Corbyn nuovo leader dei laburisti. Soffia un vento nuovo nella sinistra europea? Sconfitto sonoramente Blair

Corbyn nuovo leader dei laburisti. Soffia un vento nuovo nella sinistra europea? Sconfitto sonoramente Blair

Jeremy Corbin, uomo di sinistra e teorico delle politiche antiausterità e di solidarietà europea, è stato eletto leader del Partito Laburista britannico, col 59.5% delle preferenze.. Ha battuto i tre candidati sostenuto da Tony Blair e dai moderati. Il distacco è stato nettissimo: il secondo arrivato, Andy Burnham, ha preso appena il 19% dei voti, e Yvette Cooper il 17%. La candidata più vicina a Tony Blair, quella Liz Kendall che non ha mai risparmiato a Corbyn critiche feroci e ingiuste, ha ricevuto un miserevole 4,5%. Con la vittoria di Corbyn e la schiacciante sconfitta dei suoi contendenti, il laburismo britannico mette la parola fine alla parentesi blariana, o come la chiamano a Londra, alla “Blairite”.

Pochi minuti dopo l’annuncio della vittoria, di fronte ai tanti militanti laburisti di Londra, Corbyn ha voluto ringraziare il Labour per aver condotto un “grande esercizio di democrazia”, che ha coinvolto più di mezzo milione di persone, e che manifesta ampiamente l’esistenza di un partito appassionato, democratico, diverso e determinato, nella sua ricerca di una società decente e migliore. Ha voluto ringraziare Ed Miliband, il suo predecessore, rivelando di aver avuto una lunga conversazione con lui un paio di giorni fa. Corbyn ha detto ai militanti laburisti di aver apprezzato il modo in cui Miliband ha affrontato il brutale trattamento che certa stampa britannica gli ha tributato dopo la sconfitta alle elezioni legislative di maggio.

Corbyn si è rivelato il candidato che non ti aspetti. Ha vinto meritatamente e inaspettatamente perché è riuscito a persuadere i suoi compagni del Labour che le ricette blairiane non avrebbero più funzionato per colmare le gigantesche diseguaglianze create dai nuovi processi capitalistici. Le elezioni si sono perse, ha sempre detto Corbyn, non per troppa sinistra, ma per troppa omologazione del Labour alle politiche neoliberali di Cameron. Il caso scozzese rivela proprio questo deficit di sinistra. In Scozia, i laburisti persero 54 seggi, perché furono puniti dagli elettori per essersi omologati con i Tories, i conservatori, sul referendum per l’indipendenza e sulle politiche economiche.

A sorpresa, Corbyn ha voluto scusarsi col popolo britannico per la partecipazione alla guerra in Iraq, decretata da Blair e dai laburisti, e ha annunciato la fortissima opposizione ai tagli sul welfare e ai servizi pubblici. E già sabato darà avvio alla sua prima campagna da leader con un discorso a Londra durante la manifestazione a sostegno dei rifugiati.

La vittoria di Corbyn appare ancora più stupefacente se si pensa che egli era un outsider, dietro quei candidati più noti, e sostenuti anche pubblicamente da Tony Blair e Gordon Brown. All’inizio, lo appoggiavano solo 15 deputati della Camera dei Comuni. Le scommesse sulla sua eventuale vittoria raggiungevano punte da uno a cento. Poi, però, ha conquistato l’appoggio decisivo delle Unions, dei sindacati, sempre vilipesi dal blairismo, perché unico, tra i quattro candidati alla leadership, ad aver votato contro i tagli dei Conservatori al welfare.

Inoltre, Jeremy Corbin è stato l’unico candidato ad aver potuto vantare una storia personale di sinistra e nonviolenta. Nel corso dei suoi 30 anni di impegno politico e parlamentare ha sostenuto tutte le campagne di Stop the War, ha partecipato a centinaia di iniziative anche legislative per le campagne di pace in Medio Oriente (è uno degli amici più importanti dei palestinesi in Gran Bretagna, buon segno), ha sempre avvertito il Labour che la sinistra è la lotta contro le ingiustizie sociali, politiche e culturali. Oggi Corbyn è leader del laburismo. Soffia aria nuova nella sinistra europea?

Share

Leave a Reply