Afghanistan, partita l’offensiva per liberare dai talebani la città di Konduz

Afghanistan, partita l’offensiva per liberare dai talebani la città di Konduz

È cominciata l’offensiva per riconquistare Kunduz, città strategica nel nord del Paese e primo capoluogo di provincia caduto in mano ai talebani dalla fine del regime degli studenti coranici, avvenuta 14 anni fa. 
Un vero e proprio schiaffo alle autorità di Kabul ed alle forze dell’alleanza internazionale guidata dagli Stati Uniti. Immediata comunque la reazione sia delle forze regolari afghane che di quelle della coalizione. Raid aerei incessanti si sono susseguiti contro le posizioni dei talebani mentre il governo ha annunciato con il portavoce del ministero dell’Interno, Najib Danish, l’inizio delle operazioni per liberare la città.

L’esercito di Kabul avrebbe già ripreso interi quartieri. Kabul ha chiesto aiuto alla Nato, che – si legge in una nota – “ha condotto un raid aereo… per eliminare una minaccia alle forze afghane e della coalizione”. La caduta di Kunduz è coincisa con il primo anniversario del governo di unità nazionale voluto dal presidente Ashraf Ghani e consente al mullah Akhtar Mansour, successore di Omar, di unificare attorno alla propria figura le diverse componenti del movimento talebano, anche quelle che lo avevano contestato nelle funzioni di capo. Proprio nella giornata di lunedì Mansour si era congratulato con i miliziani per la “vittoria” militare. Va detto che la città di Kunduz, che confina con il Tagikistan, è assolutamente strategica per gli equilibri nel nord del Paese e se mantenuta dai Talebani, consentirebbe loro di aggiungere alle roccaforti inespugnabili del sud dell’Afghanistan, una prima città di rilevante importanza anche al nord. Sia la Nato che in prima persona gli Stati Uniti, hanno già annunciato tutto il loro impegno per restituire alla legalità questa città.

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