“Ciao compagno Pietro”. Commozione ai funerali del leader comunista

“Ciao compagno Pietro”. Commozione ai funerali del leader comunista

 

“Ciao compagno Pietro”. Un unico striscione, affisso sull’obelisco di piazza Montecitorio. Una scritta bianca, su uno sfondo rosso, posta di fronte al feretro che sovrastava la piazza dove, solennemente, si sono svolti i funerali di Stato di Pietro Ingrao. Sopra la bara portata a spalla dai commessi della Camera un unico cuscino di fiori, rose rosse. Davanti all’ingresso del palazzo, un palco allestito per l’occasione che ospitava le più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Camera, Laura Boldrini. In prima fila, accanto al presidente del consiglio Matteo Renzi, l’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano seduto vicino alla moglie. Qualche fila più distante, ministri, sottosegretari ma anche i rappresentanti delle istituzioni locali, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Presente anche l’ex primo cittadino capitolino, Walter Veltroni. Sul palco, oltre ai familiari di Pietro Ingrao, anche tanti parlamentari e politici. Poi il ricordo dello statista. Ad aprire la celebrazione laica il Presidente della Camera, Laura Boldrini.

Laura Boldrini – “Cento anni, una lunga vita spesa per la liberta’ e della democrazia del nostro paese. Un uomo colto, onesto, animato da una forte passione ideale”. Con queste parole il presidente della Camera Laura Boldrini ha aperto le esequie pubbliche di Pietro Ingrao a piazza Montecitorio. Non sarebbe giusto – ha detto parlando dal palco che ospita le autorità allestito sulla piazza – confinare nel passato l’intero suo pensiero e le sue riflessioni: nei suoi scritti ci sono spunti che parlano anche alle cose di oggi, guerre, fenomeni migratori. L’atteggiamento culturale di Ingrao aveva una permanente curiosità”.

Alfredo Reichlin “Questo Paese ha una storia” ma “noi non l’abbiamo custodita bene. Perché volevamo la luna o perché non l’abbiamo voluta abbastanza?”. Alfredo Reichlin ha ricordato così Pietro Ingrao ai funerali solenni in piazza Montecitorio. “Della antica parola ‘sinistra’ – ha poi detto – si sono persi molti significati. Forse mi sbaglio, ma sento rinascere il bisogno di uomini che pensano e guardano lontano. Di uomini che sentono che il vecchio non può più, ma il nuovo non è ancora abbastanza. Ingrao ci ha detto che la politica non può ridursi a mercato a lotte di potere. Abbiamo bisogno di uomini come lui, di nuovi dubbi e nuove analisi”.

Ettore Scola – Nelle piazze come davanti ai cancelli della Fiat «Pietro Ingrao era un uomo che faceva innamorare le persone». Lo ha detto il regista e sceneggiatore Ettore Scola ricordando uno dei tratti salienti della figura del leader comunista, scomparso domenica. «Ebbi il privilegio di incontrarlo spesso, di essere ospite in casa sua, di conoscere sua moglie, i figli – ha detto ancora Scola – ed ebbi il privilegio di cenare con lui quando già era presidente della Camera, in evidente disagio per la scorta che lo aspettava davanti a casa mia». «Ma soprattutto – ha proseguito il regista – ho conosciuto la sua lealtà, che lo portava sempre a interrogarsi sulle sue idee. E ho anche conosciuto la sua forza di oratore capace di far esplodere di passione politica le piazze».

Don Ciotti – Pietro Ingrao “ha servito la politica invece di servirsene”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha ricordato l’ex presidente della Camera. “Era contro i dogmi, gli slogan, le semplificazioni. Più della verità – ha detto ancora – amava la ricerca della verità. lui è stato un inquieto, un eretico cioè una persona che sceglie, che si assume i rischi, che rifiuta il conformismo del quieto vivere”. Per Ciotti, ancora, Ingrao “ascoltava la sua coscienza e difendeva la sua dignità di persona liberta. Lo ha fatto per tutta la vita pagando anche prezzi alti. Era innamorato dei poveri, degli ultimi e dei lavoratori”.

La figlia Renata – “Un papà speciale, che veniva fermato per strada, che vedevamo in tv e sui giornali. Questa vita se la portava anche dentro casa, in famiglia. Attraversava anche le nostre vite. Tanti sono i ricordi dei momenti gioiosi con lui. Adesso sei volato libero da qualche parte ma sei dentro di noi.

La nipote Gemma- “Voglio ricordare qui un messaggio che volevi che i giovani ascoltassero sempre: ‘dovete unirvi, mettervi insieme e far di tutto per sconfiggere le ingiustizie, dovete stare insieme per fare una rivoluzione’. Nel frattempo continuiamo a cercare la luna e che sia rossa”.

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