Roma Capitale, pugno duro di Ama. Licenziamenti per i primi 60 della parentopoli delle destre. Atto dovuto

Roma Capitale, pugno duro di Ama. Licenziamenti per i primi 60 della parentopoli delle destre. Atto dovuto

Abbiamo convocato una riunione del Cda d’urgenza di Ama in cui sottoporrò ai colleghi la necessità di procedere al licenziamento dei 41 amministrativi che sono risultati, al termine di una sentenza penale, di aver ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale da una assunzione illegittima in Ama”. Ad annunciarlo il presidente di Ama, Daniele Fortini, a margine dell’Assemblea capitolina, in merito a Parentopoli. Fortini ha poi aggiunto: “Stiamo esaminando la posizione di altri lavoratori, 23 autisti, che sono ugualmente nel corpo della sentenza, rigorosa e inappuntabile, che erano stati giudicati inizialmente inidonei e che per il Tribunale invece dolosamente hanno avuto, attraverso una correzione dei punteggi, l’idoneità che ha permesso loro di essere assunti. Anche questi lavoratori saranno licenziati”. E poi, alla fine della riunione del vertice della municipalizzata, la nota secca e senza fronzoli che conferma la decisione favorevole ai licenziamenti: “Si rende noto che il Cda Ama, su proposta del Presidente Daniele Fortini, alla luce di un’approfondita lettura delle motivazioni relative alla sentenza penale di condanna di primo grado del Tribunale di Roma dell’ex amministratore delegato e di alcuni ex dirigenti, nella seduta odierna ha deliberato di procedere al licenziamento dei dipendenti assunti nel 2008 a chiamata diretta tuttora in organico (37 su 41) e di 23 autisti anch’essi assunti nel 2008. Le motivazioni addotte nella sentenza, ritenute all’unanimità dall’attuale Cda Ama rigorose e inappuntabili, hanno infatti appurato che le assunzioni in questione sono da considerarsi illegittime, facendo conseguire un ingiusto vantaggio patrimoniale ai soggetti assunti. Il Cda ha dato pertanto mandato al direttore generale di porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di tutelare gli interessi di Ama e delle risorse pubbliche da essa gestite. E’ stato altresì confermato al direttore generale il mandato per l’esercizio delle azioni civili nei confronti dei soggetti condannati con la sentenza penale di primo grado”. Questo significa che il vertice Ama, avvierà tutte le pratiche necessarie a vedersi riconosciuti i danni relativi alla parentopoli, dunque, finirà ancora una volta sui carboni ardenti, l’ex Ad, Franco Panzironi, che è stato condannato a 5 anni e 6 mesi proprio per le assunzioni sospette (841) operate tra il 2008 e il 2009 e tra queste quelle a chiamata diretta (41) per le quali sono scattate ieri le procedure di licenziamento.

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