Oliver Sacks, autore di “Risvegli”, è morto. La scienza e la letteratura del mondo perdono un grande uomo

Oliver Sacks, autore di “Risvegli”, è morto. La scienza e la letteratura del mondo perdono un grande uomo

A 82 anni, Oliver Sacks è morto nella notte di domenica 30 agosto nella sua casa di New York. Era malato da tempo di cancro, e, dopo averlo annunciato a febbraio scorso, più volte aveva raccontato sul New York Times il suo rapporto col tumore, un melanoma oculare che si è diffuso al fegato.

Oliver Sacks è stato uno dei più grandi neurologi al mondo. In Italia, la sua notorietà emerse quando arrivò “Risvegli”, il capolavoro del 1990 diretto da Penny Marshall, e splendidamente interpretato da Robin Williams, che interpretava lo stesso Sacks, e Robert De Niro, in una delle sue più toccanti interpretazioni. Risvegli era la storia di un tentativo di alcuni medici che negli Sessanta lavorarono su alcuni pazienti catatonici al Beth Abraham, un ospedale del Bronx, a New York. L’applicazione di un nuovo farmaco sperimentale, la L-dopa, consentì ad alcuni pazienti di “risvegliarsi”. Il farmaco veniva usato esclusivamente sui pazienti ammalati di Parkinson, e non su coloro che invece erano affetti da encefalite letargica. La storia venne raccontata da Sacks in un libro pubblicato nel 1973 negli Stati Uniti, e tradotto da Adelphi in Italia solo nel 1987. Harold Pinter, il grande drammaturgo premio Nobel, ne trasse una piece teatrale. E poi, appunto, il film del 1990, che consacrò a livello mondiale il genio di Oliver Sacks. Dopo l’uscita del film, infatti, Sacks ricevette 10.000 lettere all’anno. E con ironia, il neurologo così rivelò in una inervista: “rispondo invariabilmente a chi ha meno di 10 anni e più di 90, e ai carcerati”.

Seguirono gli altri capolavori, anche letterari, oltre che scientifici, di Oliver Sacks, tutti pubblicati in Italia da Adelphi. In sostanza, Sacks raccontò i casi come se si trattassero di metafore della stessa condizione umana. In “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, ad esempio, raccontò la storia del dottor P., il cui cervello perse la capacità di decifrare quel che gli occhi vedevano. La storia del dottor P. divenne l’occasione per Sacks per eloquenti meditazioni sulla coscienza e sulla condizione umana. Oliver Sacks fece conoscere a tutto il mondo patologie come la sindrome di Tourette o di Asperger, e ne umanizzò gli effetti e le terapie. “Mi è sempre piaciuto considerarmi come una specie di naturalista, o di esploratore”, scrisse Sacks nel 1984, “ho esplorato tante terre strane nella neuropsicologia – le più vicine ai poli terrestri e ai Tropici del disordine neurologico”.

Come tutti i grandi intellettuali del Novecento, anche Oliver Sacks aveva una personalità controversa: ingenuo e insieme guardingo e sospettoso, amicone e solitario, medico freddo e distaccato, ma anche compassionevole, scienziato e insieme poeta della vita della mente.

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