Orrore negli Usa, reporter e cameraman uccisi in diretta tv. Una terza vittima ferita gravemente. L’autore della strage si uccide. Interviene la Casa Bianca

Orrore negli Usa, reporter e cameraman uccisi in diretta tv. Una terza vittima ferita gravemente. L’autore della strage si uccide. Interviene la Casa Bianca

La scena si svolge al Bridgewater Plaza di Moneta in Virginia, alle 6.45 ora americana di mercoledì 26 agosto. La tv locale WDBJ7 filma in diretta segmenti di un servizio giornalistico. Improvvisamente, un uomo fa fuoco contro la giornalista e i cameramen. La giornalista, Alison Parker, 24 anni, muore subito, come il fotografo Adam Ward, di 27 anni. Seguono scene di orrore, nella piazza e nello studio televisivo collegato in diretta. L’assalto viene comunque ripreso dalla telecamera caduta dalle mani di Adam Ward, e fa il giro del mondo. La stazione televisiva, listata a lutto, ha poi commentato con la voce del suo anchorman Kim McBroom: “Era un giorno come tutti gli altri. Facevano un gran lavoro, tutti i giorni, e ci mettevano tutta l’energia di cui disponevano. Erano persone speciali. Illuminavano lo studio”.

La versione ufficiale della polizia è stata poi diffusa dalla stessa stazione televisiva: “Qualcuno con una pistola, che crediamo un uomo, si è fatto largo tra la troupe e ha cominciato a sparare, sei o sette colpi. Abbiamo ascoltato le grida di terrore, poi più nulla, mentre la camera registrava”. Come possa accadere che un uomo armato possa tranquillamente girare armato di pistola e uccidere due persone, due giornalisti, però, la polizia della Virginia non lo ha spiegato. E forse neppure lo sa. Ma la questione della diffusione delle armi negli Stati Uniti sta diventando una vera  e propria piaga sociale.

Alison Parker era stata assunta da poco alla stazione televisiva, dopo la laurea alla Madison University. Ward era un fotogiornalista da tempo impiegato nella stazione televisiva. Il direttore della tv della Virginia ha annunciato il cambio della programmazione, in onore dei due.

Intanto, la polizia dà la caccia all’uomo che ha sparato e diffonde la notizia che una terza persona è stata gravemente ferita. Le sue condizioni, però, non sono ancora state comunicate. Le autorità infine hanno chiuso le scuole nel circondario della Contea di Bedford, per timore che l’uomo possa tornare a uccidere.

Nel corso della giornata, la polizia ha diramato un comunicato in cui si dice che l’autore della strage, Vester Flanagan, ha cercato di uccidersi e versa in condizioni critiche in terapia intensiva. Vester Flanagan era dipendente della stessa stazione televisiva, la WDBJ7, in cui lavoravano le due vittime. Il manager lo ha descritto così: “un uomo infelice. Lo abbiamo assunto come reporter, perché aveva talento ed esperienza, anche se per un certo periodo è stato assente. In realtà, aveva la reputazione tra i colleghi di uno con moltissime difficoltà a lavorare. Dopo tanti incidenti dovuti ai suoi scoppi di ira, lo licenziammo. Non l’ha presa bene, abbiamo dovuto chiamare la polizia per scortarlo fuori dall’edificio. Da quel momento, ha promosso un’azione legale presso il Comitato per le pari opportunità nel lavoro, perché credeva di essere stato vittima di una espulsione per motivi di razzismo. Infatti, accusava i colleghi, e soprattutto Alison Parker e Adam Ward, di aver fatto commenti razzisti contro di lui. Ma nessuno ha mai potuto verificare le accuse, che crediamo fossero tutte inventate”.

La denuncia di Flanagan è stata respinta dal Comitato, e i suoi colleghi raccontano di averlo visto per caso “in qualche negozio vicino” alla stazione televisiva. Mercoledì, quasi all’alba, l’epilogo di questa triste vicenda, con due morti, una persona ferita gravemente e il killer che ha tentato di togliersi la vita. Flanagan è morto poche ore dopo.

Per quanto riguarda la terza vittima, Vicki Gardner, è stata operata d’urgenza, e in questo momento è in condizioni stabili.

La Casa Bianca ha definito l’eccidio della Virginia come “un altro caso di violenza da armi da fuoco che diventano troppo comuni nelle grandi e piccole comunità di tutti gli Stati Uniti”. Il segretario alle Comunicazioni Josh Earnest ha detto: “ovviamente pensieri e preghiere di tutti qui alla Casa Bianca vanno alle famiglie di coloro che sono stati uccisi e feriti. I dettagli precisi del caso continuano ad essere sotto inchiesta. E se non vi è alcun tipo di legislazione che metta fine a tutta la violenza, vi sono cose di senso comune che solo il Congresso può fare e che noi sappiamo avere un impatto tangibile sulla riduzione della violenza da armi da fuoco in questo paese. Il Congresso deve muovere i passi necessari in modo tale da non violare i diritti sanciti dalla Costituzione. E il presidente ha spesso invocato a muovere questi passi, e continua a credere che debba essere fatto”.

 

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