Le deliranti posizioni di Salvini e di parte del Movimento 5Stelle sui migranti. Meglio il silenzio mediatico?

Le deliranti posizioni di Salvini e di parte del Movimento 5Stelle sui migranti. Meglio il silenzio mediatico?

Il quotidiano inglese The Guardian titola uno speciale fotografico “Scene da una tragedia. Un’altra settimana di crisi dei migranti”. È una sapiente raccolta di sei foto che illustrano la tragedia di esseri umani, persone, in cerca di una speranza di salvezza. Si parte dall’arrivo sulle spiagge delle isole greche dei barconi coi migranti, sotto gli occhi dei turisti. Prosegue con la calca di migranti creatasi su un vagone merci, diretto chissà dove. E poi le recinzioni di filo spinato, la gente che corre, il viso in primo piano di un migrante salvato, forse sulla costa siciliana. E non è solo il Guardian che mostra scene scioccanti. Lo fanno in pratica tutte le grandi testate giornalistiche del mondo. Ovunque, l’opinione pubblica è consapevole che si tratta di una tragedia, e non può più sottoporsi a quell’accusa di papa Francesco a Lampedusa, di essere cioè parte della “globalizzazione dell’indifferenza”. Ovunque, la tragedia dei migranti ha i volti smarriti dei bambini, innocenti vittime di una doppia espulsione, dal loro paese d’origine, qualunque ne sia la causa, e dal paese di attracco, qualunque esso sia. Anche per questa ragione, per quei volti densi di terrore dei bambini, il papa ha voluto ammonire il mondo sulle espulsioni come atti di “violenza” e di guerra, di quella terza guerra mondiale, combattuta in segmenti.

Il dibattito pubblico italiano sulla tragedia inquinato da Salvini, che però trova troppo spazio sui media

In Italia, il dibattito pubblico pare invece essere preda del “razzismo quotidiano” di qualche personaggio politico, noto soprattutto per essere invitato in tutti i talk show e a tutte le ore. Ed anche di qualche sciagurato militante del Movimento 5 Stelle. Matteo Salvini, leader di una Lega Nord sempre più estremista in fatto di immigrazione, con un tempismo invidiabile e con un razzismo da manuale hitleriano, ha twittato, alla notizia dello sbarco di 800 migranti sulle coste italiane: li mandiamo dal papa o a Bruxelles. L’evidente inciviltà di questo messaggio, la barbarie miserabile in esso contenuto, nella convinzione di poter sorridere dinanzi alla tragedia di esseri umani, la battuta da bar di provincia, per scatenare istinti idioti (fa il paio con la canzoncina da stadio che lo stesso Salvini intonò contro i napoletani), dicono molto del livello al quale è sceso il dibattito politico e pubblico. Salvini resta pur sempre un signore che è stato eletto membro del Parlamento europeo e segretario di un partito che siede nel Parlamento italiano. E spesso va a dire le stesse cose in televisione, ovunque e a qualunque ora. Se non lo si invitasse più, ad esempio sui canali del servizio pubblico, invocherebbe il diritto a partecipare quale membro del Parlamento europeo e quale segretario della Lega Nord. Ma allora, si decida una buona volta: un razzista manifesto non può essere invitato a parlare in televisione, perché portatore di inciviltà. Non è censura, ma buon senso. Quello stesso buon senso che anni fa invocava il filosofo Karl Popper quando parlava della “cattiva maestra televisione”. La stampa italiana invece fa da cassa di risonanza a tutte le dichiarazioni incivili e insensate del parlamentare europeo Salvini, le sbatte in prima pagina, come se si trattasse di argomentazioni importanti, pur sapendo che si tratta di sciocchezze. La stampa internazionale avrebbe trattato le frasi dissennate, strampalate e dal retrogusto razzista di Salvini col silenzio, oppure con la denuncia. In Italia, forse, non siamo più abituati ad indignarci, proprio perché ormai quelle frasi vengono gridate nei salotti degli italiani dallo schermo televisivo. E siamo costretti ad essere d’accordo con monsignor Perego, presidente dell’associazione di accoglienza Migrantes, quando liquida le parole di Salvini con un netto “non sentivamo il bisogno delle boutade di certi politici”, riferendosi appunto alle battute di Salvini. Lo stesso monsignor Perego ricorda a Salvini che “la Corte europea dei diritti umani ha già condannato l’Italia nel 2012 per i respingimenti, con una sentenza storica”. Ma si sa, i diritti umani sono una grande conquista della civiltà, e da quest’orecchio il parlamentare Salvini non ci sente.

La vignetta dei militanti 5Stelle e il post sul sito di Grillo: due esempi di inciviltà

Questa volta Matteo Salvini è in compagnia di alcuni militanti del Movimento 5Stelle e di un consigliere comunale torinese. La vignetta è stata scoperta dal quotidiano La Stampa di Torino, diretto da Mario Calabresi ed è stata disegnata e lanciata sui social network dai militanti di Carate brianza, ridente località nei pressi di Monza. La vignetta è davvero brutta e razzista, indegna di un Movimento che pure ha dato prova di fare scelte civili, votando in Parlamento la cancellazione del reato di clandestinità. Su una spiaggia deserta, si vede una militante del Pd ad un banchetto per il tesseramento che invita tre migranti nudi ancora in acqua a fare la tessera scontata del 50%. Il tratto del disegno e la sua cifra stilistica ricordano molto da vicino le vignette razziste del Fascismo, coi “negri”, disegnati come scimmie. Lo scandaloso disegno ha fatto la sua comparsa su twitter, perché i suoi autori forse pensavano di far ridere, e di avere il beneplacito del loro leader, e della Rete. Invece, e meno male, la risposta della Rete è stata durissima, l’indignazione altissima, al punto che questa oscena rappresentazione dei migranti è stata cancellata, con tanto di scuse ufficiali. È vero che non si può controllare tutto quel che i militanti mandano in Rete, ma si tratta di un segnale allarmante, difficilmente sottovalutabile, un segnale di chiaro segno razzista. Così come di chiaro segno razzista è il post, certo più raffinato nello stile e nei toni, del consigliere comunale torinese che ha cercato di spiegare le ragioni della nuova politica grillina sui migranti: cacciamoli, punto e basta. E anche in questo saccente post, in cui compaiono quattro deliranti idee su come espellere, non si fa cenno alcuno alla sentenza della Corte di Strasburgo e sul dovere di regolamentare l’asilo politico come diritto umano inalienabile.

L’unica soluzione contro fascismi e razzismi? Il silenzio dei media

Come si vede, il dibattito pubblico sulla tragedia dei migranti è catalizzato dai razzismi, vecchi e nuovi, da coloro che per un voto in più sarebbero ben lieti di sacrificare vite umane, al largo delle nostre coste, oppure nei nostri centri di accoglienza. Ci siamo limitati questa volta a segnalarne i pericoli. Qui non è in gioco il cosiddetto “buonismo”, qui si tratta di un’ideologia fortemente venata da accenti fascisti, perché presume la superiorità di alcuni su altri (dei bianchi sui neri, ovviamente), e da forti argomentazioni razziste, che purtroppo vengono vergognosamente rilanciate sui media. E se invece, come fanno in tutto il mondo civile e civilizzato, facessimo scattare una congiura del silenzio?

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