Macedonia. Sopraffatte dai numeri, le autorità aprono le frontiere con la Grecia. Da giugno, 42000 migranti verso la Serbia. 7000 i bambini

Macedonia. Sopraffatte dai numeri, le autorità aprono le frontiere con la Grecia. Da giugno, 42000 migranti verso la Serbia. 7000 i bambini

Le forze di polizia macedoni non hanno più la capacità di fronteggiare l’aggravarsi della situazione umanitaria e delle tensioni dopo l’esodo di migliaia di profughi e migranti dalla Grecia, ed hanno deciso di lasciar entrare sul proprio territorio le migliaia di persone che premono sul suo territorio per recarsi in Serbia, e poi verso il nord Europa. Dopo tre giorni di tensioni durissime, la Macedonia ha dunque deciso di rinunciare ad impedire il transito dei migranti sul suo territorio, soprattutto dei profughi siriani, migliaia dei quali si erano ammassati alla frontiera con la Grecia. Più di 3.500 persone, tra le quali molti bambini e molte donne hanno attraversato la Macedonia in direzione Serbia in 24 ore. Erano partiti dalla cittadina di Gevgelija, alla frontiera greco-macedone. Domenica mattina, un migliaio di migranti hanno atteso la partenza dei primi treni per la Serbia. Alcuni di loro hanno perfino negoziato con conducenti di taxi il prezzo per andarsene in Serbia.

Il governo macedone, che in questi giorni aveva sviluppato relazioni diplomatiche moto tese col governo di Atene, e che accusa di Tsipras di favorire la fuga di migliaia di migranti verso i confini macedoni, aveva decretato lo stato di emergenza giovedì. A quel punto, il governo di Skopje aveva chiuso i punti di transito ai migranti in arrivo dalla Grecia al ritmo di 2000 al giorno, nella speranza di passare in Serbia e poi in Ungheria, per bypassare il cosiddetto spazio Schengen. Questa misura ha dato origine a scene di caos, soprattutto nella cittadina di Gevgelija, dove migliaia di rifugiati avevano passato alcune notti all’aperto e senza alcun aiuto alimentare.

Venerdì, la polizia era poi intervenuta con lacrimogeni e manganelli contro la folla dei migranti, che intanto si accalcava sui pochi treni disponibili. La situazione umanitaria è andata via via degradandosi, e molti padri e madri hanno tentato perfino di far passare i loro piccoli figli. Ma a quel punto, la folla accalcata ha rotto il cordone, e una folla immensa di migliaia di persone si è riversata in territorio macedone, nonostante la reazione della polizia, che ha continuato a usare i lacrimogeni. Per questa ragione, le autorità macedoni, non avendo alternative, ha messo a disposizione treni straordinari e autobus per condurre i migranti in Serbia. Le autorità macedoni hanno registrato, dallo scorso giugno, il passaggio di 42.000 migranti, 7000 dei quali erano bambini.

 

Share

Leave a Reply