Darwin: una lettera del 1880, tenuta segreta per più di 100 anni, ne rivela l’agnosticismo

Darwin: una lettera del 1880, tenuta segreta per più di 100 anni, ne rivela l’agnosticismo

Nel novembre del 1880, Charles Darwin ricevette la lettera di un avvocato, FA McDermott. L’avvocato scriveva: “se mai dovessi avere il piacere di leggere i suoi libri, devo convincermi che alla fine non perderò la mia fede nel Nuovo Testamento. La ragione per cui le scrivo, pertanto, è di chiedervi di rispondere con un si o con un no alla domanda se Lei crede nel Nuovo Testamento”. Il 24 novembre 1880 Darwin vergò la risposta – esattamente 21 anni dopo la pubblicazione dell’Origine delle specie: “Caro signore, mi spiace doverla informare che non credo nella Bibbia come rivelazione divina e perciò neppure in Gesù Cristo come figlio di Dio”. Questa lettera sarà battuta all’asta di Bonhams il prossimo 21 settembre. Si prevede un valore che si aggira tra i 70.000 e i 90.000 dollari.

Il punto è che Darwin, fino alla pubblicazione dell’Origine delle Specie nel 1859, aveva decisamente e sprezzantemente evaso ogni domanda sull’argomento religioso. Il testo che aprì la strada all’evoluzionismo, ormai divenuto un classico, introdusse, non senza scandalo, la teoria della selezione naturale, per la quale le specie si evolvono attraverso le generazioni. Naturalmente, i lettori cristiani ne denunciarono la tesi blasfema, che però nel corso del tempo è diventata l’asse portante della visione scientifica del mondo. Tra creazionisti ed evoluzionisti nel corso del XIX secolo si creò una vera e propria guerra. Di religione, se così possiamo dire.

Le lettere di Darwin sono ormai presenze costanti alle aste internazionali. La stessa casa d’aste Bonhams ha venduto lo scorso autunno la lettera in cui Darwion descriveva la riproduzione dei cirripedi per 25.000 dollari. La lettera all’avvocato McDermott, meno lunga del consueto, è tuttavia unica per il suo contenuto teologico. La specialista del Dipartimento bibliografico della Bonhams afferma: “se si è un collezionista di Darwin, si capisce l’importanza. È all’incrocio dell’intero dibattito”. Per decenni Darwin ha evitato di pubblicare le sue intuizioni sull’evoluzionismo proprio per tutelare la famiglia, soprattutto sua moglie, molto religiosa, da ogni possibile scandalo. In questa lettera a McDermott, egli scrive “private” sull’intestazione, un’aggiunta significativa, considerando il contenuto provocatorio. Perfino a 71 anni, rimase restìo a diffondere ciò che davvero pensava della fede. “Darwin non ha mani mostrato il suo ateismo, ma non lo ha mai neppure negato”, dice oggi David Quammen, autore del volume The Reluctant Mr Darwin, e curatore dell’edizione illustrata della Origine delle specie. E mai Darwin aveva messo per iscritto quanto invece aveva confessato a McDermott.

Allora perché il grande scienziato decise di metter fine al suo silenzio? Una ricerca più ravvicinata nell’ambito del Correspondence Project della Cambridge University Library, che conserva la più grande collezione di scritti di Darwin, rivela che McDermott non fu certamente il primo a voler fare indagini sulla fede di Darwin. A partire dai primi anni 60 dell’800, Joseph Plimsoll inviò diverse lettere a Darwin, “profondamente ispirato dalla salvezza della vostra anima immortale”. Nel 1871, un anonimo “figlio di Dio” scrisse: “Oh Uomo, Uomo, Uomo, perché ti avvolgi nelle oscure teorie della tua immaginazione; e trascorri i tuoi giorni alla ricerca della prova per cui Dio mente?”. E altre lettere di questo stesso tenore seguirono. Forse Darwin era ormai stanco di queste provocazioni, o forse il sincero appello di McDermott – insieme con l’assicurazione che non avrebbe mai pubblicato la risposta – aveva persuaso Darwin ad affrontare esplicitamente la materia. “Posso solo immaginare cosa abbia attraversato la sua mente quando ha dato questa risposta”, ha detto Hatton. McDermott mantenne la parola data a Darwin e la lettera rimase nascosta per più di 100 anni. Solo nel 1996, in un’asta, venne resa pubblica.

Dopo la morte di Darwin nel 1882, circolarono voci su una sua presunta conversione dell’ultimo istante. Questa lettera, scritta solo due anni prima di morire, depone a sfavore di queste voci. “La lettera di McDermott del 1880, un documento realmente storico, riafferma con tutta evidenza l’agnosticismo di Darwin, rigoroso, coraggioso, per tutta la seconda metà della sua vita”, conferma Quammen. Nella cultura contemporanea la lettera riveste una sua importanza, soprattutto perché in tante scuole, negli Stati Uniti in particolare, ma anche in Italia, s’insegna il creazionismo. E pertanto il dibattito tra evoluzionismo e creazionismo non appare ancora del tutto spento, e sembra alimentare il conflitto tra scienza e religione. Qualcuno lo riterrà antistorico, altri possono pensare che la questione sia relegata ai classici dibattiti del’Ottocento. Invece, il punto è che anche nelle avanzate scuole italiane dell’infanzia più che insegnare l’evoluzione si insegna la creazione. Solo più tardi i nostri alunni scoprono il mondo dei fossili e la selezione naturale. È un tentativo di conciliazione, ma determina un pericoloso sincretismo. La lettera di Darwin all’avvocato McDermott del 1880 fa finalmente luce sulla distanza siderale che divideva Darwin dall’ipotesi creazionista, e perfino dall’idea stessa dell’esistenza di un dio creatore.

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