Migranti. Frontex rivela numeri record. La Grecia chiede aiuti concreti

Migranti. Frontex rivela numeri record. La Grecia chiede aiuti concreti

107.500 migranti approdati sulle coste europee nel solo mese di luglio, il triplo in rapporto ai dati dello stesso mese del 2014. L’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne (Frontex), incaricata della sorveglianza delle frontiere dello spazio Schengen, ha pubblicato martedì 18 agosto queste cifre impressionanti. È la prima volta dal 2008, anno in cui il censimento ha avuto inizio, che si è superata la soglia dei 100.000 migranti in un solo mese. E per la terza volta consecutiva si tratta di una cifra record.

Sempre secondo le cifre diffuse da Frontex, 340.000 persone hanno oltrepassato le frontiere dell’Unione europea nei primi sette mesi del 2015, superando di 60.000 unità la cifra già molto alta del 2014. In prima linea l’Italia, l’Ungheria, e la Grecia, per la quale l’UNHCR, l’Alto commissario Onu per i rifugiati, ha diffuso cifre record: nella sola settimana che va dall’8 al 14 agosto sono sbarcati sulle isole greche 20.843 migranti, ovvero la metà di tutti i migranti sbarcati via mare in Grecia lo scorso anno. L’agenzia conferma che quasi la metà degli sbarchi hanno avuto luogo sulle isole dell’Egeo, Lesbo, Chio, Samo e Kos, dove sono stati accolti soprattutto siriani e afghani. Nello stesso tempo, 20.000 eritrei e nigeriani sono sbarcati in Italia al termine di una traversata pericolosa partita dalle coste libiche. Alla frontiera ungherese, sono stati invece identificati 34.800 migranti.

Il direttore esecutivo di Frontex ha diramato un appello agli Stati membri dell’Unione europea a fornire sostegno e aiuto concreto, sia di viveri e materiali che di personale a questi tre paesi in prima linea. “Si tratta di una situazione di emergenza per l’Europa”, ha dichiarato. La Commissione europea ha sbloccato un fondo di 2.4 miliardi di euro in sei anni per aiutare i paesi europei a far fronte all’arrivo crescente dei migranti sul territorio europeo. La Grecia ha ottenuto un finanziamento di 414 milioni di euro. E accanto a questi numeri record, compare un altro triste numero, quello dei morti nel Mediterraneo, che ha raggiunto ormai i 2.200.

In virtù di questi numeri da emergenza umanitaria epocale, il governo greco ha fatto a sua volta appello ai partner europei per mettere a punto una strategia globale per affrontare la crescente crisi dei migranti. Complessivamente, e contando i 20mila sbarchi in una sola settimana, la Grecia ha accolto ben 160.000 migranti nel 2015. La portavoce del governo greco, Olga Gerovassili, ha detto che “questo problema non si può risolvere imponendo rigidi processi burocratici in Grecia, e certamente non si risolve rovesciando le imbarcazioni”. E neppure costruendo muri, ha proseguito la portavoce, facendo riferimento alla decisione del governo ultranazionalista dell’Ungheria, ma anche alle scelte effettuate da Francia e Gran Bretagna che hanno affrontato così la vicenda di poche centinaia di migranti tra i porti di Calais e Dover. “”Il nostro paese”, ha detto la portavoce, “non ha le risorse finanziarie né le infrastrutture necessarie per fornire accoglienza in modo dignitoso”. Eppure la Grecia ha fatto davvero del suo meglio per scongiurare una crisi umanitaria, accanto a quella che già stanno vivendo i cittadini greci.

Katerina Selachia, volontaria della ONG Aggalia, rivela che “vi sono 4.000 persone in attesa di essere trasferite a Lesbo proprio in questo momento, e gli arrivi sono incessanti in condizioni incredibilmente difficili”. E la portavoce del governo ha concluso: “abbiamo bisogno di più centri di accoglienza. Non possiamo continuare a vedere le tragiche immagini di bambini costretti a vivere in quelle condizioni”.

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