Stazzema ricorda i 560 trucidati dalle SS 71 anni fa. Il messaggio di Mattarella. Il governo è assente, vergogna

Stazzema ricorda i 560 trucidati dalle SS 71 anni fa. Il messaggio di Mattarella. Il governo è assente, vergogna

Sant’Anna è  una frazione  del comune di  Stazzema, alta Versilia, provincia di Lucca. Si trova ad un’altezza di 660 metri sul livello del mare. Fino agli anni Cinquanta nota solo dalla gente del luogo, difficile anche arrivarci. Una tragedia, un massacro da parte dei tedeschi, in meno di tre ore 560 civili uccisi e poi bruciati, in gran parte donne e bambini. Mercoledì a Stazzema  si è celebrato il 71° anniversario della strage. Alla cerimonia non c’era neppure un rappresentante del governo, non diciamo, per carità, Renzi Matteo, ma perlomeno un ministro, un viceministro, un sottosegretario, di quelli che ogni giorno non mancano di cinguettare, di inviare tweet, veline ai giornalisti di regime. C’erano solo autorità locali, il sindaco ovviamente, nelle cronache di quella giornate non si nomina il presidente della regione. Ci auguriamo che perlomeno lui si sia fatto vivo. Il presidente della associazione Martiri di Sant’Anna, Enrico Pieri, nel suo intervento ha criticato apertamente  l’esecutivo per avere disertato completamente questo appuntamento che,  ha detto, “ricorda una delle stragi più gravi compiute dai nazifascisti durante la seconda guerra mondiale in Italia”.

Il Capo dello Stato: lodevole mantenere vivo il ricordo dei martiri. Eredità preziosa per i giovani

Non se ne è dimenticato invece il Presidente della Repubblica: “Sono trascorsi 71 anni – ha scritto Sergio Mattarella – dalla disumana strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema in cui furono trucidate tante persone inermi, in gran parte anziani, donne e bambini. Le rappresaglie contro i civili in Italia non furono una barbara eccezione, ma il frutto di un’ideologia di dominio e di morte, lucida nei suoi propositi, esecrabile nei suoi obiettivi. È lodevole l’impegno con cui la vostra comunità mantiene vivo il ricordo dei martiri di Sant’Anna. È un’eredità preziosa per i giovani, che imparano ad apprezzare le conquiste di pace, democrazia e libertà, ottenute con tanto sangue e tante sofferenze”. “Quest’anno -prosegue il messaggio – il ricordo della strage è reso particolarmente significativo dall’inaugurazione della nuova sistemazione dei luoghi simbolo dell’eccidio; sistemazione – aggiunge  il Capo dello Stato – avvenuta con il contributo del land tedesco del Baden-Württemberg. È un evento di grande significato perché collega la memoria degli orrori della guerra con lo spirito di pace, di concordia e di amicizia raggiunto tra Italia e Germania, protagoniste dalla metà del secolo scorso della propria rinascita democratica e della costruzione europea. Alla popolazione di Sant’Anna, ai familiari delle vittime, a tutti i partecipanti alla commemorazione invio il mio sentito e commosso saluto”.

Furono l’Unità e Paese sera a raccontare questa terribile storia per anni  dimenticata

Riportiamo per intero il testo del messaggio di Mattarella perché rende giustizia alla popolazione, ricorda un evento tragico che nessuno può dimenticare, in primo luogo il presidente del Consiglio, affaccendato in  altre cose, nel cinguettio con Berlusconi. Abbiamo atteso di scrivere la cronaca della manifestazione che si è svolta a Stazzema sperando che dal governo venisse qualche segnale, si chiedesse scusa. Niente, neppure un cenno.  Fra le tante dichiarazioni del premier neppure un cenno, le cronache televisive, senza parole di Renzi Matteo, non si scomodano. Sappiamo che Renzi  non ama la storia, ma qualcuno poteva ricordargliela. Lo facciamo noi. Perché per anni la strage di Stazzema è stata ignorata, quasi nascosta. Furono l’Unità e Paese sera a “scoprire” il velo di silenzio che avvolgeva Sant’Anna, Stazzema, a portare questa mostruosità della storia alla ribalta  nazionale, europea, in tutto il mondo arrivò l’eco di questa strage dopo quella delle Fosse Ardeatine.

