Marino sui migranti: “Roma non può accogliere il 20% delle persone che arrivano in Italia. Non abbiamo strutture e neppure le risorse”

Marino sui migranti: “Roma non può accogliere il 20% delle persone che arrivano in Italia. Non abbiamo strutture e neppure le risorse”

“È vero che a Roma c’è un sovraffollamento ed è così condivisa da me questa opinione che alcune settimane fa, partecipando a una riunione convocata dal ministro dell’Interno, ho sottolineato come Roma, che è la seconda città di accoglienza per le persone che arrivano sulle nostre coste, non possa accogliere il 18-20% delle persone che arrivano nel nostro Paese: non abbiamo le strutture né le risorse economiche per farlo”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sull’accoglienza dei migranti. “Penso che la sfida dell’immigrazione – ha aggiunto Marino – sia una sfida straordinaria del nostro secolo”.

Il sindaco: “Il governo mi ha rassicurato su tubercolosi e altre malattie infettive”

Poi sulla situazione sanitaria il sindaco ha gettato acqua sul fuoco su quella che potrebbe rivelarsi una vera e propria emergenza: la tubercolosi. “Sono molto preoccupato per gli aspetti igienico-sanitari e per questo ho sollevato il problema in più occasioni per i miei timori perché molti migranti giungono da territori dove ci sono ceppi di tubercolosi resistenti a molti antibiotici. Una preoccupazione importante sia per queste persone e anche per la diffusione delle malattie infettive a cui il nostro sistema immunitario non è più preparato nel nostro Paese. I ministri dell’Interno e della Salute mi hanno rassicurato dicendomi che ci sono 5 livelli di controlli, una risposta molto rassicurante”. Ma il sindaco di Roma ha voluto affrontare anche un secondo nodo spinoso per la Capitale, quello legato ai nomadi, la cui gestione è una emergenza tra altre emergenze.

A Roma l’emergenza è anche la massiccia presenza dei rom

“Rispetto ad altre città abbiamo una concentrazione elevata. Le stime che abbiamo dicono che superiamo largamente le 8mila presenze a Roma. Poi – ha detto ancora il sindaco – in questa città la maggior parte della popolazione è contraria all’idea del superamento dei campi rom con la possibilità di attribuire alle famiglie rom alloggi popolari come per altre persone e questo è un aspetto culturale. Questa è una sfida di pensiero più che di realizzazione degli spazi abitativi. I campi rom – ha detto ancora il sindaco – sono da superare ma assicuro che una questione è affermarlo, un’altra è farlo.

Solo il 20% dei nomadi minori frequentano la scuola e il Comune spende ingenti risorse per il trasporto

In questa città c’è una resistenza fortissima anche se si passa attraverso percorsi di legalità come chiedere ai bambini di andare a scuola. In questo momento spendiamo somme ingenti per il trasferimento con i bus dei bambini a scuola ma il successo è inferiore al 50%. I bimbi che poi ci vanno davvero a scuola sono inferiori al 20%. È quindi una sfida prima di tutto culturale. Penso che un altro aspetto che possa fare leva sia il coinvolgimento delle donne. Sono convinto che una mamma – ha concluso il primo cittadino di Roma – non voglia vedere il proprio figlio crescere in una situazione di degrado e senza la possibilità di andare a scuola”.

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