Siria. Miliziani Isis hanno decapitato lo storico archeologo di Palmyra, Khaled Assaad

Siria. Miliziani Isis hanno decapitato lo storico archeologo di Palmyra, Khaled Assaad

Miliziani dello Stato islamico hanno decapitato Khaled Assaad, l’ex direttore del sito archeologico di Palmyra, in Siria. La notizia è stata diffusa nella mattinata di mercoledì 19 agosto dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH), a conferma delle voci che erano circolate già il giorno precedente. I miliziani hanno esposto il corpo decapitato di Assaad in piena strada e ne hanno diffuso le foto sui social network.

Khaled Assaad aveva 82 anni, e da più di 50 dirigeva il sito archeologico di Palmyra, dove sono stati ritrovati i resti di un’antica e florida città romana. Palmyra, purtroppo, è, da maggio, sotto il controllo militare dei jihadisti dell’Isis, e la decapitazione dell’anziano archeologo ha un significato simbolico notevole. Palmyra è un sito che custodisce tanti tesori archeologici della civiltà romana, ed è classificato dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità. Il significato simbolico della decapitazione di Assaad deriva dunque dal divieto coranico, che la versione rigorista dei sunniti segue in modo illogico e violento, di farsi immagini umane e animali, perché corrotte da idolatria. Era già accaduto con altri siti archeologici: il divieto ha indotto i jihadisti a distruggere templi e statue dedicati a Buddha, e altri tesori conservati ad esempio in alcuni musei iracheni. Per il momento, il sito di Palmyra è stato risparmiato, ma l’uccisione del suo storico archeologo non promette nulla di buono per il futuro.

Forse è il caso che l’intera comunità internazionale intervenga con maggiore energia sulle “prodezze” dei miliziani dell’Isis. Le violenze che essi hanno portato in Medio Oriente, contro i cristiani, gli yazidi, gli stessi mussulmani sciiti, contro le vestigia di altre civiltà storiche, non possono più essere tollerate.

Share

Leave a Reply