Il mio viaggio nell’orrore, il racconto dei superstiti, dolore e angoscia

Fu per me un  viaggio nell’orrore, in un paese  che non aveva più lacrime per piangere. Sono passati tanti anni ma nella ormai lunga esperienza di giornalista non ho mai  più provato il dolore, l’angoscia, nell’ascoltare il racconto dei superstiti, del parroco, forse era il vice, non ricordo bene, perché il parroco che aveva cercato di difendere donne, anziani e bambini era stato brutalmente ucciso. Mi raccontarono che la vittima più giovane era stata Anna Pardini. Aveva due  mesi. La rinvenne una sorella che era riuscita a salvarsi. La piccolina era tra le braccia della madre, morta. Fu portata all’ospedale di Valdicastello. Morì pochi giorni dopo. Si raccontava anche di collaborazionisti fascisti che lanciavano per aria bambini per poi inforcarli con la baionetta.

Reparti delle SS con i collaborazionisti fascisti portarono morte e devastazione

Siamo all’inizio dell’agosto del 1944, lo stesso comando tedesco aveva qualificato Sant’Anna  come “zona bianca”, disponibile per accogliere sfollati. In quella maledetta estate la popolazione aveva superato le mille unità. I partigiani avevano lasciato la zona dopo la effettuazione di operazioni militari. Ma il comando tedesco decise improvvisamente  una azione  tesa a distruggere il paese, si capirà  il  perché nel corso delle indagini portate avanti dalla Procura di La Spezia. All’alba del 12 agosto 1944, con la collaborazione dei fascisti italiani, tre reparti della SS invasero il paese, lo circondarono, mentre un quarto sbarrava ogni possibile via di fuga a valle. Gli uomini del paese  riuscirono a rifugiarsi nei boschi per evitare la deportazione, donne, vecchi e bambini si chiusero in casa certi che niente sarebbe successo loro. Invece in poco più di tre ore, i nazisti operarono un  rastrellamento a tappeto, chiudendo nelle stalle o nelle cucine delle case i cittadini uccidendoli a colpi di mitra,  bombe a mano, passando i bambini con le baionette. Distruggere Sant’Anna, sterminare la popolazione, rompere ogni collegamento fra civili delle formazioni partigiane. Per questo obiettivo furono massacrati tanti cittadini. Non ci addentriamo nelle vicende processuali.

Da Forte dei Marmi a Stazzema, pochi chilometri. Vada a chiedere scusa il capo del governo

Ricordiamo solo che negli scantinati di Palazzo Chigi furono rinvenuti, nel 1994 se non andiamo errati, documenti nascosti in un armadio, chiuso, girato con le ante verso il muro. Gli venne dato un nome, “armadio della vergogna”, perché conteneva documenti fondamentali per una ricerca della verità sulle stragi nazifasciste in Italia. Sempre nelle zone della Versilia, in provincia di Massa Carrara, prima dell’eccidio di Sant’Anna, SS affiancate da reparti della  X  Mas, leggiamo su Wikipedia, massacrarono 72 persone a Forno. Il 19 agosto, le SS si spinsero nel comune di Fivizzano (Massa Carrara), seminando morte fra le popolazioni inermi dei villaggi di Valla, Bardine e Vinca. Nel giro di cinque giorni uccisero oltre 340 persone, mitragliate, impiccate, bruciate con  i lanciafiamme. Nella prima metà di settembre, con il massacro di 33 civili a Pioppetti di Montemagno, comune di Camaiore (Lucca), i reparti delle SS portarono avanti la loro opera criminale nella provincia di Massa Carrara. Sul fiume Frigido furono fucilati 108 del campo di concentramento di Mezzano (Lucca), a Bergilla i nazisti fecero 72 vittime. Poi arriva il massacro di Marzabotto. Un consiglio a Renzi Matteo: consulti il materiale racchiuso negli armadi trovati a Palazzo Chigi, poi si rechi a Stazzema. Da Forte dei Marmi sono pochi chilometri. E chieda scusa a quelle popolazioni, ai superstiti.

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