Merkel con gli occhi languidi, Renzi fa il simpatico, Repubblica ci mette del suo. L’Europa non fa un passo avanti

Merkel con gli occhi languidi, Renzi fa il simpatico, Repubblica ci mette del suo. L’Europa non fa un passo avanti

Leggete, leggete, oh cittadini, ascoltate l’Inno alla gioia in onore di Renzi Matteo. Trovate tutto su Repubblica nella cronaca della visita di  Angela Merkel all’Expo di Milano, del suo incontro con il premier italiano. In particolare, il retroscena di Francesco Bei ci fa sbellicare dal ridere. Intanto ci racconta degli applausi, tanti, e, scrive, “qualche fischio isolato”.  Altri cronisti riferiscono di  applausi ma anche di molti fischi, tanto che  Renzi parla di “cafoni” e  dice che non si può fischiare la Cancelliera, cui  lui per inciso deve chiedere qualche favore. La solita raccomandazione per la quale noi italiani abbiamo una cattiva fama. Sorvoliamo, è solo questione di udito e di giornale su cui scrivi. Riguarda una questione per noi vitale che dipende molto da frau Merkel. Per far quadrare i conti  della legge di stabilità ci mancano un bel po’ di miliardi, cinque, forse più. Gli “esperti” economici renziani, il ministro Padoan, hanno basato le loro stime su una crescita del Pil nel 2015 dello 0,7% e nel 2016 dell’1,4%. Per l’anno in corso speravano in un aumento dell’1% che avrebbe avuto un effetto di trascinamento per il 2016, arrivando così all’1,4 tanto desiderato. Invece l’aumento è stato dello 0,2%, una  doccia fredda per il governo.

Moody’s gela il governo: nel 2016 crescita solo dell’1%. Sballa la legge di stabilità

Moody’s nel suo rapporto “Global Macro Outlook” fa vedere i sorci verdi a Renzi e company e prevede che nell’anno prossimo la crescita si attesterà attorno all’1%. Come uscire da una situazione così pesante? C’è solo da sperare, come si dice, la speranza è l’ultima a morire, che la Ue ci consenta più flessibilità, un nuovo sconto, il pareggio di bilancio  spostato al 2018 e quindi la Merkel ha un ruolo fondamentale. Sempre Moody’s afferma che i tassi di crescita di Italia e Francia “non saranno sufficienti a far calare la disoccupazione in modo significativo”. L’Eurozona nel complesso, prosegue l’agenzia, trae benefici dall’euro debole e dai bassi prezzi del petrolio ma una volta che questi effetti si saranno “esauriti”, la crescita non supererà l’1,5% “per molti anni a venire”. Inoltre l’agenzia sostiene che “non ci sono prove di un deciso aumento degli investimenti, della produttività e dell’occupazione” e che quindi “le riforme strutturali abbiano alzato il potenziale di crescita della regione”. Insomma il cavallo di battaglia di Renzi, le “sue” riforme che creano lavoro, viene smontato, fatto a pezzi.

“Ferma un attimo Angela devo guardare lo spread” e la “corte” ride

E si torna così alla  visita della  Cancelliera cui Renzi si aggrappa e sul fatto che i media, tv in particolare, abbiano reso grandi onori ad Angela creandole un clima di grande familiarità, facendola sentire quasi a casa sua. Renzi ha fatto il simpatico con le sue battute che fanno ridere, stringendo i denti, solo la sua corte. Guardando il tabellone in cui sono segnati i prezzi dei prodotti alimentari di tutto il mondo dice: “Ferma un attimo Angela che devo dare un’occhiata allo spread”. Risate, scrive il retroscenista. A comando aggiungiamo noi. Poi da Palazzo Chigi la solita velina racconterà tutto quello che si sono detti, e lo scriba scrive, che altro doveva fare. Veniamo a sapere che hanno affrontato temi europei, dalla Grecia alla Libia, fino all’immigrazione e all’economia.

