Turchia, per la prima volta i curdi al governo. Ma fino alle elezioni del primo novembre

Turchia, per la prima volta i curdi al governo. Ma fino alle elezioni del primo novembre

Dopo il fallimento del governo di coalizione di centrodestra, il presidente turco Erdogan ha approvato venerdì 28 agosto la formazione del nuovo governo transitorio, guidato nuovamente da Davutoglu, che accompagnerà la Turchia al voto del primo novembre prossimo. Per la prima volta nella storia del paese, due membri dell’HDP, il Partito democratico del popolo, procurdo, faranno parte del governo. Ali Haydar Konca e Muslum Dogan saranno rispettivamente il ministro degli affari europei e il ministro dello sviluppo economico. Secondo la Costituzione turca, il governo provvisorio ed elettorale non ha bisogno della fiducia del Parlamento.

Perché si tratta di una scelta storica? Perché il presidente Erdogan e il suo governo hanno spesso apertamente accusato i membri dell’HDP di essere il braccio politico e parlamentare della ribellione curda guidata dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan, il PKK, che dopo aver rotto la tregua con Ankara, anche per effetto dei bombardamenti turchi sui villaggi curdi in Irak, ha scatenato episodi di guerriglia in Turchia. Infatti, dallo scorso luglio, la Turchia ha dichiarato “guerra contro il terrorismo”, dove ovviamente per terrorismo si deve intendere il PKK. Apparentemente la Turchia di Erdogan, a forte prevalenza mussulmana, combatte contro il terrorismo dei jihadisti del Califfato, ma concretamente ha aperto una guerra contro il PKK curdo.

Il conflitto tra le forze di sicurezza turche e i miliziani del PKK ha già prodotto ben 60 vittime tra i turchi e almeno 800 vittime tra i miliziani curdi, aggrediti dai jet turchi. Nessuno ancora può dire, dunque, se la presenza dei due membri dell’HDP nel governo transitorio possa portare la Turchia a una sorta di nuova pacificazione nazionale, come quella firmata nel 2012. Anche perché decisivo sarà il voto del primo novembre prossimo. Alle scorse legislative del 7 giugno 2015, il partito islamico di Erdogan, l’AKP, ha perso la maggioranza assoluta, e in tre mesi non è riuscito a trovare un alleato per costruire una coalizione.

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