Roma. Gli “avvisi” che non ci sono del prefetto a Marino, disinfomatija e malafede

Roma. Gli “avvisi” che non ci sono del prefetto a Marino, disinfomatija e malafede

È possibile che gran parte del mondo giornalistico italiano sia diventato ignorante, nel senso che vengono scritte o radioteletrasmesse castronerie senza batter ciglio? Si dovrebbe rispondere: sì, è  possibile, visto che sono in molti ad aver pensato e scritto che un prefetto possa sciogliere un comune. Tutto nasce da una dichiarazione di Gabrielli in relazione ai suoi rapporti col comune di Roma e ai suo poteri. Titola il quotidiano Repubblica: “L’avviso di Gabrielli: sciolgo il comune se la bonifica si ferma”. Scrivono i giornalisti, che si sono addirittura messi in due: “il prefetto di Roma ricorda i suoi poteri”. È un memo che sembra ovvio. Quei poteri sono infatti scritti nel Testo unico degli Enti locali: “in casi gravi può sciogliere il comune”. Prosegue Gabrielli: “non vorrei che come al solito in questo passasse la legge dei tarallucci e vino”. Questo il minaccioso avviso del prefetto.

Bene, anzi male per loro, e per chi non ha avuto dubbi sui poteri di scioglimento del prefetto. Poteri che non ha. Può rivolgersi infatti al ministro dell’Interno, il quale avvia la pratica che dovrà essere firmata dal capo dello stato. I nostri colleghi sono quindi un po’ confusi e non c’è alcun avviso. Un’edizione del Tg2 ha tagliato la stessa dichiarazione di Gabrielli riprendendo solo la parte in cui si diceva che se non seguiranno “le mie indicazioni potrei far sciogliere il comune”. Detto questo, smentiamo noi stessi: non crediamo che i nostri colleghi siano così sprovveduti. Ma il prefetto ha dovuto rettificare in merito ai suoi poteri e alla dichiarazione che è stata fraintesa. La realtà è che il sindaco di Roma continua ad essere al centro di una velenosa campagna contro di lui. Basta che dica una parola e giù insulti e offese. Pensate un po’, è perfino andato in ferie senza sapere che il capo del clan dei Casamonica sarebbe morto, con il seguito del funerale che tutti conosciamo. Ancora, è stato scritto, non era presente al Consiglio dei ministri che decideva la sorte del comune, che tutti già conoscevano, quasi che Marino fosse uno dei ministri. Ora si è colta l’occasione, travisando le dichiarazioni del prefetto, per confermare la tesi sostenuta da gran parte dei media, e cioè che il sindaco di fatto, e comunque la si voglia mettere, è commissariato, visto che se non fa quello che vuole Gabrielli, il prefetto può sciogliere il comune. Più commissariamento di così, cosa si vuole?

Altra è la realtà, e la riprova viene proprio dalla cabina di regia per l’organizzazione del Giubileo, coordinata dal prefetto, di cui fanno parte due assessori del Campidoglio, Maurizio Pucci, ai lavori pubblici e delegato al Giubileo, e Alessandra Cattoi delegata ai grandi eventi. Che volete di più?

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