Migranti. Consiglio ministri interni UE approva sistema delle quote. A maggioranza

Migranti. Consiglio ministri interni UE approva sistema delle quote. A maggioranza

I ministri degli Interni dell’Unione Europea hanno approvato a maggioranza un piano per la dislocazione in ogni singolo paese delle centinaia di migliaia di rifugiati che cercano asilo sul continente. Per ora, l’accordo di maggioranza prevede una distribuzione dei primi 120.000 asilanti – una piccola porzione dei tanti che fuggono verso l’Europa. Tra i paesi dissidenti, la Repubblica Ceca,l’Ungheria, la Romania e la Slovacchia. In base al Diritto europeo, però, tre di questi paesi, la Repubblica Ceca, la Romania e la Slovacchia sono obbligati ad accettare i migranti, anche contro la loro volontà. Almeno secondo l’interpretazione che ne danno gli esperti di Bruxelles.

Il piano di dislocazione secondo quote obbligatorie dei 120.000 migranti si è reso necessario per alleviare la pressione sugli stati di confine, in particolare la Grecia e l’Italia, dove sbarcano ogni giorno migliaia di profughi provenienti dalla Siria, dal Medio oriente e dall’Africa. Francia e Germania  sostengono il sistema delle quote obbligatorie presentato dal presidente della Commissione Europea, Juncker. E proprio Angela Merkel, una settimana fa, aveva lanciato la proposta di un vertice straordinario dei capi di stato e di governo, in agenda per il 23 settembre. La premessa di questo vertice è stata appunto celebrata dai ministri degli Interni, che hanno appunto ratificato, a maggioranza, la divisione per quote obbligatorie. La suddivisione tiene conto della ricchezza e della popolazione di ciascun paese membro. Ma è proprio su questa metodologia che si sono levate le voci critiche e le obiezioni da parte dei paesi dell’Est Europa, a cominciare da Ungheria, Polonia e Slovacchia.

Il presidente del Consiglio dei ministri degli Interni, il lussemburghese Asselborn, ha detto che “ai ministri era stato consegnato un testo equilibrato su cui dare il consenso”. Il testo, scritto dal Lussemburgo ma in base ai colloqui diplomatici che si sono svolti lunedì scorso, fino alla mattina del martedì, “è stata la base del lavoro dei ministri”. Thomas de Maiziere, ministro tedesco degli Interni, ha detto ai giornalisti di attendersi un “vertice durissimo”. Ed ha aggiunto che non vi sarebbero state garanzie che sarebbe finito “con un risultato”. In realtà, aver approvato il piano a maggioranza trasmette al mondo un’immagine dell’Europa profondamente divisa, con toni alti ed esacerbati, e con alcuni muri già costruiti. Un’Europa senza unità non è un bel segnale, soprattutto quando il Mediterraneo è attraversato da centinaia di migliaia di profughi, e i morti hanno già toccato quasi quota tremila.

Il paese più intransigente in tema di ospitalità dei migranti resta l’Ungheria, divenuta ormai terra di frontiera per chiunque voglia andare verso la Germania. Il governo di Budapest ha già costruito muri di filo spinato lungo il confine con la Serbia, e sta alzandone un altro lungo la frontiera con la Croazia, con l’uso dell’esercito, che non esita a sparare gas lacrimogeni, pallottole di gonna e getti potenti d’acqua contro i migranti che si ammassano. L’Ungheria ha resistito contro il piano Juncker – anche se dal suo territorio sono passati circa 54.000 migranti per andare verso altri stati membri. Il premier ungherese Orbàn non ha nascosto le sue simpatie razziste, anticipando i vertici della UE con queste parole durissime e xenofobe: “i migranti non so bussano alle nostre porte; le rompono. I nostri confini sono in pericolo, la nostra qualità della vita costruita sul rispetto della legge è in pericolo, l’Ungheria e tutta l’Europa sono in pericolo”.

A sua volta, il ministro dell’Interno ceco, Milan Chovanec, ha definito l’approvazione delle quote dei migranti “la sconfitta della ragione”. “Molto presto ci accorgeremo che il re è nudo”, ha scritto sul suo profilo Facebook, citando la celebre fiaba di Hans Christian Andersen.

Per quanto riguarda la posizione italiana, il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico ha detto che “un’Europa unita solo sotto il profilo economico e non solidale è destinata a morire. Il Governo italiano – ha aggiunto – sta insistendo da tempo e con la presidenza del semestre europeo ha posto il tema del rilancio della missione europea, che è quella di condividere uno spazio non solo di natura economica ma anche di diritti che devono valere in tutti i Paesi appartenenti e, quindi, abbiamo preteso che l’Europa vari una politica per l’immigrazione. La Commissione ha predisposto un’agenda ad hoc che diventerà un atto giuridicamente vincolante”. “Contiamo, pertanto – ha concluso il viceministro Bubbico – di sconfiggere quegli egoismi presenti in Europa che lavorano per annullare lo spirito europeo che è quello di condividere uno spazio comune, di libertà, di diritti e non, invece, quello di alzare nuovi muri, perché l’Europa è nata per abbatterli e non per erigerli”.

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