Londra. Quattro anni dopo riaprono l’Ambasciata britannica a Teheran, e quella iraniana a Londra

Londra. Quattro anni dopo riaprono l’Ambasciata britannica a Teheran, e quella iraniana a Londra

Il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, riaprirà ufficialmente l’ambasciata di Teheran domenica 23 agosto, quattro anni dopo la sua chiusura per effetto delle manifestazioni antioccidentali. L’Ambasciata iraniana a Londra riaprirà nello stesso tempo, in conseguenza delle positive evoluzioni nei rapporti diplomatici dell’Iran con l’Occidente al termine dei difficili negoziati sul programma nucleare militare iraniano. Il viaggio a Teheran del ministro degli Esteri britannico segue quelli dei ministri francese e italiano, del vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel e di Federica Mogherini, il capo della diplomazia europea. Come gli altri ministri, anche il ministro britannico sarà accompagnato da una manciata di uomini d’affari, che ovviamente nutrono buone speranze dalla ripresa dei rapporti commerciali con l’Iran, dopo l’allentamento dell’embargo.

Il nuovo ambasciatore britannico a Teheran è stato nominato, ma la sua identità è ancora riservata. Naturalmente, resta da chiarire, con nuovi accordi bilaterali, la questione dei visti d’ingresso, sia verso l’Iran dei cittadini britannici, che verso la Gran Bretagna dei cittadini iraniani. E non solo. Sarà da risolvere anche la vicenda delle centinaia di migliaia di cittadini iraniani attualmente in Gran Bretagna, i cui visti sono ampiamente scaduti, e il cui rimpatrio è stato reso molto difficile in questi anni di difficili relazioni diplomatiche. Il fatto decisivo è che il premier Cameron pare sia stato sottoposto ad un durissimo e insistente pressing da parte di molti operatori economici britannici preoccupati di perdere la corsa al mercato iraniano, a vantaggio di francesi, tedeschi e italiani. E così, si è giunti a decidere dell’apertura delle due ambasciate prima ancora di aver risolto i tanti dettagli lasciati aperti da relazioni diplomatiche bloccate da anni.

Quando le ambasciate erano chiuse, infatti, circa 400.000 cittadini di nazionalità iraniana in Gran Bretagna e 100.000 britannici in Iran hanno dovuto affrontare numerosi problemi, che i consolati provvisori non potevano risolvere. Su tutti, le questioni relative al rinnovo dei passaporti e dei visti internazionali.

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