Una brutta Juve, battuta dalla Roma, è a zero punti, le piccole fanno le grandi (con l’Inter)

Una brutta Juve, battuta dalla Roma, è a zero punti, le piccole fanno le grandi (con l’Inter)

La partitissima. Ha vinto, anzi, al di là del risultato striminzito, ha stravinto meritatamente la Roma, forse, dando da subito una nuova chiave di lettura al campionato. Dopo la seconda sconfitta consecutiva , per la Juve, qualche dubbio comincia a sorgere: per tanti il ciclo si è esaurito, per altrettanti, finito l’effetto Conte, sarà difficile ripetere le imprese dell’ultimo quadriennio, per i più ottimisti, bisognerà attendere il rientro degli assenti, nuovi acquisti compresi. Forse è un pò presto per emettere giudizi drastici traendo conclusioni, ma è certamente doveroso rimarcare l’assoluta pochezza di questa Juventus che, facilmente arginata e battuta in casa dall’Udinese, alla prima, è stata dominata e ancora sconfitta, alla seconda, da una Roma che, ora come ora, appare come la maggiore candidata a sostituirla ai massimi vertici.

L’ultima volta che la Juve aveva perso le due partite iniziali risale al 1912 quando     il girone unico non esisteva ancora , e questo costituisce un record negativo per la Vecchia Signora, una insolita novità per una squadra e una società abituate a collezionare solo primati positivi. Contro una Roma super si è registrato un corollario di negatività: un solo tiro in porta nell’intero primo tempo, scelte di Allegri assai discutibili, molte prima e qualcuna durante la partita, mancanza di un leader, ruolo che non sembra possa essere assegnato a Pogba, totale mancanza di “fame” di vittoria in tutti. La fermata del campionato per una settimana dovrebbe servire per schiarirsi le idee e ripartire.

Crollo Lazio Sono cinque le squadre a condurre a punteggio pieno, quattro piccole e una grande.   Fra le prime c’è un sorprendente Chievo che con un punteggio (4-0) clamoroso ha disintegrato una Lazio che, nella nuova stagione, continua a sprofondare manifestandosi l’ombra di se stessa. A Verona si è concessa totalmente ad un avversario che ha infierito mettendo a segno, fra l’altro, alcuni gol da cineteca. Persino Pioli, alla fine, appariva inebetito. Se non arrivano rinforzi in extremis, urge almeno uno scrollone societario perché di questo passo altro che zona Champions, si lotterà per non retrocedere. E la tifoseria freme.

Inter uguale Jovetic Ancora una duplice zampata vincente del ritrovato Jo Jo che rovina la festa al Carpi davanti ai suoi tifosi, consentendo di portare a casa altre tre punti (lasciando la Juve a -6…). E meno male che l’undici di Mancini, dopo un disastroso precampionato, era pieno di problemi che, forse continuano ad esserci ma, di certo, sono bene occultati e dalla vetta si domina meglio il panorama.

Le altre capoliste Il Sassuolo vince il derby emiliano andando ad espugnare Bologna con un gol allo scadere e il Palermo fa altrettanto a Udine contro una Udinese forse ancora inebriata dal colpaccio contro la Juve. Un bel Torino quello vincitore contro la Fiorentina, battuta nonostante il vantaggio iniziale e rimandata a casa con un 3-1 che spegne gli entusiasmi viola forse un pò eccessivi dopo i successo casalingo, all’esordio, contro il Milan.

Milan tre punti e fischi Dopo la sonora sconfitta di Firenze, il Milan, a s. Siro, contro l’Empoli, doveva innanzitutto vincere e, poi, convincere i propri tifosi. Ha solo vinto grazie a due magnifici gol dei nuovi acquisti ma, per il resto, sono riemersi gli spettri del passato, come molto onestamente Mihajlovic ha ammesso.                             Dal miserevole spettacolo propinato dai rossoneri, è emerso chiaramente che il Milan, quanto a gioco, ancora non esiste e lo stesso allenatore serbo non riesce a raccapezzarsi con una rosa fin troppo abbondante di scelte. Al centrocampo, l’esperimento di Nocerino e Suso è fallito e, solo con l’entrata di Bonaventura, si è visto qualche pallone decente rimesso in area, mentre Bertolacci non ne ha azzeccata una. La difesa, timorosa, fragile, inesperta, deve ringraziare san Diego Lopez che ha salvato il risultato in un paio di occasioni. Il Milan ha solo due fior di punte e il portiere, per il resto è ancora tutto da costruire e per il Miha sarà dura farlo e anche presto per non perdere terreno dall’alta classifica.

Il Napoli, che delusione. L’era Sarri, sotto il Vesuvio sembrava iniziata al meglio visto che, alla fine del primo tempo, grazie alla doppietta di Higuain e al gran bel gioco comandato da Insigne nel nuovo ruolo di trequartista, la Sampdoria appariva dominata ma nella ripresa, ci pensava Eder a imitare El Pipita e a pareggiare i conti. Delusione e contestazione della tifoseria nei confronti di tutti, tranne che di Higuain che, a quanto pare , continua ad essere la colonna portante ma, da solo non basta.

Campagna acquisti Il Verona sugli scudi per aver fermato alla prima la Roma, viene seccamente battuto dal Genoa che aspettava il già definito arrivo di Iturbe rimasto a Roma per un ripensamento di Sabatini che si è pubblicamente scusato. Stasera si chiude questa prolungatissimo e costosissimo calciomercato e forse qualche botto ci potrebbe essere in extremis anche alla luce delle prime due giornate, soldi permettendo, ovviamente.

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