Merkel stravince nei sondaggi. Anche grazie alla complicità della SPD e alla Grosse Koalition

Merkel stravince nei sondaggi. Anche grazie alla complicità della SPD e alla Grosse Koalition

Forse è il modo in cui ha condotto i negoziati sulla crisi greca, forse è il modo in cui è riuscita a riportare la Germania “uber alles”, forse è il modo in cui attraverso la Grosse Koalition ha letteralmente annichilito la presenza al governo della Spd, o forse per tutti queste motivazioni e altre ancora, fatto è che la cancelliera Merkel conquista la maggioranza assoluta con la Cdu in tutti i sondaggi effettuati in questa settimana, l’ultimo dei quali pubblicato dalla Bild am Sonntag, settimanale della destra tedesca, domenica 2 agosto.

Secondo questo sondaggio, a cura della società Emnid, la coalizione di centrodestra CDU/CSU avrebbe il 43% degli elettori, che corrisponde, in virtù del sistema elettorale tedesco misto, proporzionale e maggioritario, alla maggioranza assoluta dei seggi nel Bundestag, il Parlamento federale tedesco. La ricerca è stata effettuata su un campione di 1.860 elettori e rivela per la prima volta dal 2005 una maggioranza così schiacciante della Merkel. Il sondaggio segue la rivelazione di sabato diffusa dal settimanale Spiegel, secondo la quale la Merkel avrebbe espresso la volontà al suo partito di gareggiare per un quarto mandato di cancelliere alle elezioni del 2017. E nessun partito in Germania, dopo la terza vittoria di Adenauer nel 1961, ha mai portato a casa la maggioranza assoluta. Lo stesso sondaggio conferma la caduta rovinosa della Spd, che potrebbe avvicinarsi al minimo storico scendendo addirittura sotto il 20%. Un disastro. E non andrebbe meglio neppure alla Linke, la formazione di sinistra radicale, che perderebbe però appena un punto percentuale, assestandosi attorno al 13%. Se così fosse alle elezioni del 2017, la sinistra socialista e radicale in Germania sarebbe sotto di ben 10 punti rispetto alla CSU/CDU. Non è che la conferma, se mai ve ne fosse stato bisogno, che la intera sinistra europea dovrebbe rifondarsi, dopo la sconfitta dei Laburisti britannici e anche in vista dei prossimi, ravvicinati, appuntamenti elettorali di Spagna e Portogallo. Nel 2017 si voterà in due paesi chiave, Germania, appunto, e Francia, dove Hollande non vive periodi sereni.

Secondo gli analisti della Emnid, il successo della Merkel sarebbe dovuto in parte alla sua gestione instancabile della crisi greca, che comunque ha portato all’accordo desiderato dai tedeschi, e in parte a due riforme sostanziose del programma della Grosse Koalition: la revisione delle pensioni e la riforma del salario minimo garantito. “Durante la crisi greca”, afferma Torsten Schneider-Haas, della Emnid, “Merkel si è manifestata al popolo tedesco come l’unica personalità politica in grado di risolvere le situazioni più difficili e complesse”. La richiesta di un suo quarto mandato, dunque, pare molto vicina ad essere soddisfatta. In Germania non vi sono limiti al numero di cancellierati. Helmut Kohl ne assunse la carica per 16 anni di seguito, fino a quando non fu sconfitto nel 1998 da Gerhard Schroder, leader della Spd. Oggi, la sua vera delfina, Angela Merkel, ha la possibilità di ripercorrerne le orme.

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