La California approva la legge sul suicidio assistito. Una grande lezione di civiltà, dopo la lotta di Brittany Maynard

La California approva la legge sul suicidio assistito. Una grande lezione di civiltà, dopo la lotta di Brittany Maynard

La Camera dei rappresentanti dello stato della California ha adottato nelle prime ore del 10 settembre una legge storica che autorizza il suicidio assistito. Per entrare in vigore, tuttavia, il testo dovrà essere votato anche dal Senato, e ratificato dal governatore dello Stato. La California in quel momento sarà il quinto stato degli Usa, ma il più popoloso, ad aver approvato un tale storico provvedimento. I giornali americani online che hanno riportato la notizia scrivono che si tratta della vittoria postuma di Brittany Maynard, la giovane divenuta negli Stati Uniti la bandiera di coloro che si battono per una legge sul diritto a morire con dignità.

Alle prime luci dell’alba , dunque, con 43 voti a favore e 34 contrari, la Camera dei Rappresentanti ha votato la legalizzazione del suicidio assistito per i malati in fase terminale. Il testo avrà validità decennale e potrà comunque avere una durata prolungata. Da quanto si apprende da fonti dei comitati che si sono battuti per questo traguardo storico in California, il testo dovrebbe passare senza difficoltà la prossima settimana in Senato, perché quest’ultimo aveva già adottato un disegno di legge simile a giugno. Ed entrerà dunque in vigore, ed anche su questo i comitati hanno pochi dubbi, quando il governatore democratico Jerry Brown, già sostenitore dei diritti civili e della legalizzazione del suicidio assistito, apporrà la sua firma. Gli altri stati americani che hanno già una legge sul suicidio assistito sono l’Oregon, lo stato di Washington, il Montana, il Nuovo Messico e il Vermont, stati minuscoli al confronto con la potente California. In realtà, una ventina di stati hanno proposto disegni di legge analoghi nel corso 2015, ma nessuno è stato adottato perché questa materia è ancora oggetto di fortissime polemiche negli Usa.

L’approvazione alla Camera della California, è il successo di Brittany Maynard, la cui vicenda ha emozionato l’America e il mondo intero. Colpita da un tumore al cervello aggressivo e incurabile, Brittany, 29 anni, aveva deciso di lasciare la California per andarsene a morire in Oregon, dove avrebbe approfittato della legge sul suicidio assistito. Così, aveva reso pubblica questa decisione. Rivendicò il suo diritto a mettere fine ai suoi giorni con una morte dignitosa, anche nel corpo, oltre che nella mente. Quando le chiesero quale fosse il suo ultimo desiderio, Brittany rispose: “incoraggiare tutti a mobilitarsi per l’eutanasia”. Il 10 settembre del 2015, solo parzialmente, la sua battaglia in California può dirsi vinta.

Per quanto riguarda il merito della legge passata alla Camera, prevede che il paziente ottenga i farmaci necessari alla sua morte, in seguito all’accertamento di due medici, che ne constatano la fase terminale. Le facoltà mentali del paziente non possono essere alterate con farmaci, né con altri trattamenti. Nella legge si prescrive anche che il malato terminale debba aver lasciato un testamento nel quale si fa esplicito riferimento alla sua volontà di fare ricorso al suicidio assistito, nella pienezza delle sue facoltà intellettive.

I famigliari di Brittany Maynard hanno assistito al dibattito e al voto nella Camera dei Rappresentanti della California. Suo marito Dan Diaz così ha commentato questo fatto storico: “sono orgoglioso dei nostri eletti. I malati in fase terminale non saranno più abbandonati alla propria sorte. Questa legge riafferma tutto ciò per cui Brittany si è battuta”.

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