GB. Corbyn esce allo scoperto. Fa il vero leader dell’opposizione alla Camera bassa e la star di sinistra in tv

GB. Corbyn esce allo scoperto. Fa il vero leader dell’opposizione alla Camera bassa e la star di sinistra in tv

Jeremy Corbyn, il nuovo leader dei laburisti britannici, è comparso in queste vesti alla Camera dei Comuni nel corso del Question time con il premier Cameron, al quale non solo ha posto le richieste e gli interrogativi più spinosi giuntigli dai suoi elettori, ma ha soprattutto riservato un trattamento durissimo, da vero capo dell’opposizione politica. Corbyn ha di fatto messo sotto accusa tutte le politiche dei conservatori di Cameron, dall’economia neoliberista, che disparità, disoccupazione e disuguaglianze, alla legge punitiva sul welfare, dalla riforma del diritto di sciopero, che limita fortemente i diritti sindacali, alla questione nordirlandese. Un leader dell’opposizione così fiero di esserlo e di aprire un confronto aspro con l’esecutivo non si era più visto in Gran Bretagna da molti decenni.

Nel corso del Question time, Corbyn ha posto una serie di interrogativi chiave sull’edilizia, sulla salute mentale e sul welfare, tratti da circa 40.000 mail e suggerimenti inviatigli dai suoi elettori. Corbyn ha detto alla Camera dei Comuni: “Molti mi hanno detto di credere che il Question time del primo ministro sia troppo teatrale, che il Parlamento sia decisamente svuotato e di volere che le cose vadano diversamente, ma soprattutto vorrebbero far sentire alta la loro voce in Parlamento”.

Anche per questa ragione, dopo il Question time, Corbyn è divenuto la star delle trasmissioni televisive e della stampa british. Decine di microfoni e di taccuini hanno accolto il capo dei laburisti sulla soglia della Camera dei Comuni. Alla domanda del reporter della BBC, abbastanza spinosa, se Corbyn vede una situazione in cui possa sostenere la cosiddetta Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, nel corso del prossimo referendum, il leader ha replicato: “No, non vedo questa posizione perché credo che lavoreremo con i sindacati e i gruppi sociali in tutta l’Europa, così come faremo coi gruppi sociali in patria. Ciò a cui mi sono opposto è l’idea che David Cameron possa far arretrare i diritti del lavoratori e i diritti dell’ambiente. L’Europa ha avuto fino a Maastricht, firmato nel 1992, un interessante doppio cammino, in cui fondamentale era la crescita nell’ambito dell’Europa sociale. Dopo Maastricht, l’Europa è diventata un libero mercato. Vorrei qualcosa di diverso”.

Con la leadership di Ed Miliband, il Labour aveva sostenuto la partecipazione dei britannici all’Europa, ma la politica di Corbyn è stata meno chiara. Un ex membro del governo ombra ha dato voce alle perplessità a proposito del fatto che “Corbyn assumerà una posizione impossibile, per un negoziato che abbia successo, e l’anno successivo, quando si sentirà più forte, imporrà una politica antieuropea. Vorremmo un po’ di chiarezza”.

A Channel 4, Corbyn ha anche chiarito la sua posizione sul welfare, sostenendo di volere che il partito si opponga al limite di 20.000 sterline all’anno per ottenere benefici proposto dal governo, ma ha accettato di mantenere invariata la spesa per welfare a 120 miliardi di sterline. Corbyn ha detto ai deputati e al premier Cameron: “la politica è quella per cui lavoriamo entro un budget totale di 120 miliardi di sterline. La mia proposta, che il partito dovrà discutere – e vorrà farlo – è che non dovremmo imporre un tetto ai benefici”. Ma ha ammesso che dovrà conviverci qualora la sua opposizione al tetto fosse rigettata dal partito. “Sono un democratico”, ha concluso.

E infine Corbyn ha chiarito un punto molto importante, lo spostamento a sinistra dell’asse politico del Labour: “sono stato eletto per guidare il partito. E voglio portare con me la gente. La mia posizione integrale è quella del dibattito e della persuasione. Siete voi che pensate che io imporrò tutto”.

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