesistente. Dopo cinque risultati stiracchiati ma pieni, con un gioco per nulla da dominatrice del campionato (la Juve del quadriennio era ben altra cosa), l’Inter è crollata dinanzi ad una Fiorentina che, di contro, è apparsa super in ogni reparto, confezionando un poker ad opera di Kalinic (tripletta) e Ilicic che hanno fatto tremare non solo il vecchio stadio milanese ma l’intero campionato. E adesso si riparte con l’Inter a cercare di riprendersi da questo sorprendente scrollone per dimostrare che si è trattato di un singolo episodio e con la Fiorentina, fin qui sottovalutata da tutti e bistrattata dai suoi stessi tifosi, a verificare dove può arrivare dopo questa splendida notte di fine estate.

Riscatto Torino Intanto, il Torino supera il Palermo (2-1), rischiando parecchio sul finale, con due uomini in meno e capitalizzando l’eurogol di Benassi, di quelli alla Van Basten maniera, che consente ai granata di portare a casa tre preziosi punti e di riconquistare la piazza d’onore, in odore Champions.

Napoli-Juventus. Stavolta, quello che, da sempre, è stato considerato un classico incontro-scontro fra due squadre acerrime nemiche, non aveva interessi diretti in classifica essendo entrambe le squadre lontane dagli alti vertici, eppure il risultato era stato presentato come importantissimo per il prosieguo del campionato delle due. Ha vinto decisamente bene il Napoli, rimediando al mezzo passo falso col Carpi; ha incassato la terza sconfitta la Juve che, con 5 punti in 6 giornate, rimane sprofondata ad appena due punti dalla zona salvezza e a 10 lunghezze dalla vetta, con una squadra che squadra continua a non essere e che solo a Manchester aveva rinverdito gli antichi splendori, ricadendo, poi, negli abissi di una immemorabile mediocrità. Allegri, beato lui, è stato l’unico a dichiararsi soddisfatto dei suoi uomini, ribadendo la convinzione, che, alla lunga, si riprenderanno. Intanto l’impegno di Champions col Siviglia bussa alle porte e questa sarà un’altra importante verifica.

Lazio in terza posizione. Con la vittoria di Verona, la seconda consecutiva, la Lazio rialza la testa sistemandosi, seppure in coabitazione, in zona coppe. Questo, per gli uomini di Pioli, è un successo molto pesante perché conseguito in rimonta, sull’uno pari pure in dieci uomini per l’espulsione di Mauricio ed anche perché costituisce il primo bottino fuori casa. Due gol su calci piazzati (rigore e punizione), un paio di sostituzioni azzeccate, la Lazio vince la partita e appare ritornata sulla retta via.

Sassuolo-Chievo pari da bravi fratelli.   Le due squadre, finora le rivelazioni del torneo, si sono divise la posta in palio che, progressivamente, è apparsa, sempre più soddisfacente per entrambe, perché, per il Sassuolo, significava conservare l’imbattibilità e per il Chievo rimanere a ridosso della zona alta. 1-1 finale e tutti felici e contenti di continuare ad osservare alcune grandi dall’alto e, con altre, di starci insieme o di poco sotto. Non è cosa da poco per due provinciali.

Risale la Roma.  Con un’impietosa cinquina al Carpi la Roma, spazza via le nubi e fa tornare il sereno dopo le scaramucce delle ultime due settimane, facendo d’incanto scomparire le critiche che avevano colpito soprattutto Garcia. Bisognava vincere e si è vinto, anche convincendo, però, contro un avversario giudicato fra i più deboli del torneo e di questo va tenuto conto prima di inondare di elogi l’undici giallorosso. Successo, comunque importante perché consente di posizionarsi al sesto posto ed anche per far tornare l’entusiasmo, nonostante gli infortuni pesanti di Totti e Dzeko.

Il Milan si sveglia tardi. Solo nella ripresa e per giunta in 10, il Milan dà segni di vita dopo essere stato in balia dell’avversario per l’intera prima parte, maturando, così, la terza sconfitta che lascia il segno, sia perché impedisce il rilancio verso le alte sfere, sia perché mette a nudo i limiti di un gioco che non c’è e che continua a basarsi solo sugli spunti di alcuni singoli. L’undici di Mihajlovic appare come un mix di difficile assemblaggio, con una difesa squilibrata fra giovani immaturi e anziani inaffidabili, con un centrocampo senza quadrature e in continuo ricambio, con un attacco nel quale, l’arrivo di Balotelli, almeno da quanto visto a Genova, sta creando problemi di uomini da sistemare in panchina. Perdere con il Genoa, che in precedenza aveva incassato 4 sconfitte su 5 partite, deve costituire un serio campanello d’allarme e forse Miha farebbe bene a mostrarsi meno sergente di ferro, badando soprattutto a costruire un undici titolare e smettendola con un continuo turnover che demoralizza i giocatori, creando una deleteria confusione.

Le altre Dopo ben quattro sconfitte consecutive, l’Udinese, seppure in svantaggio, con un colpo d’ala, pareggia e vince a Bologna mettendo nei guai i padroni di casa che restano in terz’ultima posizione con Delio Rossi in anticamera di esonero, sostituendo, in questa critica posizione, proprio Stefano Colantuono, trainer dei friulani per il quale l’ennesima battuta d’arresto avrebbe significato la sostituzione.

Posticipi  Le due partite posticipate a stasera hanno rispettivamente questi significati: Frosinone Empoli: per i padroni di casa, dopo il clamoroso pareggio in casa Juve, i tre punti sono importanti per agganciare proprio i toscani e lasciare il fanalino di coda al Carpi; in Atalanta-Sampdoria, i liguri puntano a vincere per posizionarsi al secondo posto con il Torino e, se così fosse, chissà l’esuberante presidente Ferrero quante ne combinerebbe. …

Share

Leave a Reply