La ripresa è ancora lontana. Aumentano i costi dei servizi essenziali, diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie. Serve un Piano per il Lavoro

La ripresa è ancora lontana. Aumentano i costi dei servizi essenziali, diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie. Serve un Piano per il Lavoro

Spese sostenute dalle famiglie nel 2015 per usufruire dei servizi essenziali, inflazione, potere d’acquisto: tre punti di osservazione sulla situazione economica del paese che, esaminati nel loro insieme, ci danno un quadro interessante. Partiamo dalle spese sui costi di cittadinanza con il terzo rapporto dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori su assistenza sanitaria, trasporti pubblici locali, raccolta rifiuti, asili nido e fornitura di acqua, con l’aggiunta delle addizionali IRPEF comunali e regionali. Il campione considerato nell’indagine è rappresentato da una famiglia composta da tre persone (due adulti e un figlio che nel 10% dei casi ha meno di 4 anni) che abita in un appartamento di proprietà di 100 mq e con un reddito di 36.000 euro annui (pari ad un ISEE di circa 18.000 euro) e si riferisce alle 14 città metropolitane italiane. La spesa media registrata per i costi di cittadinanza risulta pari a ben 2398,00 euro, il 31,47% in più rispetto al 2007.La città con la spesa media più alta è Torino con 2760,6 euro, seguita da Roma (2637,6 euro) e da Genova (2609,4 euro) mentre i costi medi più bassi sono stati rilevati nell’ordine a Venezia (2132 euro), Cagliari (2209,2 euro), Firenze (2225,6 euro) e Milano (2247 euro). La spesa complessiva a Torino, la città più cara in assoluto, risulta superiore del 15,12% rispetto all’importo medio e del 24,48% rispetto ai valori rilevati a Venezia, che appunto è la città più economica.

Impennate nei costi per trasporti, rifiuti urbani, addizionali.

Nel corso dei sette anni di crisi economico-finanziaria si sono verificati aumenti importanti nelle diverse voci. Per quanto riguarda i servizi, i costi dei biglietti orari per i trasporti pubblici hanno fatto registrare una vera e propria impennata: +79,05%. Lo stesso si può dire per la tassa sui rifiuti, aumentata del +71,76% rispetto al 2007. Notevole anche l’incremento rilevato per le imposte locali: l’addizionale comunale e regionale IRPEF hanno fatto registrare rispettivamente un aumento del +65,9% e del +48,39%. Tutto ciò a fronte, in diversi casi, di un peggioramento dei servizi, sempre più carenti o di difficile accesso. Una tendenza determinata dalla forte crisi dei bilanci comunali, a causa anche dei pesanti tagli operati dai governi che si sono succeduti in questi anni, nonché dalle gestioni a volte inappropriate e inefficienti.

Per questo chiediamo uno sforzo congiunto del governo e degli enti locali affinché si diano ai cittadini risposte concrete in termini di efficienza ed accessibilità ai servizi. In tal senso rivendichiamo una politica che metta fine all’aumento di tasse e all’imposizione di tagli lineari, ma agisca unicamente attraverso tagli agli sprechi, ai privilegi, agli abusi.

Ad agosto l’inflazione rimane stabile +0,2%

Veniano ai dati sull’inflazione. L’Istat conferma: ad agosto rimane stabile al +0,2%. La fuoriuscita dal lungo periodo di deflazione è senz’altro un segnale positivo ed incoraggiante. Sono questi cenni positivi che il governo deve saper cogliere e sfruttare per dare un nuovo slancio alla nostra economia. Non basta ripetere che tutto va alla grande perché magicamente ciò diventi realtà. Sono ancora molti i segnali che indicano come la ripresa sia ancora lontana. La disoccupazione si mantiene su livelli insostenibili e inaccettabili: non si può parlare di fuoriuscita dalla crisi fino a quando tali percentuali non scenderanno.

Diminuisce ancora il potere d’acquisto delle famiglie: -13% dal 2008

Anche la situazione del potere di acquisto delle famiglie continua a destare forte preoccupazione: è diminuito del -13% dal 2008 ad oggi. Per dare una svolta decisa in direzione della crescita è necessario quel rilancio occupazionale che da tempo invochiamo, attraverso un Piano Straordinario per il Lavoro che punti su: investimenti per lo sviluppo e la ricerca (a partire dalla banda larga); opere di modernizzazione e messa in sicurezza di edifici e infrastrutture pubbliche; un programma di valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese e di qualificazione dell’offerta turistica, in vista del Giubileo e di Matera 2019.

La ripresa della domanda interna è condizione per rimettere in moto l’economia

Questo piano avrà il doppio beneficio di dare reddito a chi attualmente non ne ha, nonché di dare nuovo ossigeno alle famiglie, che attualmente rappresentano la vera forma di welfare, mantenendo sulle proprie spalle figli e nipoti disoccupati, con un carico di circa 400-500 Euro al mese. Tutto ciò implicherà una ripresa della domanda interna (quanto mai necessaria dopo gli anni di crisi che hanno visto nel 2012-2013-2014 una contrazione dei consumi delle famiglie del -10,7%), indispensabile per rimettere in moto in maniera stabile l’intero sistema economico.

 *Presidente Federconsumatori

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