La velina di Palazzo Chigi fa passare per novità cose dette e ridette sul ruolo dell’Europa

Un punto su cui hanno convenuto, dice la velina di Palazzo Chigi, è che “l’Europa non può essere la fortezza del rigore e della austerità, ma la frontiera della innovazione, se vuole tornare a imporsi su una scena sempre più globale”. Ma queste cose le sentiamo dire da molti anni. Invece vengono fatte passare per assolute novità, merito di Renzi Matteo. Una riprova, se ce ne fosse bisogno, del livello cui è arrivata la nostra informazione, quella di un grande giornale, Repubblica. Scrive il nostro che “prima di cena alla terrazza Peck e dello spettacolo di luci dell’Albero della vita, la Cancelliera si ferma a firmare la carta di Milano. Poi con il marito, nel Palazzo Italia, contempla con occhi languidi le cartoline dei paesaggi italiani. La sentono dire: ‘Qui ci siamo stati, ti ricordi’”. Sarebbe interessante sapere chi ha sentito dire e poi è andato a riferire al cronista, pardon il retroscenista, questa frase.  Al  nostro retrioscenista, visto che lui non c’era, altrimenti avrebbe ascoltato anche la frase, qualcuno deve aver riferito degli occhi languidi. Si racconta che c’è un servizio di sorveglianza che impedisce contatti fra frau Anghela e la folla. I giornalisti in particolare non era previsto che rivolgessero domande alla Cancelliera.

Le domande dei giornalisti alla Cancelliera, sembrava una sceneggiata mal riuscita

Era stato concordato che non vi sarebbe stata neppure una conferenza stampa. Quasi una visita privata tanto che i giornali tedeschi quasi non ne hanno parlato. Però qualcuno ha avuto possibilità di rivolgere qualche domanda alla Merkel. Forse un raccomandato dal  Renzi Matteo. E sapete cosa è stato chiesto alla  signora più potente del mondo? Facile, un giudizio su  Renzi, il suo governo, gli italiani. Poco prima, conversando amabilmente, il presidente del Consiglio aveva fatto un lungo discorso sulle riforme, tutte  quelle annunciate, quelle che dovrà fare, quelle fatte. E lei che doveva rispondere alla domanda rivoltale? Che  era tutto uno schifo? No, certo. Alla domanda se promuove il governo italiano ha risposto “assolutamente sì”. Che voto gli darebbe: “Very good”. A quel punto Renzi avrebbe detto: “Guarda che chi ti fa le domande sono giornalisti”. Lei avrebbe sorriso. Se avesse potuto, siamo certi, avrebbe chiesto chi li aveva mandati.

Che i migranti siano problema europeo lo dicono tutti, il problema è che non fanno niente

Ma non basta, ecco il piatto forte. Racconta Repubblica, vedi titolone, che sulla emergenza migranti la Merkel volta  pagina, “Si muova tutta la Ue”. Leggiamo in apertura della prima pagina: “In visita all’Expo, la cancelliera tedesca  Merkel dice che  l’emergenza migranti è un problema europeo”.  “Una svolta – gioisce il quotidiano diretto da Ezio Mauro – frutto anche del pressing italiano”. Davvero incredibile. Che i migranti siano un problema europeo sono anni che lo leggiamo nei resoconti dei vari incontri, a partire dalla Commissione Ue fino al Parlamento europeo, ai vertici dei ministri. Non c’è un governo che non lo dica. Ma il problema è che dopo il dire c’è il fare. Sì è un problema europeo, se lo veda l’Italia. E poi siamo ormai abituati a queste pantomime. Basta ricordare un famoso piano che avrebbe fatto arrivare una  carrettata di euro da investire. Si tratta del piano Juncker diventato ormai un fantasma che si aggira per l’Europa.  E di fantasmi ce ne sono ormai troppi.

Share

Leave a Reply