La Chiesa, i profughi, e la polemica politica: proviamo a fare chiarezza

La Chiesa, i profughi, e la polemica politica: proviamo a fare chiarezza

Colpisce la polemica che si è aperta in questi giorni sul tema dell’accoglienza dei migranti e dei profughi. Colpisce perché vede coinvolti il segretario della Conferenza episcopale, monsignor Nunzio Galantino (nella foto con alcuni profughi iracheni in Giordania), e alcune personalità “di spicco” del mondo politico nazionale, dal leader leghista Salvini,  a Beppe Grillo, a Debora Serracchiani, vicesegretario nazionale del Pd. È una polemica agostana anche questa, o nasconde profili ideologici molto netti, e talvolta pericolosi? Ecco, il punto è questo, come giudicare questa serie di attacchi e contrattacchi, tra un esponente della Chiesa e tre autorevoli personaggi politici. Di mezzo, ovviamente, c’è anche il ruolo della stampa, che forse non ha raccontato tutta la verità. Vediamo cosa è successo davvero.

Lo scorso 10 agosto, di ritorno da una missione in Giordania, monsignor Nunzio Galantino concede un’intervista alla Radio Vaticana e una al settimanale cattolico Famiglia cristiana, riprese dal quotidiano dei vescovi Avvenire. Di cosa si tratta? Intanto, l’eloquente titolo dell’Avvenire è più pesante della polemica stessa: “Galantino: l’8 per mille per il futuro dei perseguitati”. Monsignor Galantino afferma che nei suoi recentissimi viaggi in Iraq e in Giordania ha constatato che le missioni cattoliche fanno uso delle risorse dell’8 per mille per accogliere decine di migliaia di profughi “anche di confessioni diverse” (non si capisce, però, perché dovrebbe essere diversamente) in zone particolarmente difficili del Medio Oriente, con l’aiuto di centinaia di giovani cooperanti. In secondo luogo, monsignor Galantino voleva lanciare, con quelle interviste, il progetto di accoglienza nelle scuole dell’Iraq di almeno 1400 ragazzi iracheni, finanziato anche questo con le risorse dell’8 per mille. E infine, voleva parlare agli italiani, ai cattolici italiani, della situazione che ha trovato in Giordania: centinaia di migliaia di profughi e migranti siriani accolti da un Paese che ha pochi milioni di abitanti. In fondo, monsignor Galantino non ha fatto altro che ribadire le caratteristiche dell’impegno missionario della Chiesa cattolica nel mondo, e in particolare in quelle aree del Medio Oriente. Solo che nel corso dell’intervista a radio Vaticana, l’arcivescovo si è lasciato prendere la mano. La domanda era sulla Giordania, paese accogliente. Il segretario della Cei si è spinto, fatalmente, a comparare due situazioni incomparabili: la Giordania che accoglie un fiume di quasi un milione di persone, e l’Italia che dinanzi a poche migliaia di sbarchi parla di invasione. È a questo punto che monsignor Galantino ha urlato contro “i piazzisti da quattro soldi”. Dieci secondi prima aveva dato la corretta interpretazione del suo pensiero, quando ha invitato gli “italiani a imparare a distinguere il percepire dal reale”. Insomma, monsignor Galantino, ma non solo lui, tutta la Chiesa, l’Onu, l’UNHCR, dicono da tempo che non è in corso alcuna invasione del territorio europeo, soprattutto se si comparano numeri e bisogni. Questi i fatti.

Eppure, è scoppiata la polemica sui “quattro piazzisti”. Come puntare alla Luna e guardare il dito. Ancora una volta l’attenzione della stampa si è spostata sulla polemica politica, rovente, ma disincarnata, come ogni polemica che riguarda migranti e profughi. Contro le parole di Galantino (cogliamo il fatto che nessuno si è sforzato di leggere l’intervista integrale) sono state dette poi, attraverso telegiornali, talk show e social media, vere e proprie sciocchezze. E ovviamente, quando poi lo stesso Galantino, e questa volta su Avvenire, ha ammonito il governo a fare di più per l’accoglienza, ecco che è scattata la difesa d’ufficio. Dei commenti del segretario leghista Salvini vorremmo farne a meno, ma per dovere di cronaca, segnaliamo questo giudizio postato sulla sua pagina di Facebook, che dice tutto di Salvini, piuttosto che di Galantino: “Nunzio Galantino è un vescovo comunista, mentre io sono un cattolico peccatore. Tanti la vedono come me”. È una sciocchezza galattica, che si commenta da sé. Ciò che davvero spaventa è quel “tanti la pensano come me”. Dove, come e quando Salvini ha realizzato un sondaggio tra cattolici? In quale parrocchia, in quale comunità ecclesiastica, in quale centro di accoglienza Salvini ha ascoltato un consenso a tale cretinata? Non lo dice. Forse, ha preso per buone le chiacchiere dei bar sulle spiagge romagnole dove trascorre beatamente le sue vacanze. E Salvini non è il solo a sparare cretinate agostane. Abbiamo ascoltato su la7 la delirante intervista di Grillo (senza alcun contraddittorio, per la verità) in cui il comico genovese sostiene che l’emigrazione è un gigantesco business e che quindi è meglio non accogliere, meglio respingere, magari coi cannoni. E infine, la perla della settimana spetta alla signora Licia Ronzulli, Forza Italia, che sempre su la7 e sempre a commento delle parole di Galantino ha parlato di cose dette dalla “dirigenza clericale” non certo da papa Francesco.

E infine, come dicono gli inglesi, last but not least, Debora Serracchiani che così al Tg1 ha commentato il durissimo giudizio di Galantino sul governo, e rivolgendosi a coloro che “dispensano soluzioni, a chi dà giudizi ingenerosi, a chi la fa facile,  rispondiamo che questo governo sta affrontando con razionalità una situazione difficile”. Ora, si capisce la difesa d’ufficio verso Renzi. Quel che non si capisce è perché chi l’ha intervistata non le abbia chiesto per quale ragione l’Italia ha smantellato Mare Nostrum per un pasticcio come Triton, per quale ragione l’Italia abbia accettato il Trattato di Dublino e per quale ragione non vi è stato e non vi è ancora un controllo rigoroso e serrato sugli appalti dei servizi per migranti e profughi, dopo gli scandali dei mesi scorsi. Ma si sa, sono polemiche d’agosto.

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