Francesco Guerrieri: un Maestro da non dimenticare

Francesco Guerrieri: un Maestro da non dimenticare

Sabato 26 settembre alle ore 18 nella Chiesa di S. Giovanni della Pigna a Roma (Vicolo della Minerva 51), sarà celebrata una messa in suffragio del pittore Francesco Guerrieri (nato a Borgia, Catanzaro nel 1931e morto a Soverato, Catanzaro, lo scorso 24 agosto), protagonista fin dalla fine degli anni ’50 del Novecento prima delle ricerche sull’informale e poi su quelle gestaltiche, programmate e strutturaliste. Francesco Guerrieri è stato “un signore d’altri tempi nei modi e per educazione, uomo coltissimo e sensibile, che fino all’ultimo ha pensato ai suoi molti progetti in cantiere, fra cui la mostra antologica in programma al MACRA di Catanzaro”.

La sua è stata una ricerca sempre incentrata sulla capacità dell’arte a “produrre una percezione” che trasformi “la realtà non significativa in realtà che ha un senso” in “uno spazio infinito” che ha la sua ragione d’essere solo in concomitanza di “un tempo infinito”, per ampliare il significato di “informale” e realizzare un percorso nel quale si integrano le motivazioni alla base dell’astrattismo geometrico, della figurazione e della concettualità. Percorso che ha contribuito alla definizione di una linea italiana dell’arte aniconica. Nel 1962 con Lucia Di Luciano, Lia Drei e Giovanni Pizzo, fonda il “Gruppo 63”, che si proponeva di “andare oltre l’informale” che a loro avviso aveva esaurito la propria creatività,  e nel settembre 1963, a seguito di scissione dal Gruppo, fonda con Lia Drei il gruppo “Sperimentale p” (p.= puro) che ha operato fino ai primi anni ’70 in una posizione d’avanguardia nell’ambito dell’Arte Programmata e dello Strutturalismo, come dimostra la sua partecipazione, tra le altre, alle mostre “Arte Cinetica e Programmata” allestita a Roma nel 2012 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, “Arte Programmata y Cinetica Italiana” al MACBA- Museo de Arte Contemporàneo de Buenos Aires e al MACLA de La Plata (Argentina)  nel 2013 e la sua presenza in oltre quaranta Musei in Italia e all’estero. Gabriele Simongini ha scritto che “Il sogno di libertà che promana dalla pittura di Francesco Guerrieri si basa su un codice linguistico fondato più sull’inclusione che sull’esclusione e sulla proposta di un mondo a più dimensioni, di un ‘multiverso’ come si direbbe oggi in termini scientifici. Anche la natura ‘classica’ legata ad una parte della ricerca di Guerrieri reca però dentro di sé una tensione tutta contemporanea, fatta di frammentazioni, zoom, spazialità virtuali, che tendono positivamente e con fiducia verso l’avvenire, lungo quella che potremmo chiamare la Direzione infinito”. (Foto: Francesco Guerrieri e “Ritmo con variazioni ondulari”, 1966, acrilico su carta cm. 26×35)

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