Roma Capitale, niente scioglimento. Tra una settimana il governo decide. Ecco tutte le ipotesi

Roma Capitale, niente scioglimento. Tra una settimana il governo decide. Ecco tutte le ipotesi

La settimana prossima sarà quella decisiva per le sorti dell’Amministrazione del sindaco Marino. Giovedì 27, infatti, è in programma il Consiglio dei ministri che dovrà dare una risposta certa a quanto raccolto dagli ispettori inviati dal ministero degli Interni in Campidoglio. Il prefetto Gabrielli, dall’esito di sei mesi di accertamenti, verifiche e accesso agli atti della macchina amministrativa, ha elaborato un dossier di 800 pagine che è finito sulla scrivania del titolare degli Interni, Angelino Alfano. Il ministro era già pronto ad affrontare l’argomento nell’ultima riunione del Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, ma il premier Renzi ha preferito prendere tempo e rinviare. Ora però i nodi sono venuti al pettine e sono tutti da sciogliere. Il Campidoglio ha già fatto parte del suo dovere, con la rotazione di un gran numero di dirigenti apicali, il rimpasto politico con un nuovo vicesindaco e nuovi assessori, ma il governo potrebbe chiedere di più al sindaco-chirurgo.

In scaletta non ci sarebbe lo scioglimento per mafia, ma sicuramente provvedimenti incalzanti e tra questi quello di una super cabina di regia che sarebbe chiamata ad osservare tutti gli atti e le delibere prodotte dall’Amministrazione. Si tratterebbe di una sorta di organismo parallelo e sul punto, secondo quanto si mormora nei corridoi del Campidoglio, il sindaco avrebbe già trovato una prima intesa con il governo. L’organismo sarebbe la parziale riproposizione del Coreco, abolito con la riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001. Ma sempre secondo i bene informati, il governo sarebbe pronto a chiedere la rimozione di tutti quei dirigenti che non sono riusciti o non hanno voluto contrastare il duo Buzzi-Carminati. Dunque le rotazioni non basterebbero e la volontà, condivisa anche dal sindaco, sarebbe quella di avviare una totale rivoluzione al vertice con nuovi dirigenti, non coinvolti in alcun modo sia nella consiliatura Alemanno, che nella prima parte di quella Marino. Va detto poi che lo scioglimento per mafia del Comune di Roma, almeno secondo le indicazioni fornite dal prefetto Gabrielli, non sarebbe stata possibile perché in punto di diritto, diverse sono le condizioni tra ‘governo’ Alemanno e ‘governo’ Marino. Nel primo caso (va ricordato che l’ex sindaco è indagato per il reato del 416 bis, ndr) la macchina amministrativa era condizionata con lo strumento principe dell’intimidazione mafiosa, mentre nella gestione successiva, i condizionamenti erano scatenati dalla corruzione. Tutto questo, come detto, porterà ora ad una sorta di ‘commissariamento’ dei gangli burocratici di Roma Capitale, che proprio giovedì prossimo, insieme alle decisioni legate al dossier Gabrielli, avrà lo sblocco anche dei finanziamenti destinati alle opere ed alla gestione dell’evento giubilare straordinario voluto da papa Francesco. Su questo ultimo punto il governo non è disposto a fare sconti e l’amministrazione sarà osservata speciale attraverso la supervisione del prefetto Gabrielli, che condividerà, passo passo, con il sindaco Marino, la gestione delle opere e dell’evento.

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