Kayla Mueller, la cooperante americana uccisa dall’Isis, venne rapita, violentata e sposata da Abu Bakr, il capo

Kayla Mueller, la cooperante americana uccisa dall’Isis, venne rapita, violentata e sposata da Abu Bakr, il capo

Kayla Mueller, ultimo ostaggio americano nelle mani del cosiddetto Stato islamico, è stata rapita e ripetutamente violentata dal capo dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, secondo fonti americane vicini alla famiglia. Kayla era una cooperante, e per un certo periodo era stata tenuta in ostaggio dal finanziere dello Stato islamico Abu Sayyaf e da sua moglie, Umm Sayyaf. Sembra però che il capo dell’Isis, Abu Bakr, abbia a sua volta rapito Kayla per “prenderla in moglie”, e che l’abbia ripetutamente violentata. L’informazione giunge dalla famiglia di Kayla, attraverso il quotidiano The Independent. Fonti ufficiali americane anonime, però, ne hanno confermato il racconto all’Associated Press.

Secondo quanto scrive The Independent, una adolescente Yazidi era stata trattenuta insieme con Kayla nella casa di Sayyaf, e aveva assistito al “secondo” rapimento. La quattordicenne yazida aveva poi raccontato tutto alle forze americane quando era riuscita a liberarsi. La morte di Kayla venne annunciata nel febbraio scorso, ma gli jihadisti dissero che era stata uccisa durante un raid aereo dell’aviazione giordana, effettuato per ritorsione dopo l’uccisione di un pilota giordano. Le fonti ufficiali americane hanno però oggi cambiato la versione dei fatti. Sembra che la povera cooperante Kayla in realtà sia stata giustiziata dai miliziani jihadisti di Abu Bakr per ritorsione contro l’uccisione di Sajida Rishawi, una miliziana dell’Isis, per mano dell’esercito giordano. Sajida Rishawi aveva preso parte all’attentato suicida contro un hotel di Aman nel 2005.

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