Il prefetto Gabrielli su Roma Capitale: “Questa città ha un solo sindaco ed è stato eletto dal popolo ma non può passare la logica dei tarallucci e vino”

Il prefetto Gabrielli su Roma Capitale: “Questa città ha un solo sindaco ed è stato eletto dal popolo ma non può passare la logica dei tarallucci e vino”

“Questa città, Roma Capitale, ha un solo sindaco che è stato eletto dal popolo, che ha ricevuto il mandato dal popolo, e tale è finché questo sindaco rimarrà in carica”. Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a margine del sopralluogo nei locali del NUE 112, la nuova Centrale Unica per le Emergenze di Roma e provincia. “Non possono esistere giuridicamente diarchie o consolati – ha aggiunto – non possono esistere situazioni che, in qualche modo, depotenzino il ruolo e la funzione e, consentitemi di dire, la responsabilità che è in capo al primo cittadino”.

Poi però ha fatto un mezzo avvertimento proprio al sindaco ed alla sua giunta: “Non vorrei che, come al solito, in questo Paese passasse la logica del ‘tarallucci e vino’. Come non esistono diarchie, consolati o condomini, esiste però una forte assunzione di responsabilità, all’esito della quale il prefetto di Roma, qualora le sue indicazioni e le sue proposte rimanessero lettera morta, può ricorrere ad un articolo del Tuel (Testo Unico Enti Locali) che prescrive che vi possa essere lo scioglimento del Comune qualora vi siano gravi e reiterate violazioni di legge”. Una presa di posizione doverosa dopo quanto accaduto con Mafia Capitale.

Gabrielli ha messo poi una pietra tombale su un altro argomento di disputa politica, quello legato alla sua presunta candidatura a sindaco di Roma: “Vorrei si facesse chiarezza per sempre, per la serenità delle istituzioni di questa città. Gabrielli sicuramente non si candiderà a Roma per fare il sindaco, il presidente di Regione o il sindaco metropolitano o qualsiasi altra carica”. Dunque parole più che chiare e che sgombrano il campo all’ondata di polemiche che numerose forze politiche delle destre, avevano costruito ad arte nelle ultime ore e tra queste non possiamo non sommare il movimento 5Stelle con l’uomo che aspira ormai da tempo alla poltrona di Marino, il parlamentare Di Battista, che non più tardi di questo lunedì mattina dichiarava sprezzante: “Non so se Marino arriverà a fine mandato, credo di no, ma c’è ancora da tribolare: dipende dai romani e per certi versi anche dai carabinieri, visto come sta andando con i consiglieri del Pd. All’inizio Renzi per non voler tradire la sua falsa immagine di rottamatore ha detto di voler staccare la spina. Poi si è presentato il rischio di una vittoria del Movimento 5 Stelle e il fatto che il Pd adesso non ha un candidato a Roma, e loro vincono sul nome, non sui progetti”.

Chi vincerà o chi perderà a Roma alle prossime elezioni amministrative, non è indifferente. Ciò che conta, è garantire la governabilità della città e questo può accadere solo se il sindaco si riapproprierà dei suoi diritti e poteri, così come ha ben puntualizzato il Prefetto Gabrielli e che erano stati messi in discussione dall’assedio di boss e faccendieri di ‘Mafia Capitale’, alimentati dalla voracità dell’amministrazione delle destre, che aveva fatto ‘tabula rasa’ non solo al Comune di Roma, ma anche e soprattutto nelle partecipate, insidiate e poi contaminate dal malaffare. Dalle prossime ore, Ignazio Marino avrà la strada sgombra e potrà dedicarsi alla prima emergenza in ordine di tempo: il Giubileo della Misericordia. Il sindaco è ancora in carica e nella pienezza dei suoi poteri, e potrà contare sulla collaborazione istituzionale di prefetto e governo.

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