Sorprese clamorose: delle (presunte) grandi vince solo l’Inter, anche la Juve battuta in casa dall’Udinese

Sorprese clamorose: delle (presunte) grandi vince solo l’Inter, anche la Juve battuta in casa dall’Udinese

Grandi in affanno. È stata una prima da ricordare, innanzitutto per il sorprendente tonfo casalingo della Juventus superata dall’Udinese e poi, perché a ruota, anche Napoli e il Milan sono partite con una sconfitta; la Roma rimedia solo un pareggio, e, a vincere rimane solo l’Inter, per il rotto della cuffia nei minuti di recupero. Quanta fatica per le grandi o, da quanto (non) visto oggi, presunte tali.

Record negativo per la Juve. Nell’anticipo pomeridiano, per la prima volta nella sua storia, la Juventus viene battuta in casa propria da un’Udinese che, approfittando anche delle diverse assenze fra gli avversari, si è difesa proprio come si faceva una volta con un ordinato catenaccio, puntando sul contropiede e, a 12′ dal termine, metteva a segno il colpaccio. Juve da rivedere con l’organico al completo, compreso Cuadrado appena acquistato; troppo presto per trarre conclusioni, dopo il rivoluzionamento del mercato ancora in corso, ma la Juve di oggi, prevedibile e contenibile, è apparsa assai lontana da quella quadriscudettata alla quale eravamo abituati.

Napoli, non ci siamo. Il nuovo Napoli, imborghesito dalle idee e dal gioco di Sarri, a sorpresa di poco inferiore a quella juventina, si fa mettere sotto da un Sassuolo pimpante più che mai, che prima pareggia il gol a freddo e poi raddoppia difendendo l’importante vittoria. Sorpresa nella sorpresa la sostituzione di Higuain, apparso agli occhi di Sarri ancora lontano dalla forma standard, con Gabbiadini ancora una volta lasciato in panchina.

Inter quanta fatica, ma vince. È stato un batti e ribatti continuo, incessante, da parte di un’Inter, contro l’Atalanta, non bella a vedersi, anzi a tratti imprecisa e priva di fantasia e vittoriosa in extremis in pieno recupero, solo grazie ad un’azzeccata bomba di Jovetic. Per Mancini c’é molto da lavorare in attesa di qualche rinforzo ma, intanto, questi primi tre punti sono salutari per iniziare bene.

Fiorentina-Milan 2-0. È un risultato che non ammette discussioni e Mihajlovic ha riconosciuto i meriti di una Fiorentina che, a tratti, ha spadroneggiato e il punteggio, se non fosse stato per la bravura di Diego Lopez, avrebbe potuto essere ancora più consistente. Milan, fragilissimo in difesa, reparto che ha boccheggiato parecchio commettendo parecchi errori; quasi inesistente a centrocampo, dove il contrasto e la costruzione sono mancati in pieno; nullo in avanti per la mancanza di palloni giocabili. I nuovi meccanismi hanno ancora bisogno di rodaggio e forse anche di qualche esperto pezzo in più che, di certo, non può essere quella minestra riscaldata di Balotelli che il duo Raiola- Galliani vorrebbe ripropinare ai poveri tifosi.

Le romane. Forse aveva ragione a non lamentarsi Garcia, per il punto conquistato, seppure in affanno, sabato a Verona, che, visti i risultati dei concorrenti, è risultato prezioso perché la Roma, quanto a gioco, non si è vista, e, di rilevante, c’è stata solo la panchina di Totti, apparsa, ai più, ingiustificata. C’è solo da augurarsi che, con l’arrivo di Dzeko, non si crei una situazione di imbarazzo che danneggerebbe solo la squadra. La Lazio, dal canto suo, ha battuto il redivivo Bologna, a sua volta non apparso ancora squadra, manifestando di essere già in palla e questo lascia ben sperare in vista del ritorno di Germania per la qualificazioni Champions con il Bayer.

Le esordienti. Da dimenticare o da ricordare in negativissimo la prima nella massima serie del Carpi sepolto (5-2) a Marassi da una scatenata Sampdoria in un incontro già chiuso nel primo tempo. Il Frosinone pur essendo andato in vantaggio e pur avendo giocato una bella partita si è lasciato irretire dal più esperto Torino che prima ha pareggiato e poi ha vinto.

Le altre. Bella e convincente vittoria del Chievo ad Empoli, dove il gol di Saponara aveva illuso di poter partire bene, nonostante la fine dell’era Sarri, ma, poi, la tripletta dei veronesi non lasciata dubbi su chi dovesse prevalere. Fatica parecchio il Palermo per avere ragione del Genoa e riesce a superarlo solo in extremis, contribuendo, così, ad evitare che la prima giornata del campionato 2015/2016 potesse chiudersi con almeno un risultato a reti bianche.

Cominciamo bene… A Roma una trentina di tifosi laziali hanno cercato di aggredire, prima della partita, un bus di tifosi bolognesi e solo l’intervento della polizia ha scongiurato il peggio limitando i danni al solo mezzo. All’apparenza solo scaramucce di violenza che, però, visti i precedenti, devono far meditare. Da segnalare il pessimo esempio dato da Zenga, ritornato su una panchina italiana dopo anni all’estero, il quale, al rientro negli spogliatoi per l’intervallo e con la sua squadra vincente per 5-1, dopo essere stato già richiamato in campo dall’arbitro, attivava una inutile quanto ingiustificata protesta nei confronti dello stesso, al punto tale da farsi espellere. L’arbitro, Fabbri di Ravenna, era un neo promosso in A e, dalle cronache, la sua prestazione è stata ritenuta la migliore dei 10 fischietti impegnati. A dispetto della mania di protagonismo di Zenga.                                                                                                            

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