Calcio Serie A. Inizia il campionato, così al via, ma il mercato chiude lunedì 31

Calcio Serie A. Inizia il campionato, così al via, ma il mercato chiude lunedì 31

Con l’anticipo Verona-Roma, sabato alle ore 18, il campionato 2015/2016 prende il via, con le squadre ancora, tutte o quasi, in cantiere di costruzione, visto che il calciomercato si chiuderà lunedi 31, quando già si saranno disputate due giornate. Questa è un’assurdità condivisa da tutti eppure si continua ad insistere in questo prolungamento di affari confidando di rimediare con qualche colpo in extremis. Il commento sulle rose delle 20 compagini, ovviamente, non tiene conto delle trattative in corso e degli obiettivi da realizzare, appositamente omessi perché non esiste un mondo più pazzo del calciomercato sempre pronto a smentire se stesso.

JUVENTUS  L’organico della squadra campione d’Italia, nonostante l’uscita di tre importantissime pedine quali Vidal, Pirlo, Tevez, con i subentri di Dybala, Mandzukic, Khedira, Rugani, Zaza, appare sempre il più forte. Marotta, con la solita oculatezza, ha lasciato andare verso le Americhe Pirlo e Tevez , senza battere ciglio, solo perché gli stessi erano ormai da classificare anzianotti e dal rendimento difficilmente ancora all’altezza delle prestazioni dei quattro scudetti. Per Vidal, invece, ci si è voluti privare di un elemento non sempre al massimo della disciplina sia in campo che fuori e la convenienza economica è stato il secondo motivo a dirottarlo in Germania. La nuova rosa, nelle novità, si presenta equilibrata, con un occhio al futuro, grazie a tre giovanissimi (Dybala, Rugani e Zaza) e con l’apporto di esperienza del calcio europeo da parte di Mandzukic e Khedira anche se quest’ultimo starà fermo, per infortunio, almeno un paio di mesi. Ma il mercato dei bianconeri aspetta il completamento con un uomo di fascia e un centrocampista. Intanto si è già partiti ottimamente vincendo il primo trofeo a disposizione, la Supercoppa italiana.

ROMA È stata e rimane la maggiore avversaria della Juventus, tenuto conto degli acquisti fin qui effettuati (Dzeko, Salah, Iago Falque, Digne) e dell’importante recupero in difesa di Castan. Sabatini ha saputo crearsi la cassa rivendendo giocato valorizzati da altre squadre presso le quali erano in prestito (Romagnoli, Bertolacci, Destro, più altri numerosi giovani) ritoccando qualitativamente la prima squadra dove ce n’era bisogno. Se la presenza di Totti sarà redditizia senza fare ombra agli altri, per la Roma potrebbe essere l’annata buona.

LAZIO In tutto e per tutto è la medesima formazione dello scorso anno, nonostante un paio di acquisti (Hoedt, Morrison) ancora da scoprire, ai quali probabilmente si è associato Mauri, reingaggiato a furor di popolo dopo la definiva uscita dall’inchiesta giudiziaria di Cremona. Il precampionato dei biancazzurri non è stato dei migliori ed è culminato con la sconfitta cinese nella Supercoppa, trofeo sul quale Lotito e c. facevano molto affidamento. Per fortuna che l’andata di qualificazione Champions col Bayer si è conclusa con una, seppure risicata, vittoria da difendere a denti stretti nel ritorno in Germania. Ma Pioli deve fare in fretta a ricostruire subito il giocattolo magari anche con qualche innesto di peso altrimenti la Lazio rischia di ritornare fuori dal grande giro.

FIORENTINA Se ci fosse un campionato delle amichevoli estive la Fiorentina sarebbe nettamente prima per i risultati conseguiti magari anche col titolo di rivelazione, vista una campagna acquisti non proprio entusiasmante per i tifosi e per la critica, complice anche l’inatteso e sorprendente addio di Montella, sostituito da Paulo Souza. Oltre agli arrivi di Gilberto, Astori, Mario Suarez, Kalinic, fra i titolari, ci sarà quel campioncino di Bernardeschi che si è presentato al mondo calcistico battendo il Barcellona con una storica doppietta; da lui e da Babacar la Fiorentina si aspetta molto e, se Souza confermerà anche a Firenze quanto di buono fatto finora, anche questa nuova Viola dovrebbe competere a ridosso delle prime.

NAPOLI. Tabula rasa o quasi: dall’europeo Benitez (finito al Real Madrid per quali meriti?) al nostrano Sarri (artefice del miracolo Empoli) con l’inserimento di almeno cinque facce nuove (Reina, Chiriches, Hisaj, Allan, Valdifiori) e con un nuovo attacco con Insigne trequartista ad aprire varchi a Higuain in coppia con Gabbiadini. Se Sarri, con le sue teorie, riuscirà a ricostruire la squadra a sua immagine allora c’è da ritenere che il Napoli sarà nelle zone alte.

