Il Bundestag tedesco approva l’accordo con la Grecia

Il Bundestag tedesco approva l’accordo con la Grecia

Con 454 voti a favore, 113 contrari e 18 astenuti, il Bundestag, il Parlamento federale tedesco ha approvato l’accordo con la Grecia per il terzo programma di aiuti, del valore complessivo di 86 miliardi di euro in tre anni. Con l’intervento in apertura del ministro Schaueble, e l’impegno diretto della cancelliera Merkel, il voto in dissenso da parte di alcuni deputati della CDU/CSU è stato inferiore alle attese. Molte tuttavia le uscite dall’Aula. Hanno votato contro i radicali di sinistra della Linke di Grygor Gysi e l’estrema destra.

Dai conteggi effettuati dai giornalisti tedeschi, 63 deputati conservatori della CDU, il partito di Merkel e Schaueble hanno votato contro e 3 si sono astenuti. Il mese scorso, quando fu approvato il secondo piano di aiuti per la Grecia, i dissidenti furono 60 e cinque gli astenuti. Il temuto incremento della fronda interna alla CDU non c’è stato, ed è di appena un deputato. Il messaggio che dunque la Merkel lancia al mondo intero è che quella “speranza” della ripresa economica e produttiva della Grecia può finalmente diventare realtà. Naturalmente, molti degli interessi politici ed economici della Germania possono ancora non coincidere con il piano di riforme che il governo Tsipras dovrà realizzare. Tuttavia, la strada è ormai stata tracciata, e nella serata di mercoledì, l’ultimo vertice dell’eurozona, dei ministri delle finanze dei 19, metterà il sigillo definitivo sul terzo programma di aiuti alla Grecia. Cosa accadrà ad Atene, sul piano politico e istituzionale, lo vedremo nei prossimi giorni, quando inevitabilmente Tsipras dovrà fare i conti con la fronda interna a Syriza e l’ormai inevitabile ricorso alle elezioni anticipate, in ottobre.

In ogni caso, la Grecia, con questi passaggi decisivi, potrà già da domani ricevere un finanziamento pari a 24 miliardi di euro, somma che consentirà al governo di pagare le rate dei mutui in scadenza (3,5 miliardi entro domani alla BCE), di ricapitalizzare le banche greche per 10 miliardi, di mettere fine al controllo sui capitali, e di provare a rilanciare investimenti e sviluppo attraverso finanziamenti pubblici. Molti ad Atene ritengono che il terzo programma di aiuti è più che una boccata di ossigeno, anche se ancora non è chiarissimo il piano delle riforme da attuare, sia dal punto di vista dei tempi istituzionali che dal punto di vista delle ricadute sociali. Su questo punto, in particolare, si è aperto il dissenso all’interno di Syriza, capeggiato dall’ex ministro delle Finanze Varoufakis, che ha sempre creduto in un’alternativa al prestito, attraverso l’uscita coordinata dall’euro e la riconquista della sovranità monetaria. L’approvazione da parte dell’eurozona del terzo programma di aiuti sposta però le lancette della storia greca più avanti: la Grecia resterà nell’Euro.

Share

Leave a Reply