Inter, vittoria anche nel derby e unica a punteggio pieno. Juve, pari col Chievo, e Roma, ok a Frosinone, verso la Champions

Inter, vittoria anche nel derby e unica a punteggio pieno. Juve, pari col Chievo, e Roma, ok a Frosinone, verso la Champions

Comanda l’Inter. E’ una vittoria che vale tantissimo quella conseguita dall’Inter nel derby milanese perché i significati sono tanti e tutti positivi: terzo successo consecutivo, la conquista della vetta della classifica in solitaria posizione che equivale alla conferma di una prova di forza, e, poi, la soddisfazione stracittadina d’aver battuto il Milan cacciandolo alla debita distanza di sei punti; ma anche le altre grandi, dopo appena tre giornate, cominciano ad apparire lontane: Roma – 2, Fiorentina -3, Napoli -7 e Juve addirittura a -8.

Questa partenza sparata dell’Inter, concomitante con l’arrancare delle altre, costringe ad alcune considerazioni sulla piega che il campionato potrebbe prendere oppure, magari, ha già preso. Dopo un precampionato deludente e preoccupante dei nerazzurri nessuno avrebbe scommesso su di un avvio così pimpante dell’undici di Mancini, l’unico, forse, a non perdere mai la bussola, confidando sulla bontà della dispendiosa campagna acquisti e, finora, i fatti gli stanno dando piena ragione.

Milan, una brutta botta. Il Milan del nuovo corso aveva una sola grande possibilità per confermare d’aver svoltato: vincere il derby, non solo per una questione campanilistica, ma, soprattutto, fermando la corsa dell’Inter, per rimanere nelle alte sfere della classifica, dalle quali, ora, appare già distante riproponendo, così, i vecchi fantasmi delle ultime stagioni quando, una volta staccato agli inizi, era irrimediabilmente precipitato nell’anonimato del centroclassifica. Non è consolatorio affermare, in casa rossonera, che si è giocato meglio dell’Inter, che non si meritava di perdere e che Balotelli, quando è subentrato a Bacca, ha dimostrato di essere tornato ai vecchi livelli, perché la realtà è una soltanto: l’Inter è in fuga e il Milan dopo tre partite ne ha perse due e, nell’unica che ha vinto, ha pure faticato parecchio. Mihajlovic va ancora avanti ad esperimenti e la squadra non ha una fisionomia.

Juve, è un’involuzione ? La Juve ha raccolto il primo punto della stagione impattando all’Olimpico contro un brillante Chievo; ma è ben poca cosa sia per la classifica, nella quale ristagna nei bassifondi, sia perché questo sorprendente pareggio, peraltro, rimediato grazie ad un rigore,   è l’espressione di un gioco che latita in una squadra che Allegri, dopo il rinnovamento, non riesce a rimettere in sesto, sia perché non è la maniera migliore per presentarsi al duro impegno di Champions a Manchester di martedì contro il City. Con i veronesi, l’undici bianconero ha rischiato di perdere se non fosse stato per Buffon che con un paio di parate ha evitato la disfatta e per l’arbitro che ha annullato il raddoppio del Chievo. Solo se la Juve riuscisse a tornare dall’Inghilterra con un risultato favorevole si formerebbe un argine per neutralizzare la crisi in atto. Bisogna risalire al 1962 per trovare la Vecchia Signora con un solo punto al primo tris della stagione; inoltre, il dato positivo che dal 2007 non subiva neppure un gol nelle prime tre giornate è stato pesantemente interrotto quest’anno quando ne ha incassate già ben quattro.

Molto bene le romane. La Roma, dopo la vittoria di Frosinone, si sta prendendo una bella rivincita sui soliti avversai bianconeri nonostante, in Ciociaria, abbia sofferto più del solito e del previsto contro una debuttante in serie A, a tratti evidenziando anche qualche passo indietro a livello di gioco. Aveva, però, la necessità di vincere per non perdere terreno e, alla fine, ce l’ha fatta, rimanendo nella scia dell’Inter ed è questo che conta, senza stare troppo a sottilizzare sul come abbia acquisito il bottino pieno, anche perché mercoledì c’é da giocare in casa contro il Barcellona e non era il caso di distrarsi troppo.   La Lazio, in casa con l’Udinese confeziona il risultato grazie all’entrata del nuovo acquisto Matri, il quale in meno di dieci minuti mette a segno una decisiva doppietta che rasserena gli animi dei tifosi (e di Lotito).

Napoli, solita difesa. Dopo il controverso pari di Empoli, solo Sarri ha visto passi avanti nel gioco dei partenopei i quali, ancora una volta, hanno manifestato pecche in difesa, settore che continua a vanificare quanto di buono riesce a fare l’attacco. Intanto la classifica piange (due miseri punti in tre gare) mentre Maradona, con cattiveria boicotta Sarri definendolo un allenatore impreparato per la piazza napoletana.

Le altre partite. Delle neo promosse in A, conquista il primo punto il Carpi a Palermo (2-2) grazie anche ad un gol del redivivo Borriello mentre, in compagnia del Frosinone, anche il Bologna rimane appiedato all’ultimo posto a zero punti dopo la secca sconfitta (2-0). di Genova con la Samp.   Rocambolesco 2-2 fra il Sassuolo l’Atalanta, partita nella quale è successo di tutto e di più: quattro bei gol, due rigori parati, due espulsioni e sette ammonizioni.   Seconda vittoria per la Fiorentina con il minimo indispensabile e buon pari per il Torino a Verona dove il 2-2 è scaturito da un quadrupla botta e risposta da parte degli uomini di Ventura che hanno trovato nel giovane centrocampista Baselli la vera sorpresa in attacco con tre reti in tre partite.

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