GENOA Come al solito il presidente Preziosi non si è smentito largheggiando sia negli acquisti che nelle cessioni ma, per quanto riguarda la possibile formazione titolare, rispetto a quella dello splendido torneo scorso, dovrebbero essere solo quattro gli inserimenti di spessore: Munoz in difesa, Figueras e Cissokho a centrocampo e, in avanti, il redivivo Pandev che dovrebbe far coppia con Pavoletti del quale si attende l’approdo fra i grandi cannonieri del campionato. Gasperini è ormai abituato ai rivoluzionamenti dell’organico e di sicuro riuscirà a sopperire, alla sua maniera, alle partenze di Bertolacci, Iago Falque e Niang.

SAMPDORIA Quel simpatico matto di Ferrero ha preparato una squadra facendo almeno un paio di scommesse degne di lui: il rilancio in Italia di Walter Zenga e il tesseramento di Cassano che bramava il ritorno a Genova (per accontentare la moglie) non solo per antichi legami doriani, oltre a tre acquisti da assemblare (Moisander, trentenne capitano della nazionale finlandese e Zukanovic ventottenne del Chievo, scippato all’Inter da inserire in difesa e Fernando, ventitreenne difensore brasiliano per il centrocampo). L’inizio della stagione ha visto l’eliminazione dalle qualificazioni in Europa League. Il campionato della Samp, oltre dal campo, dipenderà molto dall’evolversi dei rapporti del trio Ferrero-Zenga-Cassano che, conoscendo i personaggi, si prevedono quanto meno scoppiettanti, vedremo, se in senso positivo o negativo.

INTER  È stata una rivoluzione che ha sconfessato le due ultime campagne acquisti con la squadra, per oltre metà, nuova; tanti gli acquisti con la difesa rifatta (Montoya, Miranda, Murillo), il centrocampo puntellato (con il costosissimo Kondogbia) e l’attacco rinforzato da Jovetic, desideroso di rifarsi dopo la delusione inglese. A compensare le uscite economiche la sorprendente cessione di Kovacic al Real Madrid, su richiesta di Benitez, elemento neppure tanto rimpianto dalla tifoseria per l’alternanza delle prestazioni. Solo il tempo dirà se a Milano è stato un campione incompreso oppure un’eterna, mancata, promessa assai ben rifilata agli altri. Mancini è stato accontentato ma, dai risultati e dal gioco espresso finora nella preparazione estiva, c’è stata solo molta delusione e, se continuasse così anche in campionato, per il tecnico jesino sarebbe un fallimento.

TORINO Cinque acquisti di peso e di gioventù (Zappacosta, Baselli, Acquah, Obi, Avelar) che dovrebbero dare un nuovo assetto alla squadra non facendo rimpiangere l’opportuna cessione di Darmian al Manchester United. E con la riconfermata esperienza di Ventura, il Toro non dovrebbe fallire la permanenza a ridosso delle prime.

MILAN Dopo gli ultimi allenatori principianti, dopo tantissimi errori societari e, soprattutto, dopo tanti inutili bla bla di Berlusconi, il Milan ha ripreso ad investire e, finalmente, si ripresenta con un “vero” allenatore al quale sono affidati acquisti (Romagnoli, Bertolacci, Bacca, Luiz Adriano) di un certo spessore più qualche giovane a cui dare fiducia (Rodrigo Ely e Calabria). La squadra vista nel precampionato ha destato una favorevole impressione perché è apparsa , sia come modulo che come gioco, assai diversa dalle miserevoli comparsate degli ultimi due anni. Un esperto sergente di ferro come Mihailovic dovrebbe essere in grado, quanto meno, di riportare il Milan in zona Coppe e, poi, strada facendo, si vedrà.

PALERMO Con la giusta cessione di Dybala e quella meno opportuna di Belotti, Zamparini ha fatto ottimi affari ma la squadra, anche per la partenza di Barreto, appare notevolmente indebolita. I nuovi arrivi (Struna, Elkaoutari, Hiljemark) sono, almeno per ora, emeriti sconosciuti e Gilardino, 33 anni, è in fase di tramonto. È rimasto Vazquez ma basterà per ripetere la felice stagione scorsa?

