Gli studenti della Rete della conoscenza denunciano il nuovo imbroglio di Renzi sui dati Istat

Gli studenti della Rete della conoscenza denunciano il nuovo imbroglio di Renzi sui dati Istat

La figuraccia rimediata dal ministero del Lavoro, guidato da Giuliano Poletti, e giudicata come una sorta di “imbroglio” dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a proposito dei numeri sull’occupazione, non è stata sufficiente per consigliare a Renzi qualche cautela, prima di brindare sui dati Istat diffusi martedì. Renzi ha addirittura diffuso un videomessaggio dal tono baldanzoso ed euforico, nel quale tuttavia ha nascosto molte verità, facendo il “gioco delle tre carte”, e truccando nuovamente la realtà dei fatti. Gli studenti della Rete della conoscenza hanno scoperto l’imbroglio, e hanno messo, nero su biano, in un comunicato, la verità, confermata dalla totalità dei dati diffusi dall’Istat.

Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della conoscenza scrive nella nota, “Renzi approfitta dei dati ISTAT per rilanciare la propaganda a sostegno dell’efficacia delle proprie riforme, in particolare del Jobs Act. Ancora una volta registriamo una strumentalità nell’utilizzo delle statistiche che omette volutamente gli aspetti più spinosi”

 “I dati forniti confermano, infatti, una crescita lenta del numero degli occupati nel nostro Paese – dato che in parte si riflette nella diminuzione dei tassi di disoccupazione generale (dal 12,1% al 12,0% in un anno – 12,1% nel II trimestre) – e giovanile (dal 43% al 40,5% in un anno – 41,4% nel II trimestre). Tuttavia”, affermano gli studenti nella nota, “le statistiche denunciano come gli occupati fra i 15 e i 44 anni siano in calo del 2,2% sul confronto tra trimestri, e come i giovani inattivi siano in costante aumento (+2% tra luglio 2014 e luglio 2015): in sostanza, il calo della disoccupazione giovanile diventa per Renzi il merito di un Jobs Act che assume più giovani grazie alle nuove regole del mercato del lavoro, quando nella realtà diminuisce il numero assoluto di giovani che lavorano e aumentano quelli costretti a lavorare in nero e sotto ricatto e quelli che non cercano più lavoro perché disillusi”.

Guardando alle statistiche di luglio 2015, il numero di giovani fra i 15 e i 24 anni che hanno un’occupazione diminuisce addirittura del 3,6% rispetto allo stesso mese del 2014. Non accenna a diminuire la disoccupazione nel Mezzogiorno, stabile al 20,2%, mentre l’aumento degli occupati nel II trimestre del 2015 è spinto dal lavoro subordinato – mentre il lavoro indipendente diminuisce – e da un incremento dei contratti a termine più sostenuto di quelli a tempo indeterminato (+3,3% contro 0,6%).

“Tutti questi indicatori, meticolosamente nascosti sotto il tappeto durante l’euforico videomessaggio odierno di Renzi”, continua Laterza, “dimostrano quali sono le vere conseguenze sociali delle politiche di questo governo: precarizzazione del mercato del lavoro, sgravi fiscali per le imprese preferiti a nuove protezioni sociali per i lavoratori atipici e le partite IVA, maggiore incertezza e disillusione nei giovani che non cercano più lavoro, aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali nel Paese.”

“Contro tutto questo torneremo presto nelle piazze di tutta Italia”, conclude la Rete della Conoscenza nella nota, “a partire dal 9 ottobre: l’autunno degli studenti e delle studentesse sarà inflessibile contro ricatti e precarietà!”

Share

Leave a Reply