Scienza. La Nasa annuncia la definitiva scoperta di acqua su Marte. Ma non è detto che ci sia stata vita

Scienza. La Nasa annuncia la definitiva scoperta di acqua su Marte. Ma non è detto che ci sia stata vita

Acqua liquida scorre per i crateri e i canyon di Marte, secondo i ricercatori della Nasa, per i quali la scoperta potrebbe risollevare la possibilità che sul pianeta rosso vi fosse qualche forma di vita.  Le vie d’acqua hanno lasciato orme lunghe e oscure sul terreno marziano, che possono raggiungere centinaia di metri nei mesi considerati estivi, prima di seccarsi in autunno, non appena scende la temperatura del pianeta. Le immagini dell’orbita di Marte mostrano dirupi e muri scoscesi che formano valli e crateri. Gli scienziati non sono certi del punto preciso da dove proviene l’acqua, ma intuiscono che essa possa essere generata dal ghiaccio sotterraneo o dalle falde acquifere del sottosuolo o dal fenomeno di condensazione della sottile atmosfera marziana.

Michael Meyer, capo degli scienziati della Nasa che guidano il programma di esplorazione su Marte, ha detto in Conferenza stampa che “vi è acqua liquida sulla superficie di Marte. A causa di ciò, sospettiamo che sia quanto meno possibile l’esistenza di un ambiente abitabile sul pianeta proprio oggi”. I flussi di acqua potrebbero indicare alla Nasa e ad altre agenzie spaziali i siti più promettenti per trovare forme di vita su Marte, e punti di attracco per eventuali navicelle di sbarco, nel caso di future missioni umane. In realtà, le prime immagini della superficie ghiacciata di Marte risalgono agli anni Settanta. Allora si supponeva che Marte avesse ospitato grandi laghi ed enormi corsi d’acqua. All’inizio di quest’anno, la Nasa ha svelato le prove dell’esistenza di un oceano che potrebbe aver coperto metà della superficie settentrionale del pianeta in un passato molto remoto. Nel 2011, la fotocamera ad elevata risoluzione della Nasa, posizionata sul Mars Reconnaissance Orbiter, catturò quel che aveva le sembianze di flussi di acqua che calavano dai muri di un cratere, dalla tarda primavera all’inizio di autunno. Gli scienziati della missione denominarono quei flussi “recurring slope lineae”, linee ricorrenti dovute alla pendenza, o RSL. Oggi, quegli stessi scienziati hanno potuto utilizzare strumenti più sofisticati per analizzare la chimica dei misteriosi flussi RSL. La scienziata Lujendra Ojha, del Georgia Institute of Technology di Atlanta, e i suoi colleghi hanno usato uno spettrometro sul Mars Reconnaissance Orbiter per osservare la luce infrarossa riflessa dalle muraglie di roccia quando le vene oscure cominciano ad apparire e quando crescono in tutta la loro lunghezza nell’estate marziana. Hanno rilevato la presenza di sali idratati – una miscela di clorati e perclorati – che sono la prova della presenza di acqua in tutti i siti ispezionati: i crateri Hale, Palikir e Horowitz, e l’immenso canyon chiamato Coprates Chasma.

“Forse sono questi i luoghi migliori dove cercare la vita su Marte”, afferma il geologo Alfred McEwan. “Se è davvero importante scoprire le tracce di vita in tempi remoti, è però difficile scoprirne la biologia”, conclude. I flussi d’acqua compaiono quando la temperatura sulla superficie di Marte supera i -23 gradi. L’acqua riesce a scorrere in queste condizioni di gelo perché i sali riducono il punto di congelamento dell’acqua, mantenendola allo stato liquido. “Cosa permette questo flusso? Un mistero”, dice Meyer, “forse l’acqua, ma finora non abbiamo prove spettrometriche. Pensiamo che lo RSL venga generato dall’acqua che interagisce con i perclorati formando una brina che scorre a valle”. L’altra possibilità è che i sali sulla superficie di Marte riescono ad assorbire l’acqua che proviene dall’atmosfera fino al punto in cui essa riesca a scorrere a valle. Il processo, noto come deliquescenza, viene osservato nel deserto di Atacama, dove i percorsi umidi sono gli unici luoghi dove riescono a vivere i microbi.

Con queste ricerche, di fatto, può cambiare la nostra visione scientifica di Marte. Saremo costretti a discuterne per molto tempo ancora, prima di avere le prove certe che l’esistenza dell’acqua su Marte possa voler significare esistenza di una qualche forma di vita.

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