SASSUOLO Immutata la difesa, quasi lo stesso il centrocampo (arrivato Duncan), da verificare se l’attacco, con le cessioni di Zaza e Pavoletti, risulterà penalizzato perché i sostituti, Politano, Defrel e Falcinelli, tutti rivenienti da ottimi campionati in B, dovranno dimostrare di essere all’altezza anche nella massima serie. Una garanzia la permanenza in panchina di Eusebio Di Francesco.

VERONA Usato sicuro l’acquisto di Pazzini, due ritorni quelli di Albertazzi e Romulo, da scoprire anonimi sconosciuti come Winck e Souprayen, Viviani, uno dei migliori prodotti della serie B: questi sono i principali rinforzi per Mandorlini il quale punterà tutto sull’accoppiata Toni-Pazzini, due goleador di razza.

CHIEVO È stato un misto di esperienza e gioventù il foltissimo mercato del Chievo, del quale fra i principali arrivi annoveriamo i due terzini Cacciatore e Gobbi, Castro, M’poku eil redivivo Pepe, venuto qui per rilanciarsi dopo quasi due anni di fermo per infortuni in casa juventina. L’allenatore è Maran, uno di casa e artefice del miracolo iniziale, al quale viene richiesto ancora l’ennesima salvezza, possibilmente, con lancio alla ribalta di qualche elemento che possa migliorare i bilanci futuri.

EMPOLI Qui più che di entrate è bene parlare delle tante uscite: con l’addio di Sarri e di alcuni protagonisti del miracolo Empoli (Pepe, Rugani, Hisaj, Vecino, Valdifiori, Verdi, Tavano), il redivivo Giampaolo si è fatto carico di un organico tutto da ricostruire. Saponara, Maccarone e Pucciarelli: si spera nei loro gol.

UDINESE Riuscirà , ancora una volta, il nostro eroe Totò Di Natale alle soglie del trentottesimo anno a condurre in salvo la sua Udinese? A far coppia con lui è arrivato da Napoli il giovane Zapata, ancora alla ricerca del definitivo lancio. Gli altri acquisti, come al solito tanti, dai nomi e dai precedenti non sembrano offrire garanzie di salvezza. In più c’é l’allenatore Colantuono, coinvolto dalla procura di Cremona nel calcioscommesse. Per l’Udinese il proemio del torneo 2015/2016 non appare dei migliori.

ATALANTA Finora prevalentemente riscatti o rientri da prestiti, un solo vero acquisto (Kurtic) e, soprattutto, in negativo, le cessioni di Zappacosta e Baselli: meno di nulla per una squadra che l’anno scorso ha sofferto tantissimo. Da non sottovalutare anche le dimissioni di Pierpaolo Marino da direttore generale. Con l’organico attuale, il vecio Reja è chiamato a compiere un miracolo.

CARPI La matricola per eccellenza che tanto ha entusiasmato o scandalizzato il popolo calcistico si appresta a vivere la sua prima esperienza nella massima serie, disputando le partite casalinghe allo stadio “Braglia” di Modena, anziché al vecchio “Cabassi”, risultato non omologato per la serie A. L’appassionata tifoseria farà volentieri questo sacrificio chilometrico pur di continuare a seguire i suoi beniamini, fra i quali si sono registrati diversi innesti (Brkic, Spolli, Bubnjic, Marrone, Lazzari, Gabriel Silva, Matos). La salvezza dipenderà da quest’assemblaggio vecchi inesperti/nuovi bisognosi di riscatto che il buon Castori dovrà plasmare per consentire alla bassa emiliana di continuare a sognare, nello specifico, la salvezza.

FROSINONE Passati i festeggiamenti per la storica promozione ora viene il bello per la società ciociara ben gestita dal presidente Stirpe, uno che ha subito mostrato di poter essere all’altezza dei presidenti della massima serie, per competenza e affidabilità e questo è un buon biglietto da visita per una matricola. La squadra: diversi rinforzi (Leali, Rosi, Diakitè, Pavlovic, Verde, Chibsah, Longo), un mixer di esperienza e gioventù. Si aspetta l’esplosione di Daniel Ciofani, uno che viene dalla gavetta e che ha sempre segnato; se continuerà anche nella massima serie, forse il Frosinone potrà fare la sua bella figura, togliendosi pure qualche soddisfazione.

BOLOGNA Acciuffata la serie A dopo lo spareggio col Pescara, il Bologna (di proprietà americana) si ripresenta con una squadra completamente rifatta o quasi, (Mirante, Rossettini, Rizzo, Crisetig, Pulgar, Brienza e Destro i maggiori arrivi); a Delio Rossi spetta l’onere della ricostruzione. Mattia Destro, costato 10 milioni, invece sfrutterà questa ennesima occasione per ritornare agli antichi livelli dopo aver deluso sia alla Roma che al Milan ?

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