Gianni Forte, segretario pugliese della Cgil lancia l’allarme: “il governo non ha una politica per il sud”

Gianni Forte, segretario pugliese della Cgil lancia l’allarme: “il governo non ha una politica per il sud”

“Non c’è una politica generale del paese sul Mezzogiorno, ma ci sono tante esigenze di cui il governo dovrebbe farsi carico. Manca un’idea generale, a cui francamente non credo perché non vedo nuove risorse da mettere in campo”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Gianni Forte, in una conversazione andata in onda su Radio Articolo1. Dopo il rapporto Svimez e i più recenti indicatori Istat, la “questione meridionale” avrebbe dovuto essere al centro dell’azione di governo. In realtà, di tutto ciò che Renzi aveva annunciato due mesi fa, nel corso di una specifica Direzione del suo partito, non si è visto assolutamente nulla, mentre alle difficoltà economiche e sociali si sono aggiunte questa estate le morti bianche dei braccianti, che lavorano a due euro l’ora, e l’emersione della piaga del nuovo caporalato. Alla inaugurazione della Fiera del Levante, strategica per mettere il Sud al centro della scena politica, Renzi ha preferito una finale di tennis a New York tra due tenniste pugliesi, Roberta Vinci e Flavia Pennetta. Sembra una sorta di ironia della storia, o del presente mediatico.

Il segretario della Cgil pugliese ha poi detto: “Si tratta sempre di utilizzare le risorse provenienti dai fondi strutturali, dei fondi europei, quindi si tratta sempre delle stesse cose. Non penso che l’idea del governo del ‘masterplan’ per il Mezzogiorno possa risultare risolutiva, se non c’è una politica nazionale per il Sud”.

La Regione Puglia ha fatto ricorso alla Consulta contro la “buona scuola” di Renzi. Così Forte: “Il governo regionale sta dimostrando una forte autonomia rispetto al governo nazionale, penso che Emiliano rappresenti l’opinione dominante: perché sulle questioni delle trivellazioni, il gasdotto, la stessa scuola c’è un disagio generale che il presidente Emiliano rappresenta”. La Regione, inoltre, ha dimostrato “grande disponibilità a ragionare. C’è stato un incontro con le organizzazioni sindacali anche sulle ricadute che il provvedimento ‘buona scuola’ avrà sulle persone, sulle famiglie, attraverso una serie di interventi che si vogliono mettere in campo per alleviare il disagio di chi sarà costretto a spostarsi in termini di welfare. Insomma c’è un atteggiamento positivo, di sensibilità nei confronti delle problematiche che emergono, e questo va apprezzato”.

La Cgil Puglia e la Flai hanno denunciato in una conferenza la grave situazione nel settore agricolo. “Tutta l’estate è stata caratterizzata da un’azione di denuncia da parte della Flai regionale – dice Forte -, azione che è stata così efficace da incontrare un grande interesse nell’opinione pubblica nazionale. Ora è necessario passare dalla fase dell’indignazione a quella delle proposte: già nella giornata di domani ci sarà un’iniziativa in sei piazze della Puglia in cui la Flai illustrerà, con la Cgil, le proposte contro il caporalato”. Le intenzioni del governo “sono molto serie e apprezzabili, l’idea di equiparare il reato di caporalato al reato di mafia è una dichiarazione forte che lascia il segno, sicuramente avrà un seguito. Sono stati annunciati provvedimenti importanti, siamo molto fiduciosi che questa iniziativa possa portare risultati per i lavoratori, specialmente quelli più deboli che muoiono anche per 27 euro al giorno. Tutti loro devono sentirsi più tutelati”.

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