Modena. La Fiom-Cgil organizza per il 9 settembre il D-Day contro l’applicazione unilaterale del Jobs Act

Modena. La Fiom-Cgil organizza per il 9 settembre il D-Day contro l’applicazione unilaterale del Jobs Act

Il Comitato direttivo della Fiom Cgil di Modena, allargato a tutti i delegati, riunitosi oggi, ha deciso il D-day dei diritti contro le ingiustizie sul lavoro, per il 9 settembre, quando in 250 aziende metalmecanniche locali del settore industria, le Rsu consegneranno alle direzioni aziendali la lettera di diffida ad applicare unilateralmente le misure del Jobs act. In contemporanea, le tute blu della Cgil faranno arrivare tra mercoledì e la fine della prossima settimana 500 lettere ad altrettante aziende metalmeccaniche senza Rsu e con almeno un iscritto Fiom, e 45 lettere a tutte le associazioni d’impresa (Confindustria, Cna, Lampam, Confimi, ecc) e studi di consulenza privati.
L’oggetto è sempre lo stesso: diffidare le aziende ad applicare unilateralmente misure del Jobs act che rendono possibili i licenziamenti illegittimi, il demansionamento e la videosorveglianza/controllo a distanza (per questi ultimi due provvedimenti si è in attesa degli ultimi decreti in via di approvazione).

“Chiediamo alle imprese di non procedere unilateralmente ad applicare la riforma del mercato del lavoro del Governo – hanno detto in conferenza stampa, a margine del Direttivo, il segretario della Fiom di Modena, Cesare Pizzolla, e l’organizzatore Fiom, Simone Selmi –, ma di aprire tavoli di confronto con i sindacati per trovare soluzioni condivise, per evitare che i lavoratori si rechino al lavoro con l’ansia di poter essere licenziati senza giusta causa. Chiediamo alle imprese di rassicurare che, se non ci sono giusti motivi, non si procederà a licenziamenti di lavoratori, così come del resto ha dichiarato lo stesso Caiumi, presidente di Confindustria di Modena, sostenendo che le imprese locali sono serie e non hanno interesse a licenziare chi non commette infrazioni”.

Nel citare il presidente di Confindustria, il segretario della Fiom vuol sottolineare l’importanza di una battaglia per la dignità dei lavoratori (il Jobs act, infatti, non consente più la reintegra in caso di licenziamento ingiusto, ma solo un indennizzo economico), e si aspetta segnali di apertura e confronto su questo terreno da parte delle imprese locali. Se non sarà possibile aprire un confronto generalizzato con il sistema industriale modenese, la Fiom e le Rsu sono pronte a riprendere l’iniziativa sindacale, azienda per azienda. Iniziativa che ha già visto la presentazione di una ventina di piattaforme aziendali in provincia di Modena, sostenute anche da azioni di lotta nei mesi scorsi (Caprari, Dinamic Oil, solo per citarne alcune).

La Fiom modenese è il primo territorio dell’Emilia-Romagna ad aprire la campagna per la non applicazione della nuova legge sul mercato del lavoro, ma, a cascata, seguiranno nei prossimi giorni anche altri territori. Trovare una soluzione condivisa sul Jobs act, è anche un banco di prova per la concreta applicazione del Patto regionale per il lavoro, firmato a fine luglio anche dalle associazioni imprenditoriali, con l’impegno a creare buona occupazione. “Questa campagna vuole essere lo stimolo per tutte le forze sociali e politiche che hanno a cuore il mondo del lavoro e la dignità dei lavoratori, a promuovere un referendum abrogativo sugli aspetti più deleteri del Jobs act. L’iniziativa che stiamo mettendo in campo contro la riforma del mercato del lavoro – ha concluso il dirigente sindacale – non è solo una battaglia giuridico-contrattuale, ma è una battaglia di dignità e civiltà”.

da rassegna.it

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