Morta una ragazza di 16 anni ferita al Gay Pride di Gerusalemme da un estremista religioso ebreo

Morta una ragazza di 16 anni ferita al Gay Pride di Gerusalemme da un estremista religioso ebreo

Un’adolescente israeliana di 16 anni, Shira Banki, accoltellata durante il Gay Pride a Gerusalemme, è morta nella giornata di domenica 2 agosto. La ragazza era stata pugnalata, con altre cinque vittime, da un estremista religioso ebraico, Yishai Shlissel, nella serata di giovedì a Gerusalemme, dove era in corso la parata del Gay Pride. La notizia è stata diffusa dall’ospedale Hadassah di Gerusalemme, dove la ragazza era stata ricoverata in condizioni giudicate fin da subito disperate.

Il feritore, e assassino, un estremista della estrema destra israeliana ultraortodossa si era già macchiato di crimini analoghi, omofobi. Durante la parata del Gay Pride di Gerusalemme del 2005, ne aveva feriti tre, ed era stato condannato a 10 anni di carcere. Uscito di galera, ha colpito nuovamente, e questa volta uccidendo una ragazza innocente.

Questa nuova vittima si aggiunge al dibattito in Israele sulla sostanziale impunità degli attentatori di destra, e lo inasprisce, anche alla luce di quanto è accaduto nella Striscia di Gaza, dove alcuni coloni hanno bruciato vivo un bambino di 18 mesi. Che si tratti di atti contro i palestinesi, o che si tratti di atti contro gli omosessuali, molti esponenti della destra israeliana possono godere della sostanziale “impunità” concessa loro dalla presenza nel governo Netanyahu di dirigenti delle loro formazioni politiche. La destra israeliana non fa più differenza tra palestinesi e omosessuali, sono tutti meritevoli di morte. Anche per questo, occorre un intervento sostanziale su Netanyahu da parte della comunità internazionale.

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