Parla il sindaco di Monaco di Baviera, la città tedesca che con grande civiltà ha accolto in 2 giorni 10000 profughi

Parla il sindaco di Monaco di Baviera, la città tedesca che con grande civiltà ha accolto in 2 giorni 10000 profughi

Sulla vicenda dei profughi e dei migranti ha parlato domenica il sindaco di Monaco di Baviera, una delle città tedesche più sottoposte alla pressione di migliaia di persone provenienti dall’Austria e dall’Ungheria. Il primo cittadino di Monaco di Baviera ha subito tolto spazio ad ogni polemica: “la Germania non si chiede quanti rifugiati possa condividere, ma come possa fare per rendere più sicuri i nuovi arrivati”. La capitale della Baviera si prepara infatti a registrare e a dare ospitalità a ben 10.000 sui complessivi 14.000 entrati in Germania in questo fine settimana. Anche a Monaco di Baviera, come in Austria e negli altri centri della Germania, i rifugiati sono stati accolti con calore umano da gran parte della popolazione, e con le strutture di accoglienza già pronte. Scesi dai bus e dai treni, i rifugiati sono stati subito condotti in tutti i grandi spazi allestiti dalla città come centri organizzati di prima assistenza, medica, alimentare, burocratica. Lo stesso sindaco della città, Dieter Reiter si è detto sorpreso dalla efficacia e dalla prontezza con le quali la città ha reagito alla crisi dei rifugiati e dei migranti.

Il sindaco ha detto ai reporter: “naturalmente vi sono limiti determinati dagli spazi che abbiamo a Monaco, ma non è questo l’interrogativo che mi pongo ora. Ogni giorno mi chiedo come si possa sistemare questa gente, questi rifugiati, come possiamo dar loro la sensazione di essere in salvo qui a Monaco, qui in Germania. Davvero, non penso a quanti ne possiamo aiutare e a quanti ne possiamo sostenere qui a Monaco. Non è questo il punto”. Nella sola giornata di sabato, sono arrivati a Monaco 6.780 persone nei treni allestiti dopo che molti erano partiti a piedi da Budapest, dopo giorni di drammatica attesa nelle stazioni ferroviarie della capitale ungherese. E dopo la lunga marcia di una ventina di ore, senza mai fermarsi, sono saliti sugli autobus e condotti al confine. Per questa ragione, molti di loro sono giunti nei centri di accoglienza di Monaco, con gravi ferite ed esausti. La vicenda più grave riguarda una neonata giunta ancora legata al cordone ombelicale di sua madre, e trasportata immediatamente in ospedale, dove è stata posta nell’incubatrice. Le sue condizioni cominciano a migliorare, fanno sapere le autorità sanitarie.

Nella giornata di domenica, sono giunti altri 4.000 rifugiati e migranti. I primi 1200 sono giunti nelle prime ore della mattina, ma altri treni sono stati smistati verso altre città tedesche, come Francoforte, per alleggerire la pressione su Monaco. Nel pomeriggio di domenica, a Monaco di Baviera sono giunti altri 3.000. La foto che colpisce di più alla stazione di Monaco di Baviera è la calca di cittadini che ha voluto portare qualcosa, oltre alle centinaia di volontari. Una folla così numerosa, che la polizia ha dovuto impiegare delle transenne per fare largo ai migranti e a i rifugiati. Molti cittadino tedeschi hanno donato giocattoli ai bambini e vestiti, tanti vestiti. Lo stesso sindaco ha chiesto ai cittadini di evitare di “ingolfare” le stazioni ferroviarie con le donazioni, perché almeno su questo versante la città non ce la fa a gestire quella massa di oggetti. Così ha chiesto di andare su Internet e verificare quali Ong o associazioni potessero ospitare tutto quel materiale. È scattato l’immediato tam tam sulla rete, e circa 600 associazioni hanno aderito alla raccolta di materiale.

“È un privilegio aiutare coloro che fuggono dalla guerra”, ha detto il sindaco di Monaco, “noi viviamo nella parte più ricca d’Europa, e abbiamo il dovere morale di aiutarli”. È questa, in concreto, la dimostrazione di quella che un filosofo tedesco intervistato dal Corriere della Sera, Markus Gabriel, ha definito la vittoria di Kant e di Habermas, contro ogni xenofobia, contro ogni individualismo, contro ogni egoismo. Nelle parole del sindaco il senso di questa vittoria dell’universalismo neoilluminista kantiano è più chiaro: “credo che forse la Germania debba agire come modello di riferimento per le altre nazioni. Queste persone hanno perso tutto dietro di loro”.

Share

Leave